Ce l’ha fatta (nonostante le braccine magre)

“Ma dove deve andare Obama con quelle due braccine magre?”. Questa profonda considerazione politica del governatore (sic!) della California Arnold “terminator” Schwarzenegger non è bastata per fermare il trionfo di Obama, nuovo presidente degli Usa. Ora sono tutti contenti per la sua elezione. Molti anche a destra. Meglio così. Certo che la sua elezione è sembrata il copione di uno di quei film americani nei quali i buoni trionfano sempre, col momento commovente della scomparsa della nonna alla vigilia dell’election day. Io sono moderatamente soddisfatto. Ieri sera su “La sette” è andato in onda in prima serata il capolavoro di Michael Moore “Fahreneit 9/11”, documentario che evidenzia le manchevolezze e le connivenze della consorteria Bush dopo l’11 settembre. Rivendendolo (per la dodicesima volta, credo), ho accolto con maggiore soddisfazione la vittoria di Obama. Ora, però, vogliamo i fatti. E quando di mezzo ci sono gli americani, rimango sempre scettico. Però voglio vederlo all’opera. Mi è piaciuto quando ha detto che vuole riaprire il dialogo col resto del mondo. Sembra poco, ma era da tempo che un inquilino della Casa Bianca non si esprimeva così. Good luck, mister president!

P.S.: come mai, stavolta, non si è impegnato nessuno da Siderno per far votare il candidato repubblicano alla presidenza?
E’ questa la spiegazione della disfatta di Mc Cain? 😀

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19 Responses to Ce l’ha fatta (nonostante le braccine magre)

  1. giuseppe ha detto:

    Questa è l’America ! (o meglio gli Stati Uniti) Capace di scatenare guerre ma, allo stesso tempo, di fare esplodere la bomba universitaria del ’68 a Berkeley, capace di generare la più squallida finanza speculativa e regalarci il sogno di Martin Luther King, insistere con la pena di morte e riconoscere diritti civili repressi in altri paesi…
    La speranza è che questo giovane keniano abbia la forza di tradurre in fatti le idee espresse in questi lunghi giorni di campagna elettorale. seppur non condivido il sistema di vogto negli States e i finanziamenti a pioggia che ricadono sui candidati, voglio credere che questo momento sia l’inizio di una nuova epoca dopo anni di sanguinaria amministrazione Bush. Un movimento che riparte da sinistra, una speranza per chi il mondo lo vede con i colori dell’arcobaleno e non col rosso ed il nero del sangue e delle armi.
    Auguri Obama

  2. Enzo ha detto:

    Yes we can è uno slogan che vale solo per gli USA o può utilmente dirsi anche da noi?
    Vi passo una domanda che si è posta Il Riformista di oggi.
    “Chi può essere l’Obama italiano?
    Lo stesso desiderio di cambiamento che ha consegnato la vittoria ad Obama si avverte anche qui in Italia. Per realizzare quest’aspettativa c’è però bisogno di qualcuno che se ne faccia interprete…
    …un uomo giovane come Barack, sganciato dalle dinamiche di partito.
    Esiste, secondo voi, un Obama italiano? E chi potrebbe essere? “
    Via con le risposte.

  3. gianlucalbanese ha detto:

    Un Obama italiano non riesco a individuarlo, pur mettendoci tutta la buona volontà. Una … Obama riccia, però ce l’avrei in mente! 🙂
    Perchè no?

  4. Virginia ha detto:

    Magari, Gianluca! Una Riccia, donna, bella, giovane, leader di un partito, sarebbe una dvilta ancora più epocale di un nero alla casa Bianca, in questa Italia che, checcé se ne dica, è radicatamente maschilista! Io sono pronta a sostenerla! …ma deve spostarsi un pochino più a sinistra, però, perché se resta nel PD nun ci ‘a pozzo mai fà, manco in nome delle donne ricce… 😉

  5. Virginia ha detto:

    dvilta= svolta… scusatemi, ho la tastiera ‘muta’, ossia mi si sono cancellate le scritte delle lettere sui tasti e spesso invio senza rileggere…

  6. max reale ha detto:

    Io vedrei bene le primarie del c/sinistra tra Paolo Fragomeni e la Pasionaria riccia, naturalmente con la Pasionaria riccia prevalente e sfidante del borlotto nano per la presidenza del consiglio…….
    sfido chiunque a dire che non sarebbe un gran cambiamento…………!!!!
    yes, la Pasionaria riccia can

  7. Pietro ha detto:

    the winner es..the ric woman pasionair!!!!!!!
    yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!
    Votantonio, votantonio, votantonio….
    Scusate l’inglese alla Benigni…you speake englidsh? Yes e no…

  8. Alessia ha detto:

    Y E S W E C A N ! ! !

  9. Alessia ha detto:

    il futuro, che è lungo davanti a noi (al contrario dello psico-nano!), ci darà la possibilità di dimostrare le nostre capacità e la nostra volontà, la voglia di cambiamento e la determinazione nel perseguirlo!
    YES WE CAN !!!
    😉

  10. gianlucalbanese ha detto:

    Intanto mi congratulo con Virginia per la formidabile escalation. Poi, vi do una ghiotta anticipazione: la pasionaria riccia si è camuffata. Anzi, credo che, per mantenere un basso profilo e implicitamente schermirsi dopo questi lusinghieri accostamenti a Obama, abbia adottato una misura molto impopolare, che sicuramente genererà il malcontento tra i suoi numerosi estimatori: si è stirata di nuovo i capelli! Ora, mi domando e dico: potrà mai una pasionaria liscia rappresentare il nuovo che avanza in Italia così come Obama lo è per gli Usa? E poi…cosa titolerà domani “Il Riformista” a proposito? 😀

  11. Alessia ha detto:

    non hai le prove! stavolta ti sei fatto scappare il momento utile per fare la foto che sarebbe servita come prova…
    e poi, se si è lisciata la moglie di Obama, che al naturale sarebbe riccia più o meno come me, posso farlo anche io! io in più, se mi metti d’impegno e dopo un’estate al sole, posso diventare “abbronzata”anche più di Obama; alla faccia di chi rosica tra lampade e fondotinta!
    a proposito, ecco il titolo del Riformista: “l’orgoglio rasta sopravvive al parrucchino posticcio: storia di una giovane riforma tutta al femminile!”

    YES WE CAN!!!

    prima che me ne dimentichi: mai contro Paolo Fragomeni, non ho la presunzione di non riconoscere le persone dalle quali ho solo da imparare. un buon maestro traccia la strada, chi verrà dopo di lui la percorrerà anche con gli strumenti che ha lasciato!

  12. Virginia ha detto:

    x Gianluca:… no, dico, che fai mi sfotti??? Io ti dico che ste classifiche sò ‘na cavolata e tu mi fai le congratulazioni! Guarda che in fatto di inutilità, modestamente, il blog mio al tuo non lo vede proprio! 😀

    x Alessia: e no, eh! Ma come, io ti dico che ti devi spostare più a sinistra e tu per tutta risposta copi la mogliera di Obama, pettinatura e abbronzatura compresi,!
    Che poi a me che tengo quattro peli lisci e nun m’abbronzo manco se sto un anno al sole ste cose mi fanno ‘ngrippà assai !
    Dico io, non basta Water a fà l’americano, mò pure tu!!!
    Ok, basta, ho deciso: <a href=””me faccio riccia io, va! 😀

  13. Alessia ha detto:

    viva i ricci, soprattutto se poi si possono cambiare con una pettinatura liscia (qualche volta ci vuole!)!
    ma poi, Virginia, più a sinistra del PD rischio di esagerare. alcuni politologi sostengono che estremizzando troppo, spostandosi a sinistra della sinistra, si incontri inevitabilmente la destra, che di questi tempi è bella allegra e col sangue alla testa.
    come in un cerchio che si chiude su se stesso, dopo la sinistra mi trovo Storace e Bontempo detto “er Pecora”! e no! quando è troppo è troppo!
    per fortuna che la Santanchè, fulgido esempio di donna moderna emancipata e libera dalle vecchie categorie (il cognome è quello del primo marito che l’ha introdotta nei salotti buoni e negli ambienti che contano!), siamo riusciti ad evitarla, lei che ora si è lanciata anima e corpo verso Silvio…
    allora, ecco com’è la nuova sinistra!
    si può essere eleganti e di classe senza per questo essere snob o, peggio ancora, altezzosi; si può cercare la mediazione, con il confronto democratico (un sogno in questo momento!) senza sentirsi deboli o arrendevoli; si può conciliare il sostegno alle famiglie e ai ceti più deboli con gli incentivi alle piccole e medie imprese (i grandi colossi industriali ci marciano…): in fondo è così che cresce l’economia e si migliora la società; si può continuare ad essere intellettuali, a volte anche di nicchia, senza sentirsi elitari; si può offrire una buona sanità a tutti, anche privata, con l’assistenza dello Stato; si può avere una pensione decente e non da fame se delle somme trattenute dagli stipendi si facesse buon uso…e se tutti pagassero le tasse non per quanto vorrebbero ma per quanto guadagnano!
    e infine: possiamo avere una scuola che formi ed educhi in maniera completa, una università funzionale alle future possibilità di impiego che elimini realmente gli sprechi e i baronati a tutto vantaggio degli studenti.
    e poi mi posso fare anche liscia ogni tanto…come la moglie di Obama!!!
    loro sono davvero il futuro!
    black power…

  14. Virginia ha detto:

    Piergiorgio Odifreddi qualche tempo fa ha raccontato un paradosso in un’intervista, quello dei due gelatai, che cerco di ripetere a memoria.

    Su una spiaggia lunga un chilometro si trovano a lavorare due gelatai. Dapprima si mettono a vendere i loro gelati a 500 metri l’uno dall’altro, dividendosi la spiaggia in due e mettendosi al centro ognuno della propria parte. A un certo punto però entrambi cominciano a dirsi che, se si avvicinano al centro della spiaggia, toglieranno clienti all’altro pur conservando i propri, che non hanno altri a cui rivolgersi. Così pian piano si spostano sempre più verso il centro, sempre più, fino a trovarsi esattamente al centro della spiaggia e lontanissimi quindi dai ‘clienti’ originali, i quali a un certo punto finidcono per rinunciare al gelato.

    Ugualmente succede nell’attuale fase politica: per prendere più voti le due fazioni opposte cercano di avvicinarsi il più possibile a posizioni ideologiche di centro, sino ad arrivare ad avere due programmi politici pressoché identici e lasciando insoddisfatti coloro che si trovano agli estremi.

    Alessia, in poche parole e senza voler sminuire affatto la tua idea di politica, però secondo me quella di cui tu parli non è politica di sinistra, ma è la politica del ‘ pluralismo democratico ‘ ( o, per come la vedo io che però vengo definita un’estremista faziosa, del colpo al cerchio e alla botte) che riducendo il tutto a centro-destra e centro-sinistra cerca di annichilire le differenze chiamandole ‘estremismi’ e di fatto sta trasformando l’Italia in un paese mono-partitico, anche sventolando gli spauracchi della sinistra che se diventa estrema somiglia alla destra. E’ vero che D’Alema va tanto d’accordo con Fini da volerci rifare una bella bicamerale, ma questo non dipende dai due estremi; se proprio vogliamo dar colpa a qualcuno di questo, dovremmo darla proprio alla corsa al centro.

    Comunque questo è solo il mio parere senza spirito di polemica, sia chiaro! Anzi! In qualche modo ammiro chi ancora riesce a crederci. Per quel che mi riguarda, appartengo al momento ai clienti di sinistra che, dato l’allontanamento dei carrettini, hanno rinunciato al gelato e continueranno a rinunciarvi fino a che non ci sarà un ‘gelataio’ più vicino alle mie posizioni.

  15. Alessia ha detto:

    capisco perfettamente la tua idea, Virginia.
    la differenza tra te e me sta nel fatto che io non provengo politicamente da sinistra, men che meno da quella più estrema; sono tendenzialmente di centro con aperture e forti connotazioni di sinistra. e il risultato è il centro-sinistra.
    non ho vissuto in un partito prima di Mani Pulite, non conosco la pluralità di posizioni di un Parlamento con decine e decine di gruppi politici perchè sono troppo giovane per avere questo bagaglio culturale e formativo.
    sono cresciuta nel mondo globalizzato dove l’assetto è determinato da due grandi gruppi politici: centro-destra e centro-sinistra, conservatori e laburisti, democratici e repubblicani.
    non penso che il futuro del PD sia quello di assorbire il centro, con i suoi voti (pochini!) e i suoi ideali, ma quello di cercare il più possibile una convergenza, una mediazione tra opposte metodiche finalizzate pur sempre all’ottenimento dello stesso risultato.
    dico questo e penso all’attuale vertice del PD: Veltroni è sempre stato, fin da giovane, un “comunista di destra”, moderato e liberale, Franceschini proviene invece dalla vecchia DC, poi Margherita, ma è un’aquila spostata a sinistra.
    ecco la perfetta sintesi di quello che dovrebbe essere il PD: un grande gruppo democratico, riformista, liberale, moderno, laico, che metta insieme varie culture per la crescita del Paese.
    è finito il tempo delle divisioni laceranti, degli individualismi di parte, delle guerre tra comunisti e democristiani di sinistra.
    per me è facile dirlo! sarebbe l’obiezione più naturale e al tempo stesso più prevedibile. e lo riconosco! ma siamo e vogliamo continuare ad essere la nuova generazione che impara dal passato ma in quello non resta imbrigliata, che sa cosa vuole e costruisce insieme gli strumenti per ottenerlo.
    basta guardare avanti, e guidare il cuore oltre l’ostacolo.

  16. Pietro ha detto:

    …anche se certi valori sono universali e, forse, spesso trapassano il tempo tornando prepotentemente di attualità, credo che le due visioni della politica tra due generazioni diverse, neanche distanti tra loro, venga fuori da questo dibatito tra Alessia e Virginia…
    Come realizzare ciò che auspica Alessia? Certo non lo sto chiedendo a lei, lo chiedo a me stesso, visto che coondivido le sue speranza. Come fare, dall’altra parte, quella più sentimentale di Virginia, a restare ancorati a concetti che sembrano abbandonati dagli stessi lavoratori, elettorato di riferimento di quella sinistra nostalgica?

  17. Virginia ha detto:

    Solo una noticina: non ho espresso alcun concetto nostalgico-sentimentale nel mio post, ma ho solo fatto un’analisi fortemente oggettiva dell’attuale situazione politica italiana, e chi milita da tempo nel PDS, poi DS, oggi PD sa che la corsa al centro con la presunzione che ‘tanto i voti a sinistra sono sicuri’ c’è stata eccome e continua ad esserci, vedi alleanze con l’UDC anche amministrative.
    Non avrei potuto fare un post nostalgico: al massimo potevo farlo incazzato per quel che è oggi la politica nata dallasinistra ( tutta, eh, non solo quella del PD: tutta!) e anche per quel che vedo in prospettiva, ma non è questa la sede delle incazzature.
    Auguri a chi ci crede, io preferisco fare a meno di questa politica qua.

  18. gianlucalbanese ha detto:

    Ovviamente io mi sento politicamente più vicino a Virginia. Anche se ancora riesco ad andare a votare, pur riconoscendo che nei partiti della Sinistra ci sono molte cose che non vanno, e con Alessia ne abbiamo parlato di recente. Il punto è che secondo me Veltroni è andato oltre l’assunto che citava Virginia “tanto i voti della sinistra sono sicuri” che viene utilizzato per giustificare la corsa al centro: Veltroni e i suoi forse sono convinti che la Sinistra nel Paese non ci sia più, sia una razza in via di estinzione, magari corroborati dai risultati della scorsa primavera. Non è così. La Sinistra c’è e ancora conta.

  19. Pietro ha detto:

    Non credo che Veltroni possa decidere le sorti degli altri, né che sia lui a poter stabilire se la sinistra debba ancora esistere o meno! Io credo che esista, ma che non riesca ad esprimersi e a sviluppare una sua sintesi sul tempo in cui vive e viviamo. Oggi si lotta contro il precariato e si vota Berlusconi…si grida al razzismo e si vota Porchezio…ci si lamenta delle tasse di Prodi e poi si vota per chi premia gli evasori…è difficile muoversi, lo ammetto, in questa Italia, ma evidentemente non si riesce neppure a sviluppare modelli alternativi alla lega, al PDL etc, etc.
    L’italia questa è e non ci si può rinchiudersi nella riserva Indiana solo per dire quanto sono brutti e ignoranti gli altri che non ci capiscono…

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