Qualcosa di Sinistra

febbraio 27, 2009

Se Nanni Moretti fosse stato americano, non avrebbe avuto bisogno di sollecitare il proprio leader di riferimento a dire “qualcosa di Sinistra”. Già, perchè Obama, ha detto e sta cominciando a fare “qualcosa di Sinistra” nel Paese del maccartismo, del capitalismo sfrenato e dell’imperialismo. Una rivoluzione, insomma. Un presidente che dice di voler tassare un pò di più i ricconi e adoperarsi per creare un sistema sanitario pubblico (perchè negli Usa se non hai i soldi non puoi neanche curarti) è qualcosa di rivoluzionario. Nella “progredita” Italia, che per fortuna un sistema sanitario ce l’ha (per quanto tempo ancora?) la destra del Cainano ridusse le imposte ai più ricchi, mentre il centrosinistra di Prodi (molto centro e poco Sinistra) non riuscì neanche a tassare i Suv, come avrebbe voluto l’allora ministro dell’Economia Bersani. Non è che la Sinistra americana sta scavalcando a sinistra la sinistra italiana (perdonatemi la cacofonia)? O forse, visto che anche Zapatero appena si è insediato ha fatto “cose di Sinistra” siamo un Paese così schifosamente moderato che anche uno-due punti percentuali in più di imposte ai più abbienti per distribuire maggiori risorse ai poveri vengono giudicati “retaggi di una cultura mashimalishta, leninishta e “antidemocratica””? Mah. E’ possibile che la Sinistra italiana, così radicata per cultura e tradizione, debba sempre prendere esempio da quella degli altri Paesi? E già Roosvelt ci diede una lezione, poi Mitterand, quindi Zapatero, ora Obama. O NON E’ CHE LA SINISTRA QUANDO FA LA SINISTRA VINCE E GOVERNA BENE, SENZA DIVENTARE UNA RIEDIZIONE DELLA DC E CORRERE SEMPRE AL CENTRO? Scusate, mi stavo incazzando. E non riesco ad essere moderato neanche quando ragiono tra me e me di certe cose.
Ho trovato: la sintesi tra Obama e Chavez potrebbe salvare la Sinistra italiana. Tra tanti esperimenti genetici, ce la faremo a realizzare questo?
😦

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Un treno per dove?

febbraio 26, 2009

binario-unico

Chi mi conosce sa che il treno è il mio mezzo di trasporto preferito. Fare viaggi lunghi in auto è molto impegnativo mentalmente, in aereo è stressante (gli aeroporti distano a un paio d’ore da casa e poi mi dà molto fastidio salire su un mezzo in cui c’è una persona che ti spiega come fare nel caso in cui la tua vita è a repentaglio) e il pullman per me che sono “dipendente” dalla Xamamina, è improponibile. Meglio il treno, dunque, il mezzo più lento, ma anche più comodo e romantico. Nei lunghi viaggi, ai quali chi abita in questo estremo lembo di penisola è abituato, si chiacchiera molto. Addirittura, il feeling coi vicini di scompartimento è immediato. La consapevolezza di dover passare almeno una decina d’ore, infatti, sviluppa un’insospettabile favella anche ai più taciturni. Altrimenti, si scelgono i libri, la musica in cuffia, e i più attrezzati guardano i film o si connettono a internet dal portatile. La leggenda narra, poi, che negli anni ’70 un amico, durante uno dei suoi frequenti viaggi a Genova, si sia reso protagonista di avventure boccaccesche. Ma questa – direbbe il buon Lucarelli – è un’altra storia. Il presente ci parla della linea tirrenica che per almeno tre mesi ritorna al binario unico. Gli Eurostar, quelli nei quali si sta pigiati come sardine e i cui bagni sono praticamente impraticabili a chi ha un peso a tre cifre, arriveranno fino a Lamezia Terme che così diventa il capolinea Sud. Proteste, lamentele, disagi da parte dei residenti da Lamezia a Reggio. Li capisco. Abituati ad avere Intercity ed Eurostar, l’autostrada (che per quanto schifo faccia è sempre meglio della statale 106) ora si sentono a disagio. E noi “jonici”?. Noi il binario unico ce l’abbiamo da una vita. E’ questo ritratto nella foto che ho scattato dalla finestra del bagno di casa mia. La nostra linea ferroviaria versa in stato di progressivo abbandono da una vita, senza mai essere stata attraversata dagli Eurostar, e con pochissimi treni a lunga percorrenza (due-tre) primo tra tutti il leggendario “romano” che parte da Siderno alle 21 per arrivare a Roma Termini intorno alle otto del mattino. E i nostri politici, cosa pensano? Pensano che per smaltire il traffico dei treni merci provenienti dal Nord e diretti in Sicilia, si potrebbe sfruttare la linea jonica, che così diventerebbe la “ruota di scorta” di quella tirrenica per qualche mese, senza prospettive di sviluppo e senza incrementare il traffico passeggeri. Almeno la pensa così l’assessore regionale ai Trasporti e, con diversi accenti, anche il segretario della Cgil trasporti, d’accordo con l’idea ma alla ricerca di un incremento dei treni destinati al trasporto passeggeri. Mi sembra pochino per un comprensorio come la Locride che conta 42 comuni. Io sono ancora uno di quelli che sogna di partire trascinando a piedi un trolley fino alla stazione, come facevo fino a qualche anno fa. Senza prendere la macchina, senza “furiose e vane corse” verso l’aeroporto di Lamezia Terme passando per una Sgc Jonio-Tirreno che contende alla 106 la fama di “strada della morte”, con una galleria di valico piena d’infiltrazioni d’acqua che periodicamente viene chiusa. Sogno un Paese normale, nel quale il diritto di spostarsi dignitosamente sia riconosciuto a tutti, anche a chi abita nella Locride. E che quando può decide di vedere “passare l’Italia ai suoi piedi giocando a carte col suo destino”. O di prendere…un treno per dove


Riso amaro in salsa calabrese

febbraio 24, 2009

Chi più di noi può lasciarsi andare a un sorriso dolceamaro ascoltando questa geniale parodia di Cetto La Qualunque?

In questo secondo video, invece, il politico più imitato in Calabria compie un’analisi sul progresso dei paesi scandinavi che condivido senza infingimenti, a costo di passare per “politicamente scorretto” 😀


Ci hanno voltato le spalle

febbraio 21, 2009

bronzi

E’ da una settimana circa che i politici calabresi (in particolare i reggini) non parlano altro che del più che probabile trasferimento dei Bronzi di Riace dal museo di Reggio ad altre sedi. L’argomento non mi appassiona.
Anzi, come ha detto il collega Giuliano Quattrone, curando come ogni sabato la rassegna stampa di Rtv «farebbero bene a occuparsi dei problemi di chi è rimasto senza lavoro». Sarà demagogica come considerazione, ma la sottoscrivo al 100%. Alle scorse elezioni provinciali, Giuliano si candidò a presidente, con una sorta di terzo polo composto da una lista espressione della società civile che finì schiacciato da centrodestra e centrosinistra. Se si presenta un’altra volta lo voto. Ora, vi lascio alla visione delle terga dei due guerrieri, che forse avranno anche voglia di evadere un pò da questa terra retta da politici che sembrano glissare sui problemi seri e parlano solo di loro.
Buon viaggio Bronzi!


Cantiamola insieme!

febbraio 21, 2009

Alzi la mano chi non l’ha canticchiata almeno una volta oggi. “Sincerità” di Arisa, vincitrice del Festival di Sanremo tra le nuove proposte è una canzoncina di rarissima orecchiabilità. Entra subito in testa e già la immagino contendere alla “Canzone del sole” di Battisti il primato della canzone più cantata negli autobus in gita scolastica, col suo ritornello “easy listening” e qualche venatura country. A me ricorda vagamente anche un grande classico come “Java Jive”. L’ho ascoltata per la prima volta in anteprima su Radiodue la mattina presto, nel programma condotto da Luca Bianchini e Maria Vittoria Scartozzi, che addolciscono i miei maledetti risvegli con la loro simpatia. Mi è subito entrata in testa. Anche a me che non guardo il festival di Sanremo. Anzi, devo dire la verità, che a sentirla per radio mi sembrava cantata da una “figona mondiale”. Non è così, ma Arisa è troppo brava e simpatica e approfitto del mio inutile blog per augurarle le migliori fortuna. Ora cantiamo insieme “Sincerità…”

A proposito… “Java Jive” è questa:


Fama internazionale

febbraio 18, 2009

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Ovviamente, sto scherzando. Il punto è sapere che un giornale rumeno “Loto prono” abbia ospitato una mia foto e un mio pronostico su una giornata del campionato italiano di serie A mi fa molto piacere. Il tutto è stato reso possibile grazie a Stefan, giovane collega rumeno che è in contatto da diverso tempo con la redazione sportiva di Calabria Ora. E poi, come chi frequenta abitualmente l’inutile blog sa, a me i rumeni stanno molto simpatici, anche in questo periodo in cui una vulgata li giudica male. W la Romania, e viva Loto Prono! Chissà quanti pronostici sbaglierò…secondo me tutti 🙂


Ecco il nuovo leader del Pd

febbraio 18, 2009

dodo-pd

Dopo le dimissioni di Veltroni, molti danno per probabile la reggenza di Franceschini fino al congresso d’autunno che potrebbe sancire l’ascesa di Bersani. Niente di più sbagliato: da informazioni riservatissime che ho appreso, vi posso anticipare che il nuovo leader del Pd sarà il giovane Dodò Reale, qui fotografato durante la riunione che ha sancito la sua investitura. Certo, gli mancherà un pò di esperienza, non è mai stato sindaco di Roma e non è nemmeno, a differenza di Veltroni, mai stato iscritto al Pci, quindi non ha niente da rinnegare. Ma sicuramente avrà un maggiore appeal elettorale alle prossime elezioni, saprà ricucire i rapporti con la sinistra radicale (Claudio Bisio scrisse un libro dal titolo “I bambini sono di Sinistra”) e sarà meno ondivago di Walter nel dettare la linea politica. Basta “ma anche” e dialogo a oltranza con la destra: Dodò vuole un Pd forte, coeso e che sappia lanciare messaggi precisi a un elettorato che non si riconosce in un progetto nato da sedici mesi e che si sta rivelando quasi fallimentare. Insomma…Yes, he can! 🙂

P.S.: scherzi a parte, mi dispiace molto per quelli che nel progetto del Pd credono, ma al di là della manifestazione al Circo Massimo, l’esperienza del Pd è stata tutta una parabola discendente. Hanno voluto fare credere di essere un partito coeso, e Soru è stato fatto fuori da beghe interne; hanno messo fumo negli occhi con questa storia del voto utile, facendo credere che alla loro Sinistra ci fossero solo alcuni personaggi folkloristici da ghettizzare e hanno perso tutto, anche il migliore governatore di centrosinistra di tutta Italia, che come leader nazionale avrebbe fatto sicuramente meglio. Ora, il cavaliere di Brianza ringrazia. Walter gli ha regalato tutto quello che ha potuto. Si spera che il prossimo impari da queste batoste, altrimenti sarà tutto inutile…