W il “romano”

Sono tre anni che, per un motivo o per l’altro, non mi posso spostare da Siderno, e quindi un viaggio è una delle cose in cima ai miei desideri. Non importa la destinazione, i giorni di permanenza o la struttura ricettiva. L’importante sarebbe spostarmi, viaggiare. E visto che adesso non posso proprio farlo, mi sposto con la fantasia, e provo sempre a organizzarmi un ipotetico viaggio per chissà dove, senza una meta precisa, ma con un unica certezza: il primo mezzo di locomozione, ovvero il mitico “romano”, il treno che parte dalla stazione di Siderno alle 21,10 circa e arriva alla stazione Termini poco dopo le sette di mattina. Un’eternità, considerati i tempi medi. Una leggenda metropolitana narra che il “romano” viaggi a una velocità così ridotta, perchè se andasse a quella standard arriverebbe a Roma anche un paio d’ore prima e, giustamente dicono a Trenitalia “che ci fai alle cinque di mattina a stazione Termini”? Sarà lento, vetusto e con una sola carrozza coi vagoni letto, ma io il “romano” lo adoro, forse perchè mi ricorda le brevi ma frequenti trasferte capitoline del triennio 2003-2005, quando era tutto una piacevole abitudine: raggiungevo a piedi da casa mia la stazione di Siderno col mio trolley, poi via nel vagone letto del “romano”, con tutti i piccoli comfort ai quali non ero abituato: il piccolo lavabo, il “pappagallo” e caffè e quotidiano all’alba! Poi l’arrivo a stazione Termini, la colazione nel baretto in via Giolitti col barista catanzarese e via verso una giornata nella capitale, che a volte si concludeva proprio sullo stesso treno, il “romano” che alle 23 circa era pronto a riportarmi a casa, magari dopo una cena in centro. Appartengo a una generazione che non era abituata a spostarsi sulla tirrenica per prendere i treni Eurostar (vecchio tipo, per intenderci…) che da noi nella jonica non passano. Sono altresì diffidente sui voli aerei, specie quelli low cost con le loro clausole contrattuali a dir poco claustrofobiche e poi l’aeroporto di Lamezia Terme dista un’ora e quaranta da casa mia, per non parlare degli onerosi (in termini di tempo) spostamenti dagli aeroporti alle stazioni centrali delle grandi città ai quali a volte mi sono sottoposto ma che detesto. Già, perchè il Leonardo Express che collega l’aeroporto di Fiumicino alla stazione Termini impiega cinquanta minuti circa e di mattina è popolato da una strana fauna: grisaglie e fumi di Londra con Blackberry sempre in funzione e tanta, ma tanta “caglia”. Come dire, il trionfo dell’apparire sull’essere. Proprio quella fauna che detesto. E quindi, meglio il “romano” che ti culla per tutta la notte con la sua velocità quasi ottocentesca, coi suoi ritmi antistress e i suoi rassicuranti orari. Con le sue chiacchiere “da treno” che ti ritrovi a fare con qualcuno che condivide il viaggio con te e “avevi l’impressione di conoscere”. Da noi la ferrovia jonica vive una continua spoliazione, seconda solo a quella della sanità. I comitati “no Tav” non avrebbero ragione di esistere, visto che da noi non passano gli Eurostar, figuriamoci l’alta velocità. Perchè la ferrovia jonica, ancora denominata “Reggio-Metaponto” ha un solo binario e forse è considerara un “ramo secco” della rete ferroviaria nazionale. Ma, parafrasando un celebre spot pubblicitario…”toglieteci tutto ma non il “romano””. …Ah, che voglia di viaggiare 😦

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5 Responses to W il “romano”

  1. Giuseppe Loccisano ha detto:

    Tra poco anche io diventerò un frequentatore assiduo del Romano: qualcuno in alto ha infatti deciso di cancellare la Freccia della Laguna, il treno che collega(va) Sicilia e Calabria con il Nord-Est (Bologna-Venezia).
    Treno sempre pieno,posti spesso introvabili, perchè cancellarlo? E’ pazzesco…
    E, leggendo quest’articolo, sembra che anche le linee verso Genova-Torino siano state eliminate:
    http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=27115:sindacato-macchinisti-qpresto-un-ciclone-si-abbattera-sul-trasporto-ferroviario-calabreseq&catid=1:ultime&Itemid=97

  2. Pietro ha detto:

    A Gianlù, che ne diresti di dar vita ad un comitato “Sì TVN” (treni a velocità normale) per la costa jonica? L’ultimo viaggio che ho fatto io, da Bovalino a Bologna, ho accumulato un ritardo di soli minuti…infatti, sui modernissimi display della stazione di Bologna, il ritardo è contaggiato in minuti…nel mio caso, però, erano 215’…

  3. Alessia ha detto:

    saremmo dovuti andare a Roma il 25 ottobre…

  4. Pietro ha detto:

    …attenti ai displai della stazione di Bologna…sono “contaggiosi”…hihihi…

  5. Alessia ha detto:

    quanti erano al Circo Massimo? delle volte me ne dimentico…

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