Dubbio amletico

Ma lo stoccafisso è di destra o di sinistra? Un tempo “pesce dei poveri”, soprattutto nelle zone montane e collinari, lo “stocco” è divenuto una pietanza tra le più ricercate, tanto che ci sono paesi come Mammola e Cittanova, che hanno costruito le fortune dei loro ristoranti proprio basandosi sui menu in cui il merluzzo essiccato, di provenienza norvegese, la fa da padrone. Dunque, proviamo a ipotizzare una sua collocazione politica…sarà un socialdemocratico alla nordeuropea? Può darsi. Diciamo che cucinato “alla mammolese” in umido, con patate e capperi sembra decisamente di sinistra, non foss’altro che per il sugo rosso che…trionferà! Non credo che la definizione dispiaccia al sindaco di Mammola, il comunista Totò Longo. Mi sa che entro un paio di giorni devo risolvere l’enigma. Di una cosa sono certo: a me piace tanto. Io che passo per “palato fine” (e quindi potenzialmente “di destra”, specie per merito dello chef Fabio del Gusto) apprezzo molto il sapore deciso dello “stocco”, sia “alla mammolese” che sulle braci. E poi, per dirla con Dan Peterson…”mi da una carica…”. W lo stocco! 🙂

P.S.: sul vino da abbinare, io non vedo di buon occhio il bianco. Meglio un rosso asciutto e deciso, tipo un Negramaro o un Primitivo del Salento. Non trovate? 🙂

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14 Responses to Dubbio amletico

  1. Virginia ha detto:

    Dalle tue parti c’è una tradizione d’eccellenza per lo stocco ma anche dalle mie parti lo cucinano bene, abitualmente con pomodoro, olive greche e patate, solo che io preferisco il baccalà, più saporito, o almeno lo stocco affumicato e non solo essiccato. Però non ho mai assaggiato quello coi capperi, che credo debba essere particolarmente buono; io poi adoro i capperi, li metterei anche nel latte la mattina, ma qui da me non sono di uso comune nella cucina tipica.
    In ogni caso come vino non ho dubbi: da te ci abbinerei un Cirò, da me un Taurasi, rigorosamente rossi.
    E veniamo alla collocazione politica…
    Che dirti caro Gianluca..era un piatto decisamente di sinistra un tempo e ci si beveva il vino fatto con l’uva della propria vigna pestata coi piedi; poi, una volta caduto il muro della pietanza ‘povera’ ( visto il costo della materia prima) si è decisamente spostato su posizioni di centrosinistra. E dal 2002, anno in cui lo “STOCCO DI MAMMOLA” è stato incluso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali e si cerca l’abbinamento cojn vini d’élite… l’abbiamo perduto, amico mio: centrista, liberista, con tendenza a destra…
    Mò qualche maligno potrebbe fare un paragone con un noto partito politico italiano e trovarvi molte affinità… ma si tratterebbe appunto di maligni! 🙂

  2. Pietro ha detto:

    …prova a cucinarlo nel sughetto, tipo ragù, e condire gli spahetti.
    Non sto scherzando, lo cucinava mio padre e gli spaghetti erano davvero ottimi!

  3. gianlucalbanese ha detto:

    E quindi lo stocco avrebbe seguito la stessa sorte del Pci-Pds-Ds-Pd? Bellissima come metafora! Brava Virginia, ancora una volta sei stata acuta e pungente. Per quanto riguarda il vino, a me il Cirò non piace. Dispiace dirlo, ma in fatto di vini, la mia regione appare molto indietro alla Sicilia, alla Puglia, alla Campania, ma anche (tanto per restare in tema) al Veneto, alla Toscana e al Piemonte. Quindi, la scelta cadrà o sull’Aglianico d’Irpinia, o sul Corvo Rosso, o (ed è la soluzione che garantisce il miglior rapporto qualità-prezzo) sul Negroamaro o Primitivo del Salento.

    Per quanto riguarda la proposta di Pietro, io personalmente la boccio. Sono per la netta separazione delle carriere tra giudice e pm, e anche dei ruoli di pasta e stocco. Secondo me lo stocco va gustato così da solo. E se proprio si vuole mettere qualche pezzettino per aromatizzare il sugo, preventivamente reso piccante dal peperoncino, da abbinare a spaghetti o bucatini, ok. Ma una presenza troppo invasiva di stocco nella pasta è contro ai miei ferrei principi gastronomici. Sarò mica – sotto sotto – un conservatore? 😦

  4. gnuzzu1 ha detto:

    lo stocco è ottimo anche crudo poi a secondo la COMPAGNIA che c’è al tavolo è squisito

  5. Virginia ha detto:

    Ahi, ahi, ahi, Gianluca: mai avrei detto che tu facessi parte dei soliti maligni! 😀
    Circa i vini, il Cirò ( almeno alcuni tipi) è un ottimo vino…certo il mio Taurasi , un aglianico d’irpinia invecchiato almeno 3 anni, e per essere riserva almeno 4, ma ce ne sono alcuni invecchiati fino a 8 o 10 anni con un anno almeno in botti di legno, è n’ata cosa!
    Circa l’essere conservatore… proprio l’altro giorno mi sono chiesta se è la sinistra che non esiste più o se sono io che non sono mai stata veramente di sinistra… però tu non devi finire di confondermi, mò, ecco!

  6. Pietro ha detto:

    Gianluca, lo stoco rimane nel sugo…e non si boccia “a prescindere”, come le critiche al PD…

    Ad ogni modo, lo stocco va fatto con olive e patate, rigorosaente coltivate in montagna, così non si scrafulijunu……

    Per quanto riguarda il vino, è una delle poche cose rosse su cui non nutro riserve, attualmente…insomma, il rosso che non sia vino, lmetaforica,ente parlando, lo considero un po’ una ciofeca, per dirla con Totò.

    Io propenderei per un “rosè” ma molto secco e pungente…diggiamo che non mi piace il vino della botte di “Water”…né la ciofeca che sta furori dalla cantina di Montecitorrrrio…per non parlare della schifezza che mi tocca vedere da aprile a questa parte…

    Per me lo stocco è di sx, è simbolo di aggregazione e di osterie, non certo di ristoranti a 18 carati e 35 stelle…

  7. Alessia ha detto:

    pollice in su per lo stocco cucinato alla mammolese: pomodorini, olive verdi in salamoia (in bitè, si dice da queste parti) e patate.
    i bucatini, poi, sono la morte sua!
    quando si prepara lo stocco senza la pasta è come se mancasse qualcosa, è un’opera incompiuta…
    una stellina in più per i ravioli ripieni di stocco e cucinati con pomodori pachino saltati in padella, basilico e un pizzico di peperoncino rosso tagliato fresco.
    pollice verso, invece, per il ragù di stocco. concordo con Gianluca nel dire che troppo sugo fa perdere di vista l’elemento principe!
    quanto alla collocazione politica condivido la ricostruzione storico-sociologica di Virginia e che ha portato il pesce stocco, in una sorta di “evoluzione” tipo pokemon, dai piatti della tradizione povera delle nostre terre fino alle tavole dei più attuali convegni politici del PD!!! 😉
    e so di che parlo… 🙂
    quanto al vino, dati i miei ricci (come dice qualcuno!), preferisco un bel prosecco con tante bollicine: sono quel tocco in più che mi piace tanto!
    sto cercando di salvare i bianchi…la falanghina…un glicine…

  8. Virginia ha detto:

    Come bianco posso suggerire il Fiano di Avellino da accompagnare allo stoccO? Vi sorprenderà.
    Il prosecco frizzante è ottimo, Alessia, ma lo vedrei meglio ad accompagnare aperitivi, pizze e rustici, bruschette e simili, però ciò non toglie che se piace va benissimo con tutto!
    Circa l’aver azzeccato l’evoluzione piddino-stoccarola… che dire… preferivo i tempi in cui sia il PCI che lo stocco rappresentavano classi ed esigenze sociali più vicine al popolo, ma cosa fatta capo ha, e me ne sto facendo una ragione. Una ragione molto incazzata, ma comunque una ragione.

  9. Pietro ha detto:

    Mmmmm…bocciati tutti quanti, su tutta la linea…con lo stocco sono arrivati pure i ceci…sotto le ginocchia! Se fossi un direttore megalattico di un qualcosa (un blog, per es…), vi condannerei a mangiare spaghetti conditi con sugo di stocco per una settimana…un po’ come Fantozzi e i suoi colleghi con la corazzata Potionki…

    Cmq, lo stocco classico è un piatto da tamarri!!! Tiè!!!

  10. Virginia ha detto:

    Lo stocco è un piatto da tamarri.
    Nei convegni del PD lo stocco va alla grande.
    Ergo, per la proprietà transitiva, quelli del PD sono tamarri!
    Non ci avrei mai pensato da sola, ma non fa una piega.
    …sì, però non mi potete servire le battute così…

  11. gianlucalbanese ha detto:

    A giudicare dalla bella compagnia di sabato…mi sa che davvero lo stocco è del Pd 😉

  12. Pietro ha detto:

    …e visto che ti piace tanto…o sei tamarro oppure ti tiri su le maniche e dai un aiuto ” in concreto” ad Alessia…

  13. Alessia ha detto:

    grazie Pietro!
    il ragazzo ogni tanto ha bisogno di essere “spronato” ed indirizzato sulla giusta via! ma sarà quella dello stocco o quella del PD? mah…questo si che è un dubbio amletico! 😉
    ho l’impressione che di stocco ne avevamo già parlato, ed anche in quell’occasione il quesito atteneva alla collocazione politica. l’abbiamo risolto riconoscendo anche alla destra un suo pesce istituzionalizzato: la COZZA, che non passa mai di moda, è per tutte le stagioni e in alcuni luoghi, anche non strettamente geografici, abbonda!
    se poi ci volessimo spostare dai molluschi ad un pesce vero e proprio, lo scorfano è la risposta ittica destrorsa al MITICO pesce stocco che, di diritto, abbiamo adottato noi!

    ps-il Primitivo del Salento consigliato (e anche fornito…) da Gianluca è davvero molto buono! i complimenti da una patita del bianco frizzante che metterebbe tutto in surgelatore! 🙂

  14. Pietro ha detto:

    Mah…io, a dx, vedo solo piranha nani…

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