Nè President, nè Gold: a letto!

dicembre 31, 2008

Il responso della visita medica di stamattina parla chiaro: ho la bronchite. Quindi, sei giorni di antibiotici, senza uscite serali e esposizione al freddo e poi dovrei “ripartire di slancio”. Quindi, niente veglione. Ma pazienza. Ne approfitterò per riposarmi, leggere, scrivere, guardare la Tv e “ricaricare le pile”. Già stamani, mentre facevo colazione, ho beccato su Espn Classic l’ennesima riproposizione della finale dei Mondiali di calcio del 1982. Italia-Germania 3-1 al Santiago Bernabeu di Madrid. Sono molto affezionato a quel campionato. Ricordo che avevo un’agenda nella quale incollavo i tabellini delle partite ritagliati dal giornale e poi scrivevo i miei articoli. Avevo 12 anni da compiere e non immaginavo ancora che da adulto avrei scritto degli articoli per dei giornali veri. Poi, con mia sorella giocavamo “a tappi”, una sorta di Subbuteo artigianale fatto coi tappi metallici delle bibite, opportunamente disegnati nella parte bianca in gomma. Erano delle vere e proprie formazioni dall’uno al 16 (allora in panchina andavano cinque giocatori) più l’allenatore e l’arbitro. Il pallone era una pallina di carta stagnola che prendeva delle traiettorie spettacolari e non di rado si vedeva il tappo n° 10 della mia squadra (Platini) insaccare su calcio di punizione con traiettoria sotto l’incrocio dei pali di una porta realizzata con le custodie di quattro musicassette. Ah, che tempi. Ovviamente, non mi limitavo a giocare, ma facevo la telecronaca delle partite dei tappi, ispirandomi chiaramente a Nando Martellini, il telecronista dell’epoca. Quella notte di luglio dell’82, Martellini rimase nella storia per il suo triplice grido finale «Campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo». Ma la cerimonia di premiazione, di quel mondiale vinto con pieno merito e dopo aver battuto le più forti squadre del pianeta come Brasile, Argentina e la stessa Germania, fu molto sobria, quasi spartana. Al di là dell’esultanza del presidente Pertini, il più amato di tutti, non ci furono coriandoli luccicanti in campo. Solo la premiazione da parte di re Juan Carlos a capitan Zoff, gli abbracci e le strette di mano e il giro d’onore. 24 anni dopo rivinciamo i mondiali giocando bene solo una partita, la più difficile, quella con la Germania padrona di casa. Battiamo la Francia ai calci di rigore e gioiamo lo stesso, anche se il mio collega Lello, che vide la finale insieme a me e a Vincenzo nel maxischermo de “Il Gusto” disse subito che «nell’82 era un’altra cosa». Se si riferisce a quanto accaduto in campo, ha ragione da vendere. Ma il dopo partita di Sky, col monologo adrenalinico di Fabio Caressa che citava uno a uno i protagonisti della vittoria (soffermandosi volentieri su Cànnavaro) è strepitoso e stilisticamente pregevole. Rimarrà nella storia forse anche di più del «Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo» di Martellini, al quale, noi degli anni ’70 siamo molto affezionati, al punto tale che quando lo intervistai telefonicamente per la radio mi tremarono le gambe dall’emozione. Bei tempi. Oggi, seguire lo sport per una testata giornalistica è molto più stimolante ed appagante che seguire la politica. Me ne accorgo giorno dopo giorno. Forse perchè, al di là di alcune mosche bianche, la politica nazionale e locale sta deludendo un pò tutti, e alla fine le uniche figure che riscuotono la fiducia della gente per bene sono solo le forze dell’ordine, i magistrati coraggiosi come Gratteri (che ha un fan club numerosissimo su Facebook, al quale, ovviamente mi sono iscritto) e alcuni giornalisti che non le mandano a dire, come Marco Travaglio, del quale sto leggendo il libro “Per chi suona la banana”, nel quale parla delle fesserie fatte da quella che chiama “Unione Brancaleone” che hanno finito per agevolare il ritorno al potere di “Al Tappone”. Ringrazio Maria Teresa per avermelo regalato per Natale. Lo leggo con grande piacere, anche se è una semplice raccolta di articoli pubblicati quotidianamente su l’Unità. Ma fotografano bene giorno per giorno il fallimento di una classe dirigente di qualsiasi colore politico. Dovrebbe leggerlo soprattutto la base del Pd, quella che ha sani principi e valori ma che non si sente rappresentata dalla classe dirigente del suo partito, solo che per spirito di lealtà rimane lì “a non capire ma ad adeguarsi” proprio come quelli che negli anni ’80 arrostivano le salsicce alle feste dell’Unità e digerivano cose molto più indigeste degli stessi salumi, come l’abbandono del simbolo storico, e il progressivo passaggio da Pci a Pds-Ds-Pd. Ma che soprattutto digeriscono ancora le primarie che non si fanno mai, i guai giudiziari, gli ammiccamenti di Al Tappone e bollano noi della Sinistra come “personaggi sconfitti dalla storia, quasi folkloristici” e quelli di Idv come “giustizialisti”. Mah. MI rendo conto di aver divagato parecchio. Ma prendere la bronchite a capodanno non è il massimo. E avevo voglia di divagare. Sempre nel mio inutile blog. Buon 2009! 😀

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L’abbraccio infinito

dicembre 29, 2008


Ho avuto la fortuna di conoscere Mimmo Carone nel giugno del 2001. Ero reduce, infatti, da un infortunio al capitello radiale sinistro (sempre quello…) e, una volta tolto il gesso, decisi di fruire delle sue prestazioni di fisioterapista. Fin da subito mi risultò simpatico: le sedute di terapia con lui scorrevano piacevolmente e poi, dopo qualche tempo, diventammo amici. Non è retorica se dico che persone come lui, con la sua squisitezza, generosità e bontà d’animo si contano nelle dita di una mano. Per lui, il Natale appena trascorso è stato atroce. Un incidente stradale ha provocato la scomparsa dell’adorata madre. A nulla sono valsi i soccorsi immediati e le cure prestate. Un dolore enorme per lui, per la sua famiglia e per gli amici che hanno fatto di tutto per stargli vicino. Oggi, alle esequie nella sua Santa Caterina dello Jonio eravamo davvero in tanti. Troppi per poter entrare nella piccola chiesa a pochi metri dalla statale 106. Tutti lì, ad aspettare di poter porgere al caro Mimmo e ai suoi cari, le nostre condoglianze. Come ha acutamente osservato Giovanni «la presenza di tutta questa gente è testimonianza di un affetto autentico nei confronti della famiglia, che va ben al di là di ogni costumanza». E ha ragione. Perchè il dispiacere è stato più forte del freddo e dell’attesa. Avrei voluto che quell’abbraccio a Mimmo fosse durato in eterno, come estrema testimonianza di affetto e vicinanza. Coraggio Mì…


Dottore…dottore…

dicembre 28, 2008

«…ed approvati progetti importanti, che, se realizzati e c’è lo auguriamo, potrebbero incidere positivamente sul nostro territorio…»

Questo è lo stralcio di un comunicato ufficiale inviato ai giornali da un consigliere comunale di Siderno, uno che spesso fa le pulci ai miei articoli, mostrando di non condividere l’uso di certe definizioni che di solito si usano nella cronaca politica. Ama firmarsi anteponendo il titolo di studio (dottore) al proprio nome e cognome.


President o Gold?

dicembre 26, 2008


E’ il dubbio che attanaglia noi “evergreen” (così siamo stati definiti una volta dal geniale Sergio S.) e riguarda il veglione di Capodanno. Due, infatti, sembrano le alternative possibili: o un piacevolissimo remake del veglione dello scorso anno all’Hotel a quattro stelle; oppure il locale sul lungomare che rappresenta la novità. Sicuramente, la riserva verrà sciolta dopo che Claudio avrà convocato un “summit” ad hoc. Intanto, la scorsa notte, ci siamo recati, in compagnia di Peppe (la migliore freccia al nostro arco) al Gold. E’ incredibile, ma la musica anni ’70-’80-’90 riesce persino a far ballare uno come me, che non amo le discoteche e sono poco incline al ballo. Ma il richiamo di “Heart of glass”, “Self control”, “Figli delle stelle” e “Last Christmas” è stato troppo forte. E voi dove andate al veglione?



Buon Natale

dicembre 24, 2008

La canzone di chiama “Natale” ed è di Francesco De Gregori. Mi piace molto. Quasi uno iato tra disincanto e leggera malinconia. Ma di quella malinconia passeggera, che va via e si smacchia dall’anima presto. La vigilia di Natale sta passando relativamente veloce. Niente cenoni a casa mia, come chi mi conosce bene sa. Ma è l’ultimo dei problemi, perchè chi desidera la salute e la serenità per se e per i propri cari, non si cura affatto delle megatavolate con tredici portate. Stamani Siderno era ancora in preda alla frenesia da pre-cenone. Traffico almeno fino all’una e mezza, supermercati e centri commerciali aperti no stop fino a pochi minuti fa. Al di là dell’oretta di fitwalking che ho fatto sul lungomare (mi ci voleva proprio) il pomeriggio è trascorso tra casa e cazzeggio con gli amici sul corso, tra donne che sborsano diverse decine di euro dai parrucchieri per farsi belle, aperitivi al bar e gli ultimi ritardatari che acquistano in extremis i pacchi dono. Oltre al cazzeggio con gli amici, attività che purtroppo pratico poco ma che andrebbe coltivata più spesso, ho gradito molto la visita di alcune persone molto care nella tarda mattinata e un sms da chi non vedo da un lustro circa e vive a tremila chilometri da casa mia; pensavo mi avesse dimenticato. Invece non è così e il messaggio non era preconfezionato 😉

Ora, mi attende una cena normalissima e poi la messa dal mio parroco preferito. Poi, il giro sul corso che sarà affollatissimo come sempre.

E’ il momento migliore per mandare miei auguri più sentiti a chi abitualmente frequenta questo inutile blog, che in una quindicina di mesi di esistenza mi ha dato tante soddisfazioni e mi ha fatto conoscere tante persone speciali e interessanti, permettendomi altresì di rimanere in contatto con gli amici più cari tutti i giorni, anche se non ci vediamo.

E così, Buon Natale alla fatina buona che quando la cerco c’è sempre e alla sua famiglia; a Max e Peppe Reale che da pochissimi giorni sono senza il loro amato papà; a quella “diavola” di Virginia che dispensa ogni giorno pillole di simpatia e originalità; a Pietro, scrittore controcorrente che ha portato in Emilia solo il meglio della sua terra d’origine e che secondo me, in cuor suo, vorrebbe portare un pò della mentalità emiliana nella Locride; alla Pasionaria riccia e al caro Filippo che non vedo da qualche settimana; ad Angelo e Gabry; a Paolone che si sta adoperando per trasmettere al piccolo Vincenzo i suoi sani principi; a Rianne che ci segue dall’Olanda e a tutto il gruppo di Giuliana; al “Commenda”, al “prof”, ai due Peppe, a Claudio e a Domenico che incontrerò tra qualche ora; ad Angelina che è mamma da qualche mese e a Robertino che è papa da qualche giorno; a chi legge il mio inutile blog ma non interviene mai e quindi viene “punito” con la mancata citazione personale :-); ai miei colleghi che condividono quella splendida avventura che tra qualche mese compie tre anni: da quelli della Locride ( in particolare ‘u sindac, il dandy, u “poppà”, l'”allievo” Ilario, domanaca, quella dei “convagni”, quella che è convinta che io ce l’abbia con lei ma non è vero, quello che “ce parla romano”, il “vaticanista”, e poi “Cià”, Simona, quella che mi chiama “maestro” pensando di avere a che fare con chissà chi, la rediviva “tunisina”, Joe e il “ragioniere”, e tutti gli altri che vedo e sento con piacere) a quelli delle altre redazioni, in particolare la piccola genietta di Drosi che è un pò che non frequenta il blog, ma sa che il 2009 le potrebbe riservare grandi soddisfazioni, e poi lo splendido “Catanzaro group”, con in testa Antonio e le due “punte” Roberto e Vito : oggi e domani non lavoriamo ma, per fortuna, il 26 si ricomincia perchè a furia di fare con piacere questo lavoro diventi uno stakanovista; a chi è venuto da Bologna più figo che mai e chi è venuta sempre da lì con qualche chiletto in più nell’addome (auguri! ;-)), ad Enzo “nonno multimediale” che conosce tutti i segreti di internet, agli amici di Antonimina e di tutti gli altri luoghi del cuore, a Mario che conduce una battaglia che è anche e soprattutto nostra, a tutti i magistrati, le forze dell’ordine e i volontari che rinunciano a parecchia della loro esistenza per sposare una causa e in generale a chi crede in quello che fa, pensa e dice e non è animato dal demone dell’interesse personale. A tutti gli altri che non seguono l’inutile blog, ma che mi vogliono bene lo stesso.

BUON NATALE!


Alla faccia della crisi!

dicembre 24, 2008

Il traffico di questi giorni e l’affollamento dei centri commerciali e dei negozi, mi induce a pensare che da noi la crisi non sia ancora arrivata. Meglio così. Oppure da noi siamo talmente festaioli che mangiamo “pane e cipolla” durante l’anno per poi fare i cenoni con parenti e amici. Mah. Vedremo. Intanto, spero che la crisi arrivi per quanto riguarda gli odiosi e pericolosissimi botti di fine anno. Se chi abitualmente mette a rischio la propria vita sparandoli a capodanno decidesse di sparare di meno e di comprare qualche libro o giornale in più, farebbe sicuramente molto bene. Perdonatemi la curiosità: ma quanto della vostra tredicesima avete speso, in percentuale, per i regali natalizi? Io tra il 20 e il 25%. Sarò nella media nazionale? Mah…


Season’s greetins

dicembre 22, 2008

Chi mi conosce bene e anche chi frequenta spesso questo inutile blog, sa quanto io odi gli auguri di natale preconfezionati, quelli con gli sms che una cartauguri fa inviare a tutti i numeri in rubrica. Rinnovo l’appello fatto l’anno scorso: non me li mandate perchè tanto non vi rispondo…chiaro?

Ciò premesso, devo dire che quest’anno ho scoperto un’altra categoria di auguri ancora più odiosi: quelli dei rappresentanti istituzionali che, su carta intestata dell’ente pubblico di turno, ti mandano gli auguri per posta. Ovviamente, a spese dell’ente, o meglio, di noi contribuenti. Quindi, cari politici che mettete in pratica i dettami dei teorici della “campagna elettorale permanente”, vi prego: non mi mandate più gli auguri pagati anche da me.

Io per gli auguri di natale utilizzerò il mio inutile blog. E’ gratis e non grava sui conti degli enti pubblici