Chiacchiere contro la crisi

Giovedì pomeriggio è l’unica oasi di cazzeggio per me in una settimana pienissima da stakanovista del XXI secolo. Ieri, dopo la palestra e qualche piccola incombenza domestica, sono andato a fare un giro al centro commerciale, per acquistare un libro e perdere un’oretta in attesa dell’orario della cena fuori con gli amici. Entro e vedo negozi pienissimi di bella roba in vetrina, saldi dal 30-40-50%. Non mi necessita niente in fatto di abbigliamento,ma quelle vetrine sono delle sirene che cantano e mi tentano. Ma le spese che ho sostenuto e devo sostenere in questo febbraio che come insegna la saggezza popolare da queste parti è “corto e amaro” non mi permettono di togliermi il benchè minimo sfizio. Nemmeno quella bella sciarpa marrone in uno dei miei negozi preferiti. Ma la osservo e la guardo intensamente, come a volerla sedurre. A rompere l’idillio dell’amore platonico tra me e la sciarpa (che saprei già come annodare secondo i dettami del “lupo”) ci pensa un vecchio amico che non vedo da un pezzo. Chiacchieriamo per un pò e mi distrae dalla sciarpa. Lo riaccompagno al suo bar senza degnare la sciarpa di un ultimo sguardo. Mi viene in mente Raf quando canta “Se hai sbagliato è uguale, ma adesso lasciami andare…”. Seconda tappa. Il grande magazzino di abbigliamento low cost, dove è tutto incredibilmente accessibile e di buona qualità, almeno a giudicare dai tessuti. Qui trovo abiti, giacche e camicie assai invitanti. Li uso poco e ne posseggo diversi, ma uno in più non guasta mai. Il ricordo delle scadenze di febbraio però mi inibisce e chiedo solo se posso misurare una camicia da 15 euro che forse come collo mi sta bene ma temo che mi stia troppo larga nel resto. “Le camicie confezionate non si possono provare, se vuole provi una di quelle appese con la stessa taglia che tanto hanno la stessa vestibilità”. La commessa è simpatica come una guardia di frontiera bulgara ai tempi del Patto di Varsavia. Accenno a una breve ricerca di camicie appese, ma non ne vedo, quindi ripongo la camicia azzurra, ancora “illibata” sul ripiano dove l’avevo presa. La libreria mi aspetta e anche quel volume che non vedo l’ora di leggere. Ma sulla scala mobile incontro un conoscente che mi parla per una decina di minuti dell’attività della sua squadra sportiva e della perenne carenza di strutture nel nostro territorio. Intravedo anche alcuni negozi chiusi, anche se sono appena le 20,10 e il centro chiude alle 21. Boh? Finalmente entro il libreria, laddove qualche presenza in più si registra. Parlo con la proprietaria che conosco ma che non vedevo da lustri. Mi dice che il libro che cerco è andato esaurito. Sono contento per l’autore ma non per me, visto che quella lettura mi è rimasta sul gozzo. Prenoto una copia che in via di ordinazione e lascio la mia e-mail alla libraia. E’ quasi ora della cena. Mi resta solo il tempo per dare un’occhiata ad altri negozi in una zona del centro commerciale che è per me inesplorata. Camicie, abiti, sneakers e felpe, intimo griffato. Quanta bella roba! Ma di clienti pochi, pochissimi. Forse quasi tutti, come me, avranno guardato, desiderato, e saranno stati anche tentati di acquistare. Ma non l’hanno fatto perchè le spese sono tante e i soldi in tasca pochissimi. Solo alla libreria c’era un pò più di gente. Sarà la rivincita della cultura sull’edilizia? Si è fatta ora di cena, anzi sono in leggero ritardo. Me ne vado pensando alle chiacchiere provvidenziali che mi hanno impedito di spendere almeno una cinquantina d’euro. Il libro, però, lo aspetto e lo comprerò 😉

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3 Responses to Chiacchiere contro la crisi

  1. max reale ha detto:

    Scusa, potevi utilizzare la “Social Card”…. con quella puoi comprare 2 camicie da 20€ al mese; grazie a Silvio…. naturalmente!!

  2. Alessia ha detto:

    visto che il figlio di Berlusconi non ha potuto cambiare la macchina, e di questo papino si è molto dispiaciuto tanto da capire, finalmente, la reale portata delle crisi ed ora è “preoccupato”, direi di risparmiare sia i soldi dells social card che quelli onestamente sudati per fare una colletta ed aiutare così questo giovane fortunato e pieno di prospettive, tutte ottime e invidiabili. e poi ha un piccolo patrimonio da parte, ma di certo lo utilizzerà per promuovere la cultura…alla faccia dell’edilizia!!!

  3. Pietro ha detto:

    …perché non prova a sposare una precaria, magari la stessa alla quale il papino suo bbbello aveva consigliato di sposare il rampollo… magari in due ce la fanno ad arrivare alla fine del mese…e se non ce la fanno, magari papino emana un decreto legge dove decreta l’accorciamento del mese…

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