Sapore di mare

Mi rendo conto che il livello, già di per sé infimo, di questo inutile blog si è ulteriormente abbassato, ma oggi ho praticamente eletto domicilio presso l’ombrellone F3 del lido dell’Ymca di Siderno e tra il dolce (e rarissimo per me) far niente e la calura estiva, non ho proprio voglia di parlare di cose serie. E quindi, parliamo di mangiare. Già, perché come sostiene qualcuno «’a ggenti voli u mangia» e cosa c’è di meglio di una cena a base di pesce dopo una giornata trascorsa al mare? Il pesce contiene proteine e pochissimi grassi, è buono e digeribile e pazienza se costa più degli altri cibi. Se è fresco, poi, non c’è niente di meglio. E così, contravvenendo a una regola che mi ero imposto sin dal giorno della creazione di questo inutile blog, pubblico un mio articolo uscito oggi sull’inserto “Ora estate” di Calabria Ora. Tecnicamente non è un gran che, tra ripetizioni, accenti sbagliati e quant’altro. Ma potrebbe essere un modestissimo veicolo di promozione turistica. Perché dalle mie parti c’è gente che il pesce lo sa cucinare bene. E così, immagino una tavolata al mio ristorante preferito (ovviamente, il Gusto di Siderno) composta dagli amici dell’inutile blog. Io e Max, assidui frequentatori del locale, a fare gli onori di casa, con la collaborazione di Alessia e Pietro che sono stati miei graditissimi commensali una sera della scorsa primavera proprio lì. E poi, immagino Anna che scopre che il pesce è ancora più buono della mozzarella di bufala dell’agro nocerino-sarnese, Antonia che c’è molto meglio di un impasto di uova e neonata racchiusi in un guscio di capasanta, Marianna che è rimasta favorevolmente impressionata dal post sugli gnocchi alla pescatrice, Peppe e Giuliana, Domenico e Rosa Libera che scoprono i sapori delicati dopo aver ingurgitato tonnellate di pizze e “pasta di casa”, Paolo che…basta u si mangia! E poi Virginia che, visto che abita in Irpinia, porterà non il rinomato Aglianico che è un rosso, ma i bianchi della sua regione, come il Greco di Tufo e, in alternativa, il Fiano di Avellino. E poi Angelo e Gabry, che per la verità sono sempre aperti alle novità, Maria che per un giorno “tradirà” “‘u murzeddu”, Enzo e le sue arguzie, e poi il Commenda, Irish, Nalya, Cosimo, la Tunisina, Turi, Matteo, Maria Grazia, Francesca e tutti gli altri che hanno avuto e hanno la bontà di perdere il proprio tempo leggendo questo inutile blog. Mica male come idea, vero? Un meet up a tavola con dell’ottimo pesce. Un giorno (spero non troppo lontano) lo faremo. Lo chef Fabio è lì sulla porta ad attenderci.


Ah…dimenticavo. Ecco l’articolo. Benvenuti nella Riviera dei Gelsomini 😉

Sapore di mare. L’espressione, da queste parti, non evoca pellicole “di cassetta” sui “favolosi anni ‘60” ma solo piacevoli caratteristiche organolettiche della cucina locridea, nella quale sua maestà il pesce la fa da padrone. Già, perché lo Jonio è da sempre una preziosa riserva di pescato, che diventa delizia del palato dopo essere passato dalle sapienti mani degli chef. E così, il viaggiatore in cerca di locali nei quali mangiare buon pesce ha solo l’imbarazzo della scelta. Si va dalle delicatessen frutto dell’estro creativo dello chef Fabio del ristorante “Il Gusto” a Siderno, che a suon di tagliata di tonno, polpo alla greca, sushi e moscardini ha compiuto un’autentica rivoluzione nelle papille gustative dei buongustai della zona, che erano ormai assuefatti ai tradizionali antipasti freddi e alle linguine allo scoglio. Il suo alter ego è il “Gambero Rosso” di Marina di Gioiosa Jonica, locale elegante e da sempre ritrovo per romantici tète à tète. Chi invece non bada all’eleganza degli arredi, ma tiene parecchio al sapore del pesce, si rivolge alla storica trattoria “Il Gallo d’oro” di Siderno, laddove lo chef-scultore Franco (da anni partecipa alla kermesse perugina di Eurochocolate) si cimenta nelle tagliatelle nere alla seppia e alle classiche e intramontabili fritture. Ma l’estate è tempo di cene nei lidi sulla spiaggia, cullati dalla brezza marina, quando la cena è anche il modo migliore per aspettare l’ora delle danze. E così, il top sono le grigliate del Blu Tango a Caulonia Marina, col fascino gitano e l’arte gastronomica di Margherita che sono il must di ogni estate, come le cene al Cactus di Locri e nei numerosi lidi di tutta la Riviera. Ma non è da trascurare neanche il “pesce di montagna”, che non è un ossimoro, ma il rinomato stoccafisso alla mammolese, da gustare nei numerosi locali sorti nella cittadina della vallata del Torbido. Filetto di “stocco” al sugo, con contorno di patate, olive e capperi, rappresenta un’esplosione di gusto e di energia. Provare per credere.

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10 Responses to Sapore di mare

  1. Tra il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino, io preferisco il secondo ma sono fantastici entrambi! Ma per il filetto di stocco col sugo e le olive ( mmmmhhhh, che fame, Gianluca…) i bianchi non vanno, ci vuole un bel Taurasi rosso ( aglianico invecchiato almeno tre anni di cui uno in botte, uno dei migliori rossi del Sud, poco noto ma ti assicuro che è speciale!)
    Va bene, porterò pure quello, crepi l’avarizia!
    E comunque non importa cosa si mangerà. Sai, io ho una mia filosofia: in buona compagnia sono felice anche di mangiare una scatoletta di tonno… basta che me la aprano e me la servano. Impegnati a trovare qualcuno disposto ad aprire la scatoletta e la cena per me è già cosa fatta! 😉
    Scherzi a parte, mi piacerebbe davvero venire una volta dalle vostre parti, sono stata tanti anni fa a Badolato ma più giù non sono arrivata mai…chi lo sa, magari davvero un giorno ci faremo questa bevuta!
    Con la speranza che l’evento avvenga davvero, complimenti per l’articolo, cin cin e buona estate all’ombrellone F3! 😀

  2. marianna ha detto:

    mi hai fatto venire l’acquolina… e una grande invidia per il dolce far niente in riva al mare

  3. mike76 ha detto:

    Ebbene sono stato attaccato apertamente,perchè dicono che partecipi solo alle discussioni sportive di questo blog. Reo confesso di questa mia svista aderisco in toto alla grande iniziativa di Gianluca confermando la mia presenza, ma se è possibile invitiamo Max a non parlare di calcio durante la cena…(ragiona come il senso unico che il sindaco Panetta introdusse a Siderno qualche lustro fa).

  4. gianlucalbanese ha detto:

    Finalmente abbiamo stanato il Commenda! Grazie a Virginia per la sua consueta tempestività, sempre in attesa di assaggiare il Taurasi rosso. Per Marianna…tieni duro, prima o poi verranno le ferie, dai! 🙂

  5. max reale ha detto:

    Caro commenda, basta guardare i 12 rigori che vi hanno regalato…. tutti sullo 0-0 poi…. comunque ci sto. Non parliamo di calcio.
    Viva il Gusto e lo chef Fabio!!!

  6. Pietro ha detto:

    La serata che citi è stata molto piacevole, sia dal punto di vista culinario che, soprattutto, per tutto il resto.
    Alla prossima

  7. mike76 ha detto:

    Noto con mio dispiacere che soffri ancora di questa forma acuta di “interite”che offusca la ragione,le alte temperature di questi giorni ti fanno anche delirare proprio per questo ti perdoniamo conoscendo la tua fede inossidabile…quello che non riuscirò mai a capire? La tua ingiustificata assenza alla grandissima festa di ieri sera mah!!!

  8. max reale ha detto:

    Sono disposto anche a dire che i 12 rigori inesistenti che vi hanno permesso di derubare Roma e Juve dello scudetto, me li sono inventati io! Sono cose immaginate da me e da milioni di italiani!
    Pero’ parliamo del Gusto che e’ argomento piu’ appetitoso…..!

  9. Alessia ha detto:

    ricordo bene quella serata al Gusto, sia per ciò che abbiamo mangiato (un pesce stocco alla griglia coi pomodorini…mmhh…) che soprattutto per la compagnia: altissimi livelli non solo culinari ma filosofici, sociologici e politici.
    serate come quella ti rimettono in pace col mondo e con quella parte della società ottusa e approfittatrice. noi la soluzione a tutto l’avevamo trovata, vero Pietro?
    la prossima volta ci saranno anche tutti i combattenti, più o meno armati, di questo blog. e ci sentiremo tutti un pò meno soli e un pò più forti…
    andiamo avanti!!!

  10. Pietro ha detto:

    Sì, l’avevamo trovata, ora bisogna metterla in pratica…

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