De tu querida presencia


Questo bel ragazzo dallo sguardo profondo (eh, il fascino del pelato…) è un giornalista e scrittore di Napoli. Si chiama Roberto Saviano e ha scritto un libro intitolato “Gomorra”, nel quale fa nomi, cognomi e circostanze che hanno determinato i guai di Casal di Principe, avamposto della camorra. I suoi libri danno fastidio. Alla camorra, ovviamente, e alla politica che fa il gioco dei camorristi. Perchè i libri fanno più male degli arresti e dei mandati di cattura. La cultura è il più efficace deterrente del fenomeno criminale. Lo ha detto un sacco di volte il magistrato Antimafia Nicola Gratteri e lo pensano tutte le persone di buon senso, specie in terre come la Locride, laddove l’ignoranza rappresenta l’humus nel quale il fenomeno mafioso riesce a proliferare. E così, se la gente non crede più ai politici (e ne ha ben donde), ci pensano magistrati, forze dell’ordine e anche giornalisti e scrittori coraggiosi a rappresentare stato e parte sana della società civile. Un giornalista e scrittore coraggioso è Roberto Saviano. Lo stato ha il dovere di tutelare la sua sicurezza. Altrimenti non sarebbe più stato, ma una mera sovrastruttura, una finzione giuridica, un paravento. Prima che gente come Saviano, Gratteri e tanti altri, diventino degli eroi ai quali intitolare piazze, strade e aeroporti. Saviano sta all’Italia meridionale del 2008 come il Che sta all’America Latina degli anni ’60. Un grande rivoluzionario. Sosteniamolo!

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6 Responses to De tu querida presencia

  1. giuseppe ha detto:

    Roberto Saviano è un esempio di Cittadino Italiano per molti di noi, in particolare per la gente del Sud. Questo ragazzo che a soli 29 anni ha conquistato gli onori e, purtroppo gli oneri della cronaca, è un piccolo grande rivoluzionario meridionale che, a differenza della sua gente (compreso me), ha il coraggio di gridare al mondo l’infamia, la bestialità e la vigliaccheria di questi animali di stirpe mafiosa. Lui che ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente questi squallidi animali. Bestie impossibilitate ad usare la parola e, per questo, sempre pronti ad usare le armi. Non conoscono confronto e per fare finta di essere alla portata della civiltà di cui essi mai saranno espressione, taluni di loro, si fregiano di lauree e dottorati; ma bestie rimangono. Scolpiti, senza sosta di scalpello, nel cemento della loro misera e manierata pantomina spagnolesca e bizantina. Questi miserabili, che si definiscono uomini, ti colpiscono alle spalle o davanti solo se armati o in compagnia. Questi miserabili che vogliono uccidere la nostra fantasia perchè loro non la concepiscono. Questi miserabili che si sentono “Sandokan” con una pistola nelle mani…A questi miserabili noi diciamo: Saviano non è solo, perchè l’Italia, per fortuna è soltanto un piccolo paese, malato terminale, in un mondo che non vuole affondare.
    TUTTI A FIRMARE SUL SITO DI REPUBBLICA!!

  2. Virginia ha detto:

    Nel mio blog ho linkato alcuni siti su cui si sta organiccando una manifestazione per lui, e altre iniziative.
    Ti lascio i link anche qui:

    http://iosonosaviano.tk/

    http://tinyurl.com/sondaggiodata

    http://iosonosaviano.ning.com/

    Se ne reperisco altri te li giro più tardi.

  3. Alessia ha detto:

    ho letto il libro “Gomorra”, ho ascoltato le interviste che ha rilasciato in tv e ai giornali, e voglio dire con orgoglio che sono dalla parte di Roberto Saviano.
    se potesse bastare, direi che rappresenta il meglio degli italiani, la meglio gioventù.
    ma è qualcosa di più, molto di più!
    è l’orgoglio che non abbiamo più, il coraggioo che abbiamo dimenticato, la forza che è venuta meno, l’indignazione che si è assopita, la determinazione che dovrebbe guidarci, l’onestà che ci manca come l’aria…
    l’Italia oggi, nel 2008, si sveglia da un lungo torpore istituzionale come se gli anni delle stragi in Sicilia fossero solo un ricordo, o peggio ancora, solo un film.
    noi che conosciamo queste realtà, che sappiamo come si vive (o meglio, come si sopravvive!) non possiamo tollerare la cecità e l’approssimazione di chi ci governa, cresciuto nelle nebbie padane senza nessuna idea di cosa la parola “mafia” voglia dire, di cosa si necessario, opportuno ed efficace realizzare per combatterla.
    basta con le ipocrisie. Roberto Saviano ci mostra la strada…seguiamolo!

  4. max reale ha detto:

    Per me, Roberto Saviano e’ un “kamikaze dei giusti e degli onesti”, perche’ esporsi quando c’e’ un focolaio di indignazione e’ un atto coraggioso ma possibile, ma farlo in un momento come questo, in cui la gente normale, per bene, sembra non indignarsi piu’ neanche quando vede in tv che massacrano i bambini, e’ un’altra.
    Onore al coraggio di quest’uomo….veramente!
    Perche’ se quest’uomo, Dio non voglia, lo ammazzano sapete cosa dira’ la maggioranza della gente? CHE SE L’E’ CERCATA LUI…. quindi.. VIVA L’ITALIA!

  5. Virginia ha detto:

    Se davvero la la maggioranza della gente pensa così, sono ancora più felice di essere di minoranza! E però…povera Italia, Max…

  6. Enzo ha detto:

    Cosa dire del tuo invito a sostenere Saviano: sosteniamolo fino in fondo!
    Per il resto vedo che non ti sottrai al portare acqua al tuo mulino. Se la pelata portasse fascino dovreste fermare le ricerche del prof. Pirastu, dai cui studi risulterebbe che tra non molto possano non esserci più calvi.
    Sono d’accordo su gran parte di quanto hai scritto:
    – i suoi libri danno fastidio sia alla camorra che alla politica che fa il gioco dei camorristi,
    – i libri fanno più male degli arresti e dei mandati di cattura,
    – la gente non crede più ai politici, ecc.
    – lo Stato ha il dovere di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini.
    Non sono completamente d’accordo sull’uso del superlativo in “la cultura è il più efficace deterrente del fenomeno criminale”. I superlativi, specie i relativi, in questi discorsi non mi piacciono. La cultura è un deterrente del fenomeno criminale. Ma non sempre lo è. Hai contato quanti laureati nel nostro piccolo paese sono direttamente o indirettamente collegati alla ‘ndrangheta? A cosa è servita loro la laurea in medicina, in farmacia, in ingeneria, ecc., conseguita a Bologna o a Torino o a Milano?
    L’humus nel quale il fenomeno mafioso riesce a proliferare non è l’ignoranza, ma è piuttosto la paura e lo stato di soggezione che da questa deriva. È il volersi sentire parte, anche se sul contorno, di un’organizzazione che tenta di stare alla pari con lo Stato, di un’organizzazione che non perde tempo in processi ed esegue subito le sentenze, di una potenza economica che ti è vicina, i cui capi vedi e, a parole, ti portano rispetto, che mostrano di avere bisogno di te e che ti incensano, ti mandano clienti e ti fanno guadagnare sia in termini economici che di fama. Ma che poi, all’occorrenza, ti fanno andare in galera per averli serviti di ricambio.
    No, infine, all’equazione finale! Non mi pare regga.
    Saviano ha scritto qualcosa di rivoluzionario, ma da questo ad essere un Che ce ne vuole!

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