Autostrada A3 “Inferno-Reggio Calabria”

Definirla autostrada è proprio un eufemismo. L’ho rifatta ieri mattina, quando son dovuto andare a Reggio per motivi personali. Un’ora e quaranta per arrivare a Reggio centro. Con “l’autostrada” che da Palmi in poi è praticamente impraticabile: cantieri eternamente aperti, carreggiate con doppio senso di (lentissima) circolazione, quando va bene corsia unica senza possibilità di sorpasso, talmente stretta che è lecito pensare che se qualcuno si sente male in autostrada può anche morire, perchè niente e nessuno potranno prestargli soccorso, men che meno l’elisoccorso che non avrebbe nemmeno dove atterrare. Ho raggiunto il luogo dell’appuntamento a Reggio, ripromettendomi di non fare più l’autostrada, almeno per i prossimi cinque anni. Ho preferito tornare dalla statale jonica 106, che non è esattamente la “promenade des anglais”, ma è perfino meglio dell’autostrada, anche se il tragitto è più lungo. Ma ci si sente un pò più al sicuro, visto che ogni paese che viene attraversato dalla 106 è animato dai suoi abitanti. E mi sa che ci ho messo anche qualche minuto in meno, sosta al bar di Brancaleone compresa. In ogni caso, ho avvertito la solita, cattiva sensazione di chi sa di non vivere in Europa. Non chiamatela autostrada, per favore!

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8 Responses to Autostrada A3 “Inferno-Reggio Calabria”

  1. Pietro ha detto:

    Beh, dai, la soluzione l’hanno inividuata…il ponte sullo stretto!!!

  2. Alessia ha detto:

    ehi Pietro! ma non sei andato a Roma?
    ho visto al Circo Massimo un gruppo con la striscione “Imola c’è”!

  3. Pietro ha detto:

    Imola c’è sempre, Alessia, ma io non ho potuto esserci, purtroppo! Qualche anno fa sarei andato anche a piedi, ma adesso il tempo che dedicavo ad una delle mie passioni, cioè la politica, è stato completamente assorbito dalla famiglia, partite di calcio e di pallavolo giovanili. Anche a livello sindacale ho decisamente mollato, per vari motivi. Non sono riuscito a legare con gli ambienti interni, così mi limito a vivere la politica e il sindacalismo ai margini, perché dall’interno non mi appassionano più.
    Di certo, non possono dire che sono un introverso…per cui, potrebbe anche non essere colpa mia, il non essere riuscito a legare con gli ambienti politici imolesi, pur conservando bei ricordi e diversi amici in quell’ambito.
    Il 21 novembre sarò a Pavia a parlare di emigrazione e a presentare il libro, e credo che uno degli aspetti che tratterò sarà proprio questo: una caterva di amici, conoscenti etc, ma senza però riuscire a legare con le strutture e le aggregazioni sociali della città.
    Scusate l’OT…

  4. Pietro ha detto:

    …beccata un’imolese che conosco, nel video dedicato alle “voci della piazza”…sì, Imola c’è sempre…bella manifestazione, a quanto sembra…ecco, questa marea di gente che tutti pensano si sia assopita, non lo è affatto!

  5. Alessia ha detto:

    un mare di gente!!! il colpo d’occhio è stato d’effetto e ha lasciato tutti (gli avversari) a bocca aperta e con una strana sensazione di rosicamento…
    ho visto le prime pagine dei quotidiani di oggi e su Il Giornale o Libero, non ricordo esattamente, titolavano che sebbene ci fossero 2 milioni e mezzo di persone in piazza ieri col PD gli altri 56 milioni sono rimasti a casa.
    che tristezza leggere dalle pagine dei giornali di regime simili paragoni: è il segno che null’altro si può dire al primo partito in Italia ad avere coraggiosamente richiato tutto e riempito un luogo enorme come il Circo Massimo.
    prima di noi solo lo scudetto della Roma e i mondiali di calcio del 2006!
    gli altri, poveretti, solo Piazza Navona o San Giovanni…o al massimo Piazza Duomo a Milano che è come una riunione di condominio, visto che se la cantano e se la suonano tra di loro.
    ieri invece al Circo Massimo c’erano studenti e lavoratori, giovani e famiglie, anziani e associazioni di partigiani, socialisti, verdi, Di Pietro…
    chi altro mancava? nessuno, l’Italia reale, quella migliore della destra che ci governa, era tutta lì!!!

  6. giorgio ha detto:

    ciao a tutto pietro in primis e complimenti a gianluca,ci siamo conosciuti a natile per il progetto magna grecia.
    pietro a pavia si parlera’ di emigrazione,forse questo sara’ un modo per rilanciare la cultura calabrese,non la politica.
    giorgio

  7. Enzo ha detto:

    Imola c’era, malgrado gli impegni di Pietro, ed ha contribuito alla riuscita di quella che Veltroni ha definito la più grande manifestazione della sinistra riformista.
    Ma avete visto che sconcertante balletto dei numeri?
    Cicchitto sostiene che al Circo Massimo, stante la legge della impenetrabilità dei corpi, non possono starci più di 300.000 persone ed in questa occasione, mio malgrado, sono costretto a dargli ragione.
    Il Giornale di casa Berlusconi non se la sente di dire altrettanto e la spara davvero grossa: “ma 56.000.000 sono rimasti a casa loro”. E che senso avrebbe manifestare così. Anche se fossero stati 29.000.000 alla manifestazione ci sarebbero stati sempre 29.000.001 a casa loro!
    Ma bando alle ciance: quanti erano al Circo Massimo?
    Io credo che non saranno stati più di 300 – 350 mila, ma perché?
    Il Circo Massimo misura circa 600 metri di lunghezza e 140 metri di larghezza, con una superficie di circa 84.000 mq, che con una densità massima di 5 persone per mq porterebbero ad una capienza di circa 420.000 persone (la densità non sarà stata di 5 per cui va bene 350.000).
    Ho poi voluto misurare Piazza San Giovanni che è un triangolo avente per base 230 metri e per altezza circa 200 metri (superficie mq 23.000, che con le immediate adiacenze può arrivare a 30.000 circa). Quindi circa 150.000 persone.
    Come ho sentito dire a Veltroni, ex Sindaco di Roma, mi pare ospite di Fabio Fazio, il Circo Massimo è circa 2,5 volte Piazza San Giovanni. E così è, infatti.
    Allora ripercorriamo a ritroso le ultime manifestazioni ospitate da Piazza San Giovanni e vediamo cosa è stato detto:
    a) manifestazione organizzata nel 1984 dal Pci e dalla Cgil contro il decreto sulla scala mobile. Si finì, allora, per definirla: «la più grande nella storia della Repubblica». Chi disse 600 mila, chi un milione di persone.
    b) 13 giugno 1984: si svolgono i funerali di Enrico Berlinguer, che rappresentano un vero e proprio evento mediatico: un milione e mezzo di persone raggiunge, in tre cortei, piazza San Giovanni
    c) 2 dicembre 2006 – prima che finisca il Berlusconi day, Egli torna sul palco e spara la panzana: «Siamo oltre due milioni!».
    Ebbene, se Piazza San Giovanni che potrebbe ospitare al massimo 150.000 persone, alle varie occorrenze ne ha ospitato, sempre secondo gli organizzatori, un numero assai più grande ed addirittura per il Berlusconi Day si è lasciata ingrandire tanto da ospitarne due milioni, oggi al Circo Massimo, che è almeno 2,5 volte Piazza San Giovanni, Veltroni avrebbe potuto dire che c’erano 2.000.000 per 2,5, cioè cinque milioni di persone.
    Si è posto dei limiti, ne ha detto la metà, e malgrado questa sua prudenza viene attaccato lo stesso.
    Quando si dice non avere fortuna!

  8. Pietro ha detto:

    Cara Alessie, in questo balletto di cifre dovremo cercare di capire se la manifestazione si è volta al “Circo Massimo” o al “Circo minimo”….

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