Un popolo in fuga

Il servizio di Luigi Pelazza andato in onda nella puntata di ieri sera delle “Iene” è stato un grande momento di televisione. Ha fatto vedere, quasi in presa diretta, la triste vita dei profughi afgani che prima, per dirla con Battiato «dal confine si spostarono nell’Iran» e poi, citazioni improprie a parte, nel porto greco di Patrasso provavano la fuga verso l’Europa centrosettentrionale nascosti nei Tir. Mi ha fatto venire in mente quel servizio che realizzai nel 2001 per Tele Radio Sud quando profughi di varie nazionalità sbarcarono nella spiaggia di Sant’Ilario dello Jonio. Allora gli sbarchi dei clandestini facevano ancora notizia. Li ricordo tutti seduti per terra, in attesa degli aiuti da parte delle Onlus del posto. Uno di loro parlava in inglese e lo intervistai. Mi raccontò del viaggio durato un mese, della fuga degli uomini dell’equipaggio di quella carretta abbandonata sulla battigia, e dei motivi che lo indussero a fuggire dal suo Paese. Gli altri guardavano. Stanchi e sudici. Ricordo perfettamente come un pò dei parassiti che avevano addosso attaccarono anche me. Un mese di fuga a bordo di una vecchia imbarcazione senza servizi igienici ridurrebbe in quello stato chiunque. Ma il mio interlocutore era felice. Lo si leggeva negli occhi. Perchè le sofferenze della fuga erano già alle spalle. Ora aveva conquistato l’Italia. Chissà che fine avrà fatto. Ricordo che quando lo salutai gli strinsi la mano sorridendo e poi, con una frase un pò a effetto gli dissi: «welcome to Italy, land of freedom». Sa di uazzamericanboi, lo so, ma è la cosa più naturale che mi venne in mente di dirgli. 🙂

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5 Responses to Un popolo in fuga

  1. domenico ha detto:

    caro gianluca il più grave problema dei nostri giorni a mio avviso è il maledetto concetto di frontiera. non so quando e come sia nato la maledetta convinzione che parte di questo benedetto pianeta appartenga a qualcuno e parte appartenga a qualcun altro. ad una mia fidanzata regalai una t-shirt su cui c’era raffigurata la Terra e sotto c’era una scritta ” qui nessuno è straniero “…

  2. Virginia ha detto:

    Grande, domenico!

  3. Luigina S. ha detto:

    Mi ha molto colpito e condivido il fatto che dopo un mese di fuga senza servizi igenici tutti noi saremmo stanchi e sudici. Le tue parole sono sempre di forte sensibilità. Invece una cosa mi ha sconvolto: su facebook ho visto che esiste un gruppo di 753 membri che condividono l’idea comune di mandar via gli extra-comunitari (come una mela al giorno per levar i problemi di torno). Ma lo penseranno veramente? Questa cosa mi ha talmente irritato perché è una delle quattro persone che ho accettato come ‘amica’ visto che si usa cercare persone con gli stessi cognomi. Ora la cosa mi irrita molto,non condivido per nulla questa cosa. Cosa potrei fare? Io di solito sono molto tollerante, sopporto molto, ma certe cose mi fanno saltare i nervi. Ma è possibile che esistano questi gruppi? per me dimostrano tutta la cattiveria delle persone, che invece dovrebbero ringraziare di tutto quello che ci è stato regalato, perché non è un diritto, ma un regalo, avere un luogo dove poter lavorare, vivere… scusa lo sfogo, solo che l’ho già detto il tuo blog è pieno di umanità… anzi, puoi benissimo non visualizzare questo commento, sono contenta lo stesso… grazie… purtroppo, non so spiegare molto bene quello che penso… e ho sempre il timore di non essere compresa…

  4. Matteo Muià ha detto:

    Carissimo Gianluca, il tuo articolo mi fa pensare ad una cosa importante. Tra due giorni, il 10 febbraio andremo a commemorare il giorno del ricordo delle vittime delle foibe. anche quello fu un popolo in fuga. e in questo frangente mi viene in mente un’altra storia, la storia di quel popolo che negli anni del pieno sviluppo economico dovette lasciare la sua terra per emigrare al nord, quel popolo siamo noi. noi, fuggiti sempre dalla nostra terra, chi per lavoro, chi per mafia, chi per problemi di famiglia, ma sempre noi. Che fare? Rimane o andare?

  5. Fabio ha detto:

    Matteo ti posso dare un consiglio? Vai ti prego……….

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