Dopo Portosalvo se ne parla…

“Portosalvo” è la festa patronale di Siderno. Cade l’otto settembre, in onore, appunto di Maria Santissima di Portosalvo. Non porta soltanto migliaia di persone, bancarelle in ogni angolo della città, odore di salsicce e anche qualche topo d’appartamento. Rappresenta, infatti, una sorta di epilogo ufficiale della stagione estiva. Dopo “Portosalvo”, infatti, gli stabilimenti balneari (Ymca compresa) vengono dismessi, finisce lo struscio post cena sul lungomare per trasferirsi di nuovo sul corso, riaprono le palestre e la città ripiomba nelle sue abitudini invernali, anche se magari fuori ci sono ancora trenta gradi.
Mi è venuta in mente, la festa patronale, (che io, notoriamente, non amo) leggendo le cronache delle varie assemblee regionali del Pd. In una di queste si è deciso che le strutture cittadine (non so se si chiamino circoli, sezioni, spero non “club”, di sicuro non “cellule”) devono eleggere il loro segretario (o come lo vogliono chiamare) entro il trenta settembre. Mi è venuta in mente subito Siderno, perchè, da quel che vedo, il costituendo gruppo del Pd è quello più numeroso all’opposizioe in consiglio comunale con i suoi cinque consiglieri. Inoltre, tra i suoi dirigenti locali in pectore, ci sono alcuni carissimi amici sui quali sono disposto a scommettere ciecamente. Insomma, il Pd sidernese potrebbe convincermi a diventare un suo elettore. Anzi, persistendo la preferenza unica, avrei grossi problemi a scegliere chi votare, almeno tra tre-quattro soggetti che meritano tutti la mia stima e la mia fiducia. Tutto ciò anche se ai livelli superiori (Provincia, Regione, Parlamento) il Pd non mi convince affatto. Anzi. Ma torniamo a noi. Sono stato testimone di una riunione un mesetto fa. Ho visto un bel gruppo. Sicuramente si sarà rinforzato dal punto di vista numerico e sarà andato avanti nel suo momento organizzativo. Ma una cosa me la chiedo: perchè, per poter eleggere un leader locale e un gruppo dirigente, c’è sempre bisogno delle direttive che arrivano dall’alto, e non si procede in maniera autonoma? Insomma, perchè bisogna aspettare l’assemblea regionale che dice che per il segretario cittadino ci si può pensare anche “dopo Portosalvo”, o addirittura “dopo San Cosimo e Damiano” (festa patronale di Riace che si tiene a fine settembre). L’elettorato sidernese che non legge i giornali, non segue la politica, ma esercita puntualmente il suo diritto di voto, che percezione ha del Pd locale? Sa chi c’è? Sa cosa vuole? Che punti di riferimento ha, a parte i consiglieri comunali? Chi ha visto in giro sotto quel simbolo? A memoria mia, non ricordo un’iniziativa pubblica col Pd protagonista a Siderno, a parte quelle sotto elezioni con la Laganà e De Sena. Ma un conto è una seppur partecipata manifestazione al chiuso al cospetto dei soliti aficionados, un conto è una presenza pubblica che permetta di farsi conoscere a chi la politica non la segue, ma avverte ugualmente l’esigenza di un rinnovamento, di cambiamento e di una politica diversa. Da potenziale elettore del Pd a Siderno (sia ben chiaro, mi riferisco alle elezioni comunali che, a occhio e croce dovrebbero essere tra tre anni) mi aspetterei qualche cosina in più. E soprattutto che si dia un taglio a tutti i cordoni ombelicali che legano i dirigenti locali in pectore ai maggiorenti regionali. In fondo, chi ha creduto nello spirito delle Primarie, si aspetta una ventata di novità che, fino ad ora, non riesco a individuare, almeno per quanto attiene al modo di porsi nei confronti del cittadino. Non basta abiurare le bandiere rosse, i richiami ideologici al marxismo e buttare all’aria un patrimonio di idee e valori. Non basta spostarsi sempre più al centro, rischiando di fare la fine dell’Spd tedesco. Ci vogliono risposte su temi concreti, facce nuove e pulite (e queste ci sono, eccome 😉 ) e un modo di stare tra la gente che sia meno distaccato e “stantio”. Attendiamo fiduciosi. Ma per “Portosalvo” mancano tre mesi e mezzo. Non si potrebbe anticipare?

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4 Responses to Dopo Portosalvo se ne parla…

  1. Enzo ha detto:

    Dopo Portosalvo se ne parla. La stessa espressione ho usato anch’io l’altro giorno, commentando la decisione dell’assemblea regionale del PD.
    E’ un modo di procedere vecchio che sa di tutte le procedure della vecchia DC e del vecchio PCI. Sa di un partito che si vuole continuare a pilotare dall’alto, che ti vuole assegnare gli spazi, che vuole dettarti ogni riga e che poi te la vuole pure scrivere.
    E’ questa una delle concause della sconfitta elettorale.
    Un Partito che voglia essere nuovo deve nascere dal basso, esattamente il contrario di quello che si sta vedendo.
    Abbiamo eletto il segretario nazionale e quello regionale il 14 ottobre: altre due schede ed avremmo avuto in quella stessa data quello provinciale e quello locale (di circolo, di sezione, di club, di cellula, o come altro si volesse chiamare).
    Prendi Siderno: tutti quei 1600 e più elettori del 14 ottobre quando mai li rivedrai per eleggere il segretario locale? Sarebbe stata un’occasione irripetibile di coinvolgimento!
    Ma tant’è. Se si segue la strada che si è imboccata è inevitabile che si assegnino i tempi a garanzia di tutti, che si voglia prima approvare lo Statuto regionale, che poi c’è agosto e quindi a dopo Portosalvo.
    Per restare qui da noi qualche riunione è stata fatta, anche se in sordina ci si sta muovendo. Presto potrebbe esserci una sede arredata, si potrebbe cominciare, ma sai che la dialettica a livello regionale è stata ed è tutt’oggi un freno a mano tirato. Nessuno sa con certezza se stare, con chi stare, per cosa stare.
    Speriamo solo che si arrivi presto ad un reale chiarimento che consenta a tutti, a partire da noi per arrivare alla Giunta regionale, di avere un timoniere capace, sicuro, autorevole ed indiscusso.
    Auguri al PD e alla Calabria.

  2. Alessia ha detto:

    le tue considerazioni sono ampiamente condivisibili, a partire dalla data dell’8 settembre che per noi sidernesi rappresenta la fine dell’estate, con le abitudini che cambiano e quella strana “moda” di portare la polo a maniche lunghe sui bermuda…
    per uno strano gioco del destino la stessa data segna un momento importante e determinante per la storia repubblicana e democratica del nostro Paese!
    per tornare al discorso politico, considerando il mio carattere iperattivo e “movimentato” avrei voluto che le cose andassero più spedite ma col tempo e l’esperienza, anche professionale, ho imparato che ogni cosa ha i suoi tempi e anche la nascita del PD non fa eccezione.
    se fosse stata una fusione a freddo come qualcuno ha detto per sminuire la portata innovativa e senza precedenti del progetto che era anche nella mente di Aldo Moro, dopo i vari congressi nazionali ci si sarebbe divisi le cariche, chiaramente in parti uguali per non scontentare nessuno, e le responsabilità cambiando tutto perchè tutto resti uguale come diceva il principe nel Gattopardo.
    ma il PD non è questo, non è il vecchio PCI che armi e bagagli transita dopo la svolta DS verso il centro e i suoi voti, non è una vecchia classe dirigente che si rifà il look (ma non chirurgicamente 🙂 ) per ingannare i suoi elettori, non è un residuo della balena bianca.
    è un partito nuovo nelle facce e nei programmi, nella voglia di fare e di partecipare, nelle idee e nelle azioni, la laicità, l’europeismo, il mercato aperto e una vera democrazia. non a caso le componenti politico-ideologiche sono le più varie e fondono le tradizioni laiche, liberali, repubblicane, socialiste-riformiste ed ambientaliste che sono la nostra storia e il nostro stesso DNA: la marxista-comunista, la marxista-socialista, la socialdemocratica a-marxista, la cattolico-sociale, la democratico-laica, la liberale di sinistra, l’ambientalista. la radicale.
    non è poco gestire un patrimonio culturale, sociale e politico, di questa portata e non lo è ancor di più se si considera come gli eventi si siano susseguiti nel tempo così rapidamente e in stretta successione (parlo della costituzione del PD e della caduta del Governo Prodi) tra loro in modo tale da rallentare ulteriormente i già lunghi processi di costruzione degli organismi direttivi.
    in Calabria i coordinamenti provinciali e locali saranno costituiti entro breve (anche se a te sembra troppo tempo) ma ancora deve essere indicato in metodo: primarie libere, oppure utilizzando gli elettori di ottobre, o ancora con il vecchio sistema delle tessere. i rappresentanti in pectore del PD sidernese devono ancora trovare legittimazione del ruolo che di fatto svolgono ed è molto difficile organizzare manifestazioni o iniziative di qualsiasi genere in queste condizioni. nella riunione alla quale hai assistito al tavolo della presidenza erano presenti le diverse anime che a Siderno compongono il PD: Mimmo Panetta per il movimento civico AS, Paolo Fragomeni per i DS ed io per il PDM.
    ma non siamo solo noi, non possiamo essere solo noi. mancavano ma ci sono altre componenti alle quale si deve dare la giusta visibilità e il giusto spazio, e per fare questo ci vogliono regole ben precise e le giuste procedure, quindi tempo.
    non temere, ci faremo sentire presto…

  3. Pietro ha detto:

    Ciao Alessia! I tempi della politica sono strani, vero? Mi piacerebbe essere lì in zona, collaborerei, nel mio piccolo, molto volentieri all’orgaizzazione del PD, se accettereste come collaboratore un extracomunitario…

    PS (OT): vuoi fare una scommessa con me, sul motivo di una eventuale caduta del Governo Berlusconi?

    Sull’immigrazione! Hanno creato aspettative impressionanti con lo slogan “tutti a casa”, che non saranno in grado di soddisfare…ma quello che mi rammarica è ascoltare discorsi tanto astiosi da parte di cittadini italiani, soprattutto qui, terra dell’accoglienza e della solidarietà “sinistra”…quando toccheranno gli interessi degli imprenditori padani, poi vedremo come si metteranno le cose per loro…

  4. Alessia ha detto:

    ciao Pietro! il tuo contributo oltre ad essere preziosissimo sarebbe anche un enorme vantaggio perchè conosco l’esperienza di partito che hai accumulato negli anni e so che in momenti come questi ci vuole molto spirito collaborativo, di organizzazione e di innovazione, e quello che si impara in terre come l’Emilia Romagna dal punto di vista politico è fondamentale.
    noi gli extracomunitari li accettiamo molto volentieri, anzi direi tutti quelli che in generale sono e si sentono “extra”: per il pensiero, per lo spirito e per l’azione.
    scommetto volentieri sulla caduta dell’attuale governo, anche se ritengo sarà determinante un fattore “sanitario” che ancora adesso in pochi riescono ad intravedere. chi vivrà vedrà…
    direi che il punto immigrazione sarà foriero di grandissimi problemi con l’UE e punto di scontro con quella parte di società intellettuale, libera e pluralista, garantista e moderna, che ora si trova all’opposizione o addirittura fuori dalla maggioranza.
    l’odio verso l’altro, il diverso, chi non è uguale a noi ed omologato, ha portato ad una crescita di quella parte “nera” dell’animo di ogni uomo che fa dell’aggressività e della violenza la sua linfa vitale.
    non avrei mai voluto sentire che il mio Paese, l’Italia degli inventori, dei poeti, dei naviganti, dell’umanesimo e delle guerre di liberazione, terra di accoglienza e di uguaglianza, è ora diventato un far west per la caccia all’immigrato.
    dovremmo vivere insieme e invece non vediamo l’ora di mandare a casa gli stranieri!
    e poi chi vogliono mandare a casa sono i cittadini comunitari…
    vogliamo parlare della militarizzazione delle discariche in Campania?

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