Nè President, nè Gold: a letto!

Il responso della visita medica di stamattina parla chiaro: ho la bronchite. Quindi, sei giorni di antibiotici, senza uscite serali e esposizione al freddo e poi dovrei “ripartire di slancio”. Quindi, niente veglione. Ma pazienza. Ne approfitterò per riposarmi, leggere, scrivere, guardare la Tv e “ricaricare le pile”. Già stamani, mentre facevo colazione, ho beccato su Espn Classic l’ennesima riproposizione della finale dei Mondiali di calcio del 1982. Italia-Germania 3-1 al Santiago Bernabeu di Madrid. Sono molto affezionato a quel campionato. Ricordo che avevo un’agenda nella quale incollavo i tabellini delle partite ritagliati dal giornale e poi scrivevo i miei articoli. Avevo 12 anni da compiere e non immaginavo ancora che da adulto avrei scritto degli articoli per dei giornali veri. Poi, con mia sorella giocavamo “a tappi”, una sorta di Subbuteo artigianale fatto coi tappi metallici delle bibite, opportunamente disegnati nella parte bianca in gomma. Erano delle vere e proprie formazioni dall’uno al 16 (allora in panchina andavano cinque giocatori) più l’allenatore e l’arbitro. Il pallone era una pallina di carta stagnola che prendeva delle traiettorie spettacolari e non di rado si vedeva il tappo n° 10 della mia squadra (Platini) insaccare su calcio di punizione con traiettoria sotto l’incrocio dei pali di una porta realizzata con le custodie di quattro musicassette. Ah, che tempi. Ovviamente, non mi limitavo a giocare, ma facevo la telecronaca delle partite dei tappi, ispirandomi chiaramente a Nando Martellini, il telecronista dell’epoca. Quella notte di luglio dell’82, Martellini rimase nella storia per il suo triplice grido finale «Campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo». Ma la cerimonia di premiazione, di quel mondiale vinto con pieno merito e dopo aver battuto le più forti squadre del pianeta come Brasile, Argentina e la stessa Germania, fu molto sobria, quasi spartana. Al di là dell’esultanza del presidente Pertini, il più amato di tutti, non ci furono coriandoli luccicanti in campo. Solo la premiazione da parte di re Juan Carlos a capitan Zoff, gli abbracci e le strette di mano e il giro d’onore. 24 anni dopo rivinciamo i mondiali giocando bene solo una partita, la più difficile, quella con la Germania padrona di casa. Battiamo la Francia ai calci di rigore e gioiamo lo stesso, anche se il mio collega Lello, che vide la finale insieme a me e a Vincenzo nel maxischermo de “Il Gusto” disse subito che «nell’82 era un’altra cosa». Se si riferisce a quanto accaduto in campo, ha ragione da vendere. Ma il dopo partita di Sky, col monologo adrenalinico di Fabio Caressa che citava uno a uno i protagonisti della vittoria (soffermandosi volentieri su Cànnavaro) è strepitoso e stilisticamente pregevole. Rimarrà nella storia forse anche di più del «Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo» di Martellini, al quale, noi degli anni ’70 siamo molto affezionati, al punto tale che quando lo intervistai telefonicamente per la radio mi tremarono le gambe dall’emozione. Bei tempi. Oggi, seguire lo sport per una testata giornalistica è molto più stimolante ed appagante che seguire la politica. Me ne accorgo giorno dopo giorno. Forse perchè, al di là di alcune mosche bianche, la politica nazionale e locale sta deludendo un pò tutti, e alla fine le uniche figure che riscuotono la fiducia della gente per bene sono solo le forze dell’ordine, i magistrati coraggiosi come Gratteri (che ha un fan club numerosissimo su Facebook, al quale, ovviamente mi sono iscritto) e alcuni giornalisti che non le mandano a dire, come Marco Travaglio, del quale sto leggendo il libro “Per chi suona la banana”, nel quale parla delle fesserie fatte da quella che chiama “Unione Brancaleone” che hanno finito per agevolare il ritorno al potere di “Al Tappone”. Ringrazio Maria Teresa per avermelo regalato per Natale. Lo leggo con grande piacere, anche se è una semplice raccolta di articoli pubblicati quotidianamente su l’Unità. Ma fotografano bene giorno per giorno il fallimento di una classe dirigente di qualsiasi colore politico. Dovrebbe leggerlo soprattutto la base del Pd, quella che ha sani principi e valori ma che non si sente rappresentata dalla classe dirigente del suo partito, solo che per spirito di lealtà rimane lì “a non capire ma ad adeguarsi” proprio come quelli che negli anni ’80 arrostivano le salsicce alle feste dell’Unità e digerivano cose molto più indigeste degli stessi salumi, come l’abbandono del simbolo storico, e il progressivo passaggio da Pci a Pds-Ds-Pd. Ma che soprattutto digeriscono ancora le primarie che non si fanno mai, i guai giudiziari, gli ammiccamenti di Al Tappone e bollano noi della Sinistra come “personaggi sconfitti dalla storia, quasi folkloristici” e quelli di Idv come “giustizialisti”. Mah. MI rendo conto di aver divagato parecchio. Ma prendere la bronchite a capodanno non è il massimo. E avevo voglia di divagare. Sempre nel mio inutile blog. Buon 2009! 😀

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3 Responses to Nè President, nè Gold: a letto!

  1. Enzo ha detto:

    bene! così impari a strobazzare ai quattro venti le primarie per stabilire se President o Gold! Quelli che ti temono hanno provveduto a farti rimanere a letto. Te l’hanno buttata (o si dice gettata) Gianluca! Contro i poteri forti non si può nulla e tu hai soccombuto.
    Scherzi a parte la bronchite in queste giornate è una rogna che di più non si può.
    Comunque alla fine riprenderai con maggior lena, ma farai bene a guardarti da certi amici, a meno di avere le contromisure a portata di mano.
    Auguri Gianluca, prima per la salute e poi per un 2009 ricco di sempre maggiori soddisfazioni personali (ci sono novità in vista?) e professionali. Un abbraccio Enzo

  2. Virginia ha detto:

    Riflettevo che quest’anno è stato dispettoso con tutti. Da buon anno bisesto, è stato sufficientemente ‘anno funesto’. E con te proprio fino alla fine… vabbè, speriamo che si sia sfogato e che l’anno che verrà sia più clemente… o almeno non peggio, come diceva il poverino trascinato dalla corrente del fiume!
    Per la cronaca, antibiotico pur’io… vogliono sterminarci, a noi sinistri, Gianlù! Ma non ce la faranno! 😀
    Seriamente… che dire, io ho le tue stesse illusioni e le tue stesse disillusioni, siano esse sportive o calcistiche, e questo vuol dire qualcosa… se non altro che siamo in due a vederla allo stesso modo e come dice la réclame, tuu is megli che uan!
    E comunque a me fa piacere essere folkloristica; il folklore è colore, è tradizione, è radici, ma anche proiezione verso il futuro perché ricchezza del passato da conservare: ti pare poco a te? A me no! 😀
    E dopo queste divagazioni collegate alle tue, permettimi di farti i miei auguri per il 2009, che porti quel che desideri per te e per i tuoi cari e che ti riservi qualche momento magico da conservare.
    Buon anno!

  3. Virginia ha detto:

    Volevo scrivere ‘sportive o politiche’ e non ‘sportive o calcistiche’… fine d’anno disgrafica!

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