Il conflitto attuale

In quasi quarant’anni di vita non ho imparato niente e ho capito ancora meno. Fatta questa doverosa premessa, però, intendo manifestare un mio modestissimo pensiero che mi frulla in testa da diverso tempo. Potrebbe trattarsi di un’idea bislacca, come al solito, ma va comunque sottoposta al parere di chi perde il proprio tempo a visitate questo inutile blog. Corre l’anno 2009, la prima decade del ventunesimo secolo sta per finire, e quindi è giusto che anche il linguaggio politico si aggiorni, si definiscano meglio gli schieramenti e si capisca da che parte stare. Ci hanno fatto una testa così nel dirci che non si può più parlare di conflitto tra capitale e lavoro, tra oriente e occidente; ebbene, si abbia il coraggio di dire che non si può più parlare neanche di contrapposizione tra destra e sinistra. Già, perchè al di là delle promesse non mantenute da Veltroni e dal suo Pd, ormai sempre più un contenitore amorfo di tante anime, con una classe dirigente che rivaluta Craxi e se ne infischia della base, sono costretto ad ammettere che se pensiamo al marcio che c’è in quasi tutti i partiti e al superamento delle ideologie del Novecento, l’unico conflitto ancora attuale è quello tra LA CULTURA e L’EDILIZIA. Mi spiego meglio, anche per non attirarmi le antipatie delle imprese di costruzioni: il punto non è l’edilizia in quanto tale, ma un modo di intendere la vita e la politica in particolare, che esula dalla tradizionale antinomia tra destra e sinistra e indirizza verso due direttrici: o il costante degrado o la sempre più difficile rinascita civile e culturale. Almeno io la vedo così, e provo a disegnare un quadro delle principali differenze tra questi due opposti, prendendo in considerazione alcuni grandi temi.

RISPETTO DELL’AMBIENTE: Una priorità (CULTURA) – Una seccatura da eludere (EDILIZIA); LEGALITA’ E LOTTA ALLA MAFIA: Principio ispiratore (CULTURA) – Chiacchiere che frenano lo sviluppo (EDILIZIA); INCLUSIONE SOCIALE: Vale per tutti (CULTURA) – Vale solo per chi è “dei nostri” (EDILIZIA); LIBERTA’ DI PENSIERO: Irrinunciabile (CULTURA) – Vale solo per chi la pensa come me (EDILIZIA); RISPETTO DEL PROSSIMO:Asse portante della società (CULTURA) – Solo di facciata (EDILIZIA); VALORI ETICI:Presenti nel Dna (CULTURA) – Chi li ha visti? (EDILIZIA); STATO SOCIALE: Preziosa risorsa dalla quale attingere con giudizio (CULTURA) – Mucca da mungere per il proprio interesse personale (EDILIZIA)

Ecco, questo schema, assolutamente sintetico e per nulla esaustivo, vale solo per dare un’idea di base alla nuova contrapposizione. Come vedete, la Cultura racchiude principi di sinistra (Inclusione sociale, rispetto dell’ambiente), liberali (Libertà di pensiero), Cattolici (valori etici) e storicamente “di destra” (legalità); l’Edilizia, invece, racchiude tutto il peggio del modo in cui oggi molti gestiscono la cosa pubblica, con pressappochismo, clientele, comitati d’affari e progressivo degrado, tutti aspetti negativi che hanno caratterizzato le amministrazioni di destra e (ahimè) molte di sinistra. Ora, è tempo di ricollocarsi, sapendo che non esistono schieramenti intermedi e non ci sarà, in questo caso, il Casini o il Mastella di turno. Bisogna scegliere: cultura o edilizia! Voi da che parte state? Il dibattito è aperto!

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2 Responses to Il conflitto attuale

  1. Enzo ha detto:

    L’EDILIZIA altro non è che quella scuola di pensiero che ha trovato un epigono in Cetto Laqualunque.
    O mi sbaglio?

  2. gianlucalbanese ha detto:

    In effetti credo che Cetto La Qualunque sia il personaggio che più di ogni altro interpreti questo concetto, anche se è un personaggio di fantasia. Il guaio sai qual è? E’ che si ispira, almeno stando a quanto detto dallo stesso Antonio Albanese, a quei politicanti della provincia meridionale molto folkloristici da sembrare quasi simpatici, ma pessimi rappresentanti di quella nobile arte che dovrebbe essere la politica. Insomma, ce ne sono tanti di Cetto La Qualunque, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, ecco perchè quest’ultima divisione è superata. Ma lo immaginate il Che che tiene uno dei suoi leggendari invitando i rivoluzionari a «luchar contra la edilizia…” (lo spagnolo è maccheronico, lo so, ma spero che abbia reso comunque l’idea 🙂

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