Persone (preziose) e silenziose

Chi mi conosce, mi vuole bene e mi frequenta quotidianamente sa che questo non è un bel periodo per me. La malattia di una persona cara, infatti, è fonte di preoccupazioni molto forti. Però, in questo peregrinare tra medici, farmacie e reparti ospedalieri, il mio ottimismo latente mi porta a cogliere dei lati positivi anche in realtà difficili. E così, oltre alle conferme rappresentate dalle persone eccezionali che mi stanno accanto e mi supportano, come una mamma e una figlia alle quali voglio bene come persone di famiglia, riscopro che ci sono reparti ospedalieri che funzionano, eccome. Nonostante i bilanci in rosso dell’As della Locride, a lungo commissariata, nonostante i pochi posti letto perennemente occupati, i piccoli inconvenienti tecnici, i termosifoni a volte freddi, gli spazi sempre angusti, e l’opera di “razionalizzazione” della sanità in Calabria, che da noi sembra voler mortificare le migliori realtà, come se l’accorpamento tra reparti fosse una semplice somma algebrica e non aggregazione di storie professionali, risorse umane e materiali, e così via.
Ma la riscoperta più bella è quella dei volontari. Persone che girano tra i reparti ospedalieri in mezzo a pazienti la cui speranza di guarigione è appesa a un filo. Alcuni di questi sono soggetti a una sentenza che grava come una spada di Damocle sui loro corpi. Come il ticchettio di un timer caricato a molla. Ma loro, i volontari, sono lì. A regalare un sorriso mentre i pazienti hanno le braccia piene di cateterini e aghi per una seduta di chemioterapia. A regalare una speranza e a far capire che il bicchiere va sempre visto mezzo pieno. Insieme alla competenza e all’umanità del personale medico e paramedico, sono l’arma in più di certi reparti. A volte sembrano più importanti di medicine e protocolli. Dovremmo ricordarcene più spesso, specie noi che operiamo nel campo dell’informazione. Anche se non li vediamo mai al tavolo dei relatori nei convegni, se le nostre redazioni non saranno inondate dai loro comunicati stampa e se non amano apparire. Forse a loro non verrà mai dedicata una serie televisiva, perchè per l’assurda “legge” dello showbusiness hanno poco “appeal” sul pubblico. Ma sono preziosi, preziosissimi. E a loro rivolgo questo modestissimo pensiero nel mio inutile blog.

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3 Responses to Persone (preziose) e silenziose

  1. Virginia ha detto:

    Gli angeli silenziosi del volontariato; hai fatto benissimo a ricordarli! Sono orgogliosa che ci sia gente così, ma a volte mi viene rabbia a pensare che in alcune realtà ci sono quasi solo loro…
    Lascio un pensiero affettuoso per loro e per te e un pensiero pieno di energie positive per la persona che ti è cara e che non sta bene.

    P.S. In tema di malattia, mi permetto di segnalare questa iniziativa che mi ha girato un amico di blog:

    I medici pediatri hanno promosso un appello per tentare di fermare la proposta della Lega di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno.

    Firma anche tu la petizione ed invita i tuoi amici a firmare e diffondere la notizia.

    http://appelli.arcoiris.tv/salute/?op=vota

  2. Virginia ha detto:

    Chiedo scusa, il link della petizione di cui ho parlato è sbagliaro, quello giusto è questo

    http://appelli.arcoiris.tv/salute

  3. Giuseppe Loccisano ha detto:

    Ho appena aderito all’appello!
    Sempre belle iniziative la Lega eh…

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