Yes, they can

L’appuntamento con Massimo D’Alema al Medfest di Catona in Reggio Calabria di venerdì scorso era molto atteso. Abbiamo letto sui giornali del bagno di folla di “Baffino” coi giovani del Pd, di un Peppe Bova che ha fatto gli onori di casa e così via. Oggi, grazie alla preziosa collaborazione della pasionaria riccia, scopriamo alcune immagini di quella giornata vissuta da una comitiva di militanti e simpatizzanti della Locride. Avevano invitato anche me, ma non ci potevo andare. Anche se non sono del Pd, infatti, mi sarebbe piaciuto partecipare, anche perchè l’atmosfera dev’essere stata davvero unica. “E’ stata davvero un’idea partire in corriera, a noi piace tanto viaggiare, specialmente di sera…” cantava Fabio Concato in “Speriamo che piova”. E loro sono partiti così. In corriera. Tutti insieme appassionatamente, quasi a voler evidenziare la voglia di unità tra le varie anime che compongono il partito.


E’ il caso dell’ex comunista Cosimo Sanci (maglietta rossa d’ordinanza) e dell’ex democristiano Enzo Antico, uniti dal Pd e dal fatto di “essere sempi giuvanotti, fora malocchiu”.

Molti i volti noti del nostro comprensorio, compreso un distinto signore coi Ray Ban “a goccia” che proprio “di sinistra” non sono:




Poi, finalmente lui. Il protagonista – francamente – è stato D’Alema. Il quale – disciamo – confesserà poi a microfoni e taccuini il proprio gradimento per l’iniziativa


Intanto, visto che “L’estate sta finendo” fa buio prima, “Ed è subito sera”. La pasionaria riccia appare soddisfatta della giornata.


Chissà che atmosfera regnava sulla corriera nel viaggio di ritorno… Chissà se c’era qualcuno che suonava la chitarra, se tutti gli chiedevano di suonare “qualcosa che sappiamo tutti, così cantiamo” e chissà se questi abbia subito intonato “La canzone del Sole” di Battisti. Io, il loro viaggio di ritorno lo immagino così. Solo che avrei cambiato il testo, dopo essermi preventivamente scusato con Mogol, in “I biondi ricci, gli occhi scuri e poi..”. In fondo, si diventa leader anche grazie a una canzoncina. O no? 🙂

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10 Responses to Yes, they can

  1. Pietro ha detto:

    Io lo vedo come “il viaggio dell’inciucio”! Se sull’autobus c’erano anche ex dc e altri non propriamente di sx, non può che essere andata così: un inciucio di “liguello” mondilae! Anche se, dice Gianluca, c’era una maglietta rossa d’ordinanza a purificare e controbilanciare tutto!

    Il D’Alailema, qui da noi, smuove sempre carovane di autobus interminabili, ma io quest’anno l’ho un po’ trascurato.
    L’anno scorso ho avuto modo di ascoltarlo due volte, una delle quali nell’inciucio sotto le stelle bolognesi del Parco Nord, feste dell’Unità, insieme a Piercombinando Casini.

    La seconda volta, invece, intervistato da Bianca Berlinguer, che, dicono, stravede per lui…
    Ad ogni modo, qualcosa di bello, nel viaggio, c’era…ciao Alessia!

  2. Alessia ha detto:

    quella sera Massimo D’Alema, in una sorta di talk show al contrario, è stato intervistato dagli universitari del PD provenienti dai più importanti atenei del sud, da Palermo a Napoli, passando per Cosenza e Reggio Calabria, vera padrona di casa in una bellissima e calda serata in riva allo stretto.
    I ragazzi hanno dimostrato di essere completamente a loro agio anche accanto ad un leader dello spessore culturale e della caratura politica come D’Alema, uno degli ultimi statisti cresciuto a pane e politica fin da ragazzo, tra filosofi e contestazioni sessantottine che ha ricordato anche quella sera.
    Fin da subito è riuscito, con le sue parole, a far capire al pubblico, attentissimo e numeroso, la posizione del PD sui temi più scottanti e di maggior interesse sociale.
    Ha citato la teoria di un filosofo contemporaneo il quale divide il mondo in tre parti: la società della speranza, rappresentata da tutti quei paesi che stanno cercando di sconfiggere la povertà, la fame e le tirannie; la società del rancore, composta invece dai paesi sconfitti dalle guerre che cercano, percorrendo sempre la strada della violenza, di riconquistare il ruolo perduto; ed infine la società della paura, in cui viviamo anche noi, stretti tra il timore di perdere le libertà e i privilegi che abbiamo conquistato e la consapevolezza che tutto ciò che si poteva desiderare l’abbiamo già ottenuto, e per questo non lottiamo più e rischiamo di cadere sotto il peso dei nostri stessi egoismi.
    Per questo ha “rimproverato” ai giovani di non occuparsi molto della politica, sebbene la stessa politica compia delle scelte che li riguardano, per il loro presente ed il loro futuro.
    Ha ricordato il suo periodo universitario, le occupazioni, le proteste e le lotte in piazza; anche allora la partecipazione era ridotta a chi davvero sentiva nella propria coscienza la responsabilità di un futuro da costruire. Ha parlato dell’università, di com’è e di come invece dovrebbe essere, pubblica statale e aperta a tutti, un luogo di confronto e di crescita personale e culturale; e non come una sorta di fondazione finanziata dai privati, banche ed imprenditori in testa, che la trasformerebbero in fabbrica di dipendenti influenzandone gli aspetti educativi e formativi.
    Non sono mancate le critiche, dirette e aspre, al governo e alle scelte che sta compiendo: dalla scuola, che con il maestro unico, il voto in condotta e la divisa, ci riporta indietro di 50 anni; alla politica fiscale, con vantaggi e scappatoie pensate solo per gli evasori; al federalismo, figlio di una volontà che guarda solo al nord dimenticando che il sud non ha ancora la forza necessaria ad auto sostentarsi; all’abolizione dell’ICI, una manovra pensata per favorire i ricchi considerato che nell’ultima finanziaria del governo Prodi la tassa era stata cancellata per le famiglie con più basso reddito.
    Un’intervista a tutto campo che non ha tralasciato neppure l’etica e la morale, l’impegno politico e il credo religioso, da vivere come una scelta personale oltre che come fonte di ricchezza da investire nella vita pubblica con coscienza e serietà, senza dimenticare che con il proprio esempio, con la propria vita non solo pubblica ma anche privata, si dimostra di credere davvero in ciò che si dice (“non si può dire agli altri di non divorziare quando si è un divorziato”).
    Una frecciata, e neppure troppo velata, nei confronti dei politici meridionali del centro destra, “tanto arroganti qui, quanto insignificanti a Roma”, ha scatenato gli applausi più fragorosi del pubblico in una serata che fin dalle prime battute ci ha dato la sensazione di partecipare ad un incontro straordinario, dove giovani impegnati e politicamente preparati si sono confrontati con un leader nazionale moderno e riformista coma Massimo D’Alema, uno dei pochi che ancora possiamo indicare nel panorama politico nazionale.
    Alla fine il consiglio a tutti i giovani, che è suonato più come un’esortazione, è stato quello di viaggiare, studiare, conoscere e scoprire il mondo, ma alla fine tornare nella propria terra per portare quel po’ di esperienza acquisita per rendere la società in cui viviamo aderente ai nostri desideri e alle nostre aspettative.
    E il riferimento chiaro è andato alla criminalità organizzata, inserita nel tessuto sociale del nostro territorio, legata alla politica a doppio filo: un filo che il PD, ha detto D’Alema, non ha mai voluto per sé ricordando la dura presa di posizione assunta da Veltroni in campagna elettorale.
    D’Alema ha il bello di essere una persona che ascolteresti a lungo mentre parla, ti racconta delle sue esperienze in giro per il mondo, dell’impegno all’università e in piazza per liberare la cultura dal giogo del conformismo; mentre spiega come dovrebbe essere la nostra società, più attenta agli altri, più giusta e solidale, libera da pregiudizi e con la prospettiva reale del futuro delle generazioni che seguiranno; mentre chiarisce il ruolo importante che un partito come il PD ha e avrà in futuro per la crescita e il miglioramento del paese; un partito, il PD, che è una grande risorsa soprattutto per noi giovani che possiamo attingere dall’infinito patrimonio che tutte le formazioni politiche e i gruppi culturali confluiti portano con sé.
    Alla fine l’allegria e i sorrisi sui volti delle persone hanno dato la misura di quanto Massimo abbia toccato la mente e gli animi di tutti.
    Quanto a me sono riuscita ad incontrarlo e a stringergli la mano complimentandomi per le parole stimolanti che ha saputo trovare e sono tornata a casa carica di entusiasmo e di voglia di fare, con la certezza che la strada che stiamo percorrendo, anche nel nostro piccolo, sia quella giusta.

  3. max reale ha detto:

    Io ho gia’ deciso quale pasionaria riccia votare alle prossime elezioni…. e non solo perche’ e’ fotogenica!

  4. giuseppe ha detto:

    Se questa è sinistra…

  5. Angelo ha detto:

    Quel venerdì ero presente, purtroppo per motivi familiari non ero sul pulman.
    D’Alema è sempre un grande leader, intelligente, freddo, sarcastico ed esaudiente.
    Cmq ancora non ho capito dove vuole andare a parare.

  6. domenico ha detto:

    …non ci resta che piangere…

  7. Pietro ha detto:

    …con tutti i guai che avete vi mettete a piangere per D’Alema?

    Ma piangevi addosso, che fate prima e meglio…

    Bah!

  8. Virginia ha detto:

    x Giuseppe:
    questa non è sinistra. In maniera oggettiva non lo è, essendo il PD la somma di un partito di centrosinistra ( DS) e di un partito di centro ( Margherita). Il PD è quindi un partito prevalentemente centrista, ma che comunque non ha ben chiara la propria collocazione visto che gli stessi dirigenti hanno dichiarato che non vogliono entrare né nei popolari europei né nei socialisti.
    x Domenico:
    se non hai votato PD non c’è da piangere. Ma c’è da indignarsi perché lorsignori stanno seduti al Parlamento e li pago anche io che non li ho votati, quindi DI DIRITTO li valuto, li giudico e PRETENDO che facciano quel che hanno il DOVERE di fare e per il quale dovere sono pagati: l’opposizione seria. Basta che seguano Di Pietro, almeno quello ce la possono fare a farlo, anche perché ora come ora non c’è nessun Turigliatto a cui dare la colpa della figura da inetti che stanno facendo: è tutta merito loro!
    x Angelo:
    D’Alema è uno stronzo ma non è un fesso, e sa benissimo che il PD è fallimentare al momento, sia per quel 27% scarso che gli è tributato dai sondaggi, sia perché Veltroni sta causando un’ emorragia di consensi con la sua inettitudine. Oltretutto si è pure accorto di quanto sia stata fallimentare l’assurda e ridicola ‘corsa al centro’ che egli stesso ha avviato all’epoca dei DS: il centro è finito, i voti al centro non sono arrivati e intanto si sono persi quelli a sinistra. D’Alema lo sa e sta tentando, da buon accentratore, innanzitutto di recuperare la leasership fidando sia sul fatto che ha molto più carisma lui che Wa(l)ter sia sul fatto che chiamare RED la sua corrente dà un’idea di una sfumatura di rosso che può recuperare parte del voto perso verso sinistra. Avrà un buon riscontro, credo, ma solo all’interno degli ex DS critici verso Veltroni; fuori dal suo giro non so che ricaduta avrà, ma da quel che sento qui da me baffino non incanta più nessuno. Da me si dice’ Fatti accattà ra chi non ti sape’ ( fatti comprare da chi non ti conosce) e a baffino chi vuole lo conosce bene e nun s’accatta.
    Come non si accattano più manco i fessi di sinistra che nonostante siano stati solennemente mazzolati dal loro elettorato perché non erano stati capaci di rappresentarlo, stanno ancora là che si gingillano tra vuoti bla bla bla.
    La politica italiana alternativa a Berlusconi in Italia non esiste. Il PD è un remake continuo del nuovo che si è avariato, la sinistra è desaparesida…temo che se si deve piangere, lo si debba fare per l’Italia che si dovrà sorbire Berlusconi per parecchi anni ancora.

  9. gianlucalbanese ha detto:

    L’ottimismo è il profumo della vita, Vidi! Condivido il momento drammatico che sta vivendo chi come noi, la pensa in maniera alternativa rispetto a questo governo piduista, ma forse la situazione non è così irreparabile come dici tu. O meglio, lo sarà nell’immediato ma i margini per recuperare, quantomeno a medio termine, ci sono. E’ vero, io elettore di sinistra, senza precedenti penali, che voglio un parlamento pulito e un governo che faccia quello che in Spagna sta facendo Zapatero (tanto per fare un esempio) non ho un riferimento sicuro, ad oggi. Forse voterei Di Pietro per assecondare la mia esigenza di mandare a casa ladri e truffatori. Ma al di là di questo prurito ci vogliono progetti politici seri per governare, e quindi è inevitabile pensare a un centrosinistra di nuovo unito del quale il Pd dev’essere necessariamente parte integrante. D’Alema l’ha capito, e sebbene non abbia mai provato nei suoi confronti soverchia simpatia, va incoraggiato, specie quando si adopera per ricucire con chi sta a sinistra del Pd. La grande arroganza di Veltroni, che pensava (e con lui molti) che la Sinistra nel Paese fosse scomparsa è stata punita. E badate bene che la Sinistra non è solo quel pugno di voti che sono andati all’Arcobaleno e agli altri partitini della galassia, ma c’è una Sinistra sommersa nel Paese che non vota, ma c’è, vive, respira e non vuole sentirsi emarginata o ghettizzata. Questo D’Alema l’ha capito e sta cercando di lavorare di fino per riparare i danni fatti da Veltroni. Se non fosse stato per l’ex sindaco di Roma, probabilmente il candidato al Senato del mio collegio per tutto il centrosinistra sarebbe stato Francesco Forgione, ex presidente dell’unica commissione parlamentare antimafia che ha fatto il suo dovere. Invece no. Era “solo” il candidato della Sinistra Arcobaleno. E quindi il Pd ha fatto eleggere l’ex superprefetto con molti superpoteri e pochi risultati ottenuti Luigi De Sena, e il Pdl ha fatto eleggere l’ex magistrato Nitto Palma. Forgione? Fuori dal Parlamento, colpevole, forse, di aver fatto il suo dovere. Se penso queste cose, mi viene una rabbia pazzesca…

    Rimango vigile, dunque, in attesa degli eventi. Senza preclusioni, neanche nei confronti del Pd, che comunque a livello locale mi piace, fino a preferirlo ai partiti della sinistra radicale, della quale, fino a tre anni fa, facevo parte. Ma a livello regionale e soprattutto nazionale, devono darsi una mossa. E capire che con un premier (o duce, che dir si voglia) che dice che “se l’Alitalia fallisce la colpa è della Sinistra e dei sindacati” non si può dialogare. Mai.

  10. giuseppe ha detto:

    Appunto, proprio perchè questo premier è inqualificabile, la sinistra, se così si può chiamare, avrebbe dovuto essere più determinata, anche perdendo, ed incoraggiare un progetto socio economico nuovo. Ed invece ti ritrovi con facce appassite ed in crisi d’identità, depresse. Purtroppo, ha ragione Virginia, non c’è niente da fare: anche se perdesse Berlusconi, ha stravinto da anni il berlusconismo !!! Anche in una certa sinistra.

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