Il nostro “Ground zero”

Le foto sono state scattate questo pomeriggio, nello spazio antistante casa mia. L’impatto ottico, stamani,è stato di una forza devastante. Già, perchè il mare d’inverno, come cantava il grande Enrico Ruggeri, quando s’incazza mette paura. E soprattutto restituisce tutte le porcherie che l’incuria dell’uomo gli deposita,come quella sedia scassata e rovesciata per terra.


Tra l’altro, sullo sfondo c’era una baracchetta che era depandance di uno stabilimento balneare, una di quelle strutture fornite da una nota marca di gelati, che ora non esiste più. Così come la spiaggia, che ormai è diversi metri sotto il livello della strada sterrata, che rimane l’unica via di collegamento al mondo esterno. Per favore, non ditemi più che sono fortunato ad abitare sul mare, eh! 😦


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2 Responses to Il nostro “Ground zero”

  1. Pietro ha detto:

    Stamattina ho letto che a Natile Vecchio alcuni miei compaesani hanno preferito passare la notte a Natile Nuovo, impauriti dalla pioggia e dal vento…un po’ come se tu, Gianluca, andassi a rifugiarti in spiaggia quando il mare s’incazza come sta facendo ultimamente…:-)
    Cmq, sembra sia tutto a posto.

  2. giuseppe ha detto:

    Il mare è anche una metafora della vita: tutti i nodi vengono al pettine…prima o poi…

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