Dottore…dottore…

«…ed approvati progetti importanti, che, se realizzati e c’è lo auguriamo, potrebbero incidere positivamente sul nostro territorio…»

Questo è lo stralcio di un comunicato ufficiale inviato ai giornali da un consigliere comunale di Siderno, uno che spesso fa le pulci ai miei articoli, mostrando di non condividere l’uso di certe definizioni che di solito si usano nella cronaca politica. Ama firmarsi anteponendo il titolo di studio (dottore) al proprio nome e cognome.

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5 Responses to Dottore…dottore…

  1. Virginia ha detto:

    Al dottore, per la befana, potremmo regalare una calza con dentro un bell’eserciziario di ortografia di quelli che uso io alle scuole elementari; potrebbe fargli capire che, sebbene un dottore è abituato a porre l’accento su molte cose e ad apostrofare negativamente chi non la pensa come lui, comunque deve imparare a rispettare le regole della grammatica elementare…
    Io dico che capirebbe… o almeno ‘ce lo auguriamo’, che capisca… ‘ ce lo auguriamo’ senza enfasi, senza accenti, senza apostrofi e soprattutto senza troppi strafalcioni.
    Buon anno, dottò!

  2. Nicolino ha detto:

    Certo che quelli della stampa non cambiate mai, qualcuno può perdere un po’ di pelo (e tu ne hai perso molti), ma il vizio resta lo stesso!
    Aggrapparsi a quisquilie (come amava chiamarle Totò) per attaccare un avversario politico, stare dietro, in maniera pedissequa, a questioni di pura forma per perdere, poi, di vista la sostanza!
    La sostanza è, caro giornalista, che i progetti importanti (pur con tutte le limitazioni dei “se realizzati”, del “c’è l’auguriamo” e del “potrebbero incidere positivamente”), a quanto dice il dottore, ci sono.
    Il dottore (che fra parentesi non ho capito chi sia, né, a dire il vero, m’interessa) quando scrive i comunicati stampa usa dettarli alla segretaria e poi li fa stampare e distribuire ai giornali; si fida e non va, come voialtri della carta stampata, alla ricerca affannosa degli errori, pur se sesquipedali.
    La colpa, se proprio una colpa vuoi trovare a tutti i costi, è di quella ragazza che non ha potuto raggiungere le scuole alte e che, quindi, non può fregiarsi del titolo di dottore.
    Il tuo dottore sarà magari dottore in fisica, o dottore in chimica, o, che so, in geologia, non sarà mica un dottore in lettere (voglio sperare), e mi sai tu dire che c’azzecca con la fisica o con la chimica o con la geologia la povera sempre più bistrattata grammatica italiana?
    Ti risulta forse che Newton, Mendeleiev o Lyell conoscessero la grammatica italiana?
    Braccia sottratte all’agricoltura, Gianluca!

  3. Virginia ha detto:

    Chiedo scusa, io non sono del luogo, e poi sono una che non può fregiarsi del titolo di dottore, quindi dovrei tacere, ma dopo aver letto il commento del signor Nicolino non posso fare a meno di fare due riflessioni.
    La prima è che, nella mia limitata cultura, ero sempre stata convinta che un geologo o un chimico dovessero conoscere pure l’italiano, lingua che si impara già alle scuole elementari, medie e superiori… non sapevo che un dottore, quale che sia il suo dottorato, fosse esonerato dall’ortografia! Caspita, a saperlo mi sarei laureata anche io solo per il gusto di sbagliare i congiuntivi!
    E d’altra parte il signor Nicolino ha ragione! Newton, Mendeleiev e Lyell non la conoscevano mica la grammatica italiana! … magari conoscevano quella inglese o quella russa non essendo cittadini italiani, ma pare che per il signor Nicolino ciò sia irrilevante e può darsi abbia ragione lui, che è stato così corretto da dare subito la croce addosso ad una segretaria ignorante.
    Si capisce, è sempe colp’e Cuncetta, lo diceva pure Eduardo in ‘Natale in casa Cupiello’. E lo dicono sempre pure i politici italiani di oggi: è colpa del governo precedente, o dei comunisti, o dei giornalisti…
    Vero, signor Nicolino, tutte braccia rubate all’agricoltura, condivido. Magari non parliamo delle stesse braccia, ma pure io manderei tanti a zappare!
    Chissà il signor Nicolino che mestiere fa… credo sia dottore pure lui, visto che ha scritto ‘quelli della stampa non cambiate mai’ soggetto in terza persona, verbo in seconda… mi perdoni, signor Nicolino, eh, sono una maestra che non ha fatto scuole alte e quindi mi fermo a banali considerazioni di forma… però ho capito bene che lei in quanto dottore ha diritto a sbagliare e che forse anche nel suo caso è stata la segretaria a sbagliare.
    Buon anno pure a lei!

  4. Nicolino ha detto:

    Premesso che ho sempre apprezzato gli interventi della signora Virginia, sarebbe assolutamente fuor di luogo entrare in polemica con lei.
    Mi consenta… però, la signora Virginia, di far notare a tutti i lettori della mia nota, che il senso del mio intervento non era assolutamente quello da lei compreso; nella nota di mio c’era soltanto l’ultima riga, tutto quello che precedeva voleva essere l’intervento dell’avvocato del dottore che si arrampicava sugli specchi per costruire la sua difesa.
    Mi spiace di non essere stato capace di comunicare quanto veramente volevo, ovviamente ed esclusivamente per mia colpa, per aver trascurato la prima regola della comunicazione.
    Chiedo, quindi, venia e prometto, per il futuro, di non cadere nello stesso errore.
    Quanto al “Certo che quelli della stampa non cambiate mai”, mi pare del tutto evidente che “quelli della stampa” sta per “quelli che appartenete alla stampa” e concorda, quindi, con il “voi”, quando si interloquisce, come stavo facendo io, con uno degli appartenenti.
    Auguri di tutto cuore per l’anno nuovo alla signora Virginia, a Gianluca ed a tutti i frequentatori del blog.
    Che il 2009 possa essere migliore dei precedenti, Berlusconi permettendo!

  5. Virginia ha detto:

    Ops…signor Nicolino, chiedo venia se sono stata tratta in inganno dal suo messaggio. Come unica scusante ho che non avevo proprio inteso che fosse ironico, anzi mi era sembrato piuttosto pungente… vuol dire che per farmi perdonare del qui pro quo, se dovessi capitare dalle sue parti, le offrirò un caffè di riconciliazione!
    Però… però altre due coserelline gliele devo dire pure ora…
    La prima riguarda quel ‘Mi consenta’ … io le permetto qualunque cosa a livello dialettico, naturalmente con la possibilità del libero dibattito, ma non mi dica più ‘Mi consenta’, per favore! Mi viene una reazione strana quando leggo quelle due parole… e ora che le sto digitando è pure peggio! Ho tutto un prurito … un’allergia vera e propria!Mi permetta, mi faccia dire, Voglia consentirmi… guardi quanti sinonimi più belli e meno allergenizzanti ci sono! 😉
    La seconda… è la frase ‘ quelli che appartenete alla stampa’… mi permetto di ribadire: quelli è terza persona plurale, per cui la forma corretta è ‘ quelli che appartengono alla stampa’. Se vuole usare il verbo alla seconda plurale deve dire ‘ voi che appartenete alla stampa’.
    Dunque nell’altro suo messaggio avrebbe dovuto scrivere ‘voi della stampa non cambierete mai’ oppure ‘quelli della stampa non cambieranno mai’.
    Non è colpa mia, eh, è sempre sta grammatica italiana che si intrufola! .. chissà Mendeleiev come l’avrebbe detto in russo? 😉
    Auguri, Nicolino, e scusi ancora o, se mi permetti di darti del tu, scusami e buon anno! 😀

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