L’affascinante figura del “Paparagianni”

Oggi vi voglio parlare di una figura in continua espansione, che ormai popola tutti gli spazi pubblici e non la smette di proliferare: il “Paparagianni”. Per i non locridei va detto che “Il Paparagianni” è colui che si pavoneggia pubblicamente, che vuole apparire, farsi notare, che si atteggia a qualcosa o a qualcuno ma il 99,9% delle volte non è alcunchè. Oggi i paparagianni sono ovunque: nella politica, nell’impresa, nel mondo dello sport e forse anche (ahimè) in quello dell’informazione. Il paparagianni di solito veste elegante perchè sa che apparire è più importante di essere, guida auto costose e sa sempre essere nel posto “giusto”. Di solito la sua presenza viene tollerata come un fenomeno fisiologico della società moderna. Triste, ma fisiologico. Ci sono circostanze, invece, nelle quali il paparagianni diventa insopportabile: nei “gate” degli aeroporti, infatti, il paparagianni che attende l’areo è sempre intento a smanettare sul computer (tanto c’è la rete wireless…) o, per i paparagianni più “in” nel blackberry” o nell'”i-phone”. Male che vada non vede l’ora che qualcuno lo chiami al telefonino per farsi vedere parlare e gesticolare in maniera evidente, giusto per dare l’impressione di essere richiesto, importante. Quasi indispensabile. Il “Leonardo express”, treno che collega l’aeroporto di Fiumicino alla stazione Termini di Roma, in genere pullula di paparagianni, specie nelle ore mattutine, anche se il paparagianni più “up to date” ora predilige i treni ad alta velocità. Il paparagianni va allo stadio, a teatro o ai concerti anche se non capisce nulla di calcio, commedie o musica. Ci va solo per farsi notare. Spesso i codazzi dei politici sono pieni di paparagianni, che li seguono nelle occasioni pubbliche per “fare presenza”. Il teatrino della politica, infatti, si nutre di figure come i paparagianni, tanto che c’è chi teorizza l’esistenza di uno stato parallelo, di un potere ombra, che è nettamente distante dal Paese reale, quello di chi si fa un culo così per sbarcare il lunario, proprio mentre il paparagianni cambia l’ennesimo telefonino, l’ennesima macchina o il paio di scarpe più costose. Una ventina d’anni fa Roberto D’Agostino tracciava il profilo dell'”edonista reaganiano, figura primordiale rispetto all’odierno paparagianni. Chissà se il parallelismo regge e se l’adolescenza “paninara” dei quarantenni di oggi sia stata la palestra ideale per poter diventare, da adulti, dei veri paparagianni. Secondo me sì. Il paparagianni, almeno una volta l’anno, si reca in “pellegrinaggio” in via Montenapoleone a Milano, o in via Condotti a Roma, si ferma per un aperitivo nei bar più “in” e non si cura dei debiti che accumula. Tanto l’importante è apparire, non essere. Almeno secondo loro. Ma il fenomeno va studiato, per capirne le origini, l’evoluzione e la condizione attuale di questa “specie” in continua espansione. Secondo me il paparagianni nasce nella Milano da bere degli anni ’80 per poi proliferare in tutta Italia. Si sviluppa nei licei e nel mondo universitario, laddove trova il suo habitat naturale per la sua definitiva maturazione e poi “inquina” tutti i principali gangli della società. Il paparagianni si nutre quasi esclusivamente nei “brunch” e guarda con sussiego chi conduce un’esistenza normale. Riusciremo a liberarcene un giorno? 🙂

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11 Responses to L’affascinante figura del “Paparagianni”

  1. Luigina S. ha detto:

    Precisa descrizione fortemente attuale, però la cosa che mi ha incuriosito di più è il termine calabrese, che non avevo mai sentito. Non sono brava a far commenti… purtroppo… volevo solo dire che il post mi è piaciuto…

  2. Virginia ha detto:

    ‘o Sparapose! Figura internazionale e trasversale a credi e schieramenti, difficilissimo sradicarla.

  3. gianlucalbanese ha detto:

    Virginia mi ha fatto venire in mente che forse avevo già parlato della figura del paparagianni, ma…repetita juvant! Sono contento che il post sia piaciuto a Luigina, che se non sbaglio vive nell’hinterland milanese, a due passi dalle mete più ambite dei paparagianni 🙂

    Ah, mi è venuto in mente che sono numerose le canzoni dedicate ai soggetti in questione: negli anni ’80 “Yuppies” di Luca Barbarossa, poi nei ’90 “Te la tiri” degli 883 e “Mr. gilet di pelle” degli Articolo 31. Ve ne vengono in mente altre?

  4. Luigina S. ha detto:

    E’ vero abito a Corsico (MI) e lavorando in centro a Milano, vedo molte persone così ben descritte da te… Magari sono anche donne, con il telefonino in mano nei corridoi a parlare ad alta voce di lavoro, come se il mondo fosse nelle loro mani e sono sempre abbronzate… ma perché non parlano nelle loro stanze?…questo può capitare in qualsiasi ambiente lavorativo…
    scusa, ho risposto per dire dove abito … e commento solo perché mi sento sicura, di solito non mi azzardo…era da tanto che volevo farlo…
    ho guardato anche il blog di Virginia, veramente interessante e ben fatto..scusate..

  5. gianlucalbanese ha detto:

    Ma perchè ti scusi sempre, Luigina? E’ un piacere leggere i tuoi commenti, dai! 🙂

  6. Virginia ha detto:

    Grazie Luigina, per l’apprezzamento al mio blog e se ti va puoi commentare anche da me, eh! Mio figlio lavora a Milano, sai? E fino a dicembre lavorava non lontano da dove Corsico, a via Lorenteggio all’altezza del Mc Donald!

  7. max reale ha detto:

    Cara Luigina, vorrei approfittare del fatto che lavori a milano per chiederti se hai mai notato a Linate o Malpensa, un pennellone girovagare con un andamento ondulatorio e sussultorio del collo, col computerino portatile e col cellulare sempre all’orecchio…. e poi, esaurita l’interminabile conversazione telefonica, accendere il computerino e decidere le sorti delle borse mondiali con le sue cliccàte!!
    Te lo chiedo perche’ e’ il principe dei paparagianni ed e’ stato avvistato in tutti gli aeroporti italiani: qualcuno giura che il fantastico esemplare sia stato avvistato addirittura in due aeroporti contemporaneamente…. ma nessuno e’ mai riuscito a fotografarlo. Chissa’ che non ci riesca tu??

  8. Luigina S. ha detto:

    Sono contenta di poter commentare anche sul blog di Virginia, lo farò… si trova bene a Milano tuo figlio? Il Mc Donald di via Lorenteggio è abbastanza vicino a dove abito io.
    Per Max… bellissima la descrizione, una caricatura divertente, almeno fosse fantasia… invece… solo che non ‘bazzico’ gli aeroporti…magari potrei incontrarlo sotto la Galleria durante la pausa lavorativa… starò bene attenta a non farmelo scappare…e poi ti avviso subito…
    Infine un saluto a Gianluca, vorrei dire che mi son piaciuti i commenti ai libri, soprattutto il commento di ‘Aspre e calde montagne dolci e fredde pianure’, per la verità mi piacerebbe copiarlo sul mio blog (avrei voluto chiederlo l’anno scorso, perché è una recensione particolare)…. dev’essere un libro che trasmette emozioni…
    non riesco a trattenermi: scusate se sono stata lunga…………
    Confesso di non essere all’altezza dei vostri articoli e commenti di politica, quelli preferisco leggerli e basta…

  9. max reale ha detto:

    Se non bazzichi gli aeroporti, potresti incontrarlo sotto il “PIRELLONE”, perche’ si mette sotto al palazzo col computerino acceso, nella speranza che lo noti e (soprattutto) lo assuma lo spendaccione Massimo Moratti…. ciao Luigina!!

  10. Virginia ha detto:

    Cara Luigina, mio figlio è contentissimo di stare a Milano, il suo lavoro gli piace ( è consulente informatico) e poi si è trovato la squadra per giocare a pallavolo, il gruppo per suonare la chitarra e cantare, esce con un sacco di amici.
    Non lavora più lì a Lorenteggio, almeno per ora, deve andare per un periodo a Cologno, poi si vedrà.
    Passa dal mio blog quando vuoi!

  11. Pietro ha detto:

    Mi era sfiggito il commento di Luigina, che ho trovato tramite google. Vorrei ringraziarla per le sue parole e dirle che la prefazione del mio libro in uscita sarà curata da un “utente” di questo blog…

    😉

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