La riviera dei crisantemi

Sarà che l’inverno ci ha “regalato” l’ennesimo colpo di coda, con una giornata fredda, grigia e nuvoloni carichi di pioggia. Sarà che, evidentemente il cielo non è “stufo d’inverno” e non promette neanche “un pò di blu”, ma, alla vigilia dell’equinozio di primavera, non sono molto ottimista se penso alla prossima estate. I disastri delle mareggiate di gennaio hanno lasciato tracce ancora evidenti. Il lungomare di Caulonia, quello più bello, più nuovo, più verde, è stato risucchiato dalla furia delle onde. Stessa sorte è toccata ad ampi pezzi della stradina sterrata che divide il cancello di casa mia dalla spiaggia. Cosa vuole dire questo? Che l’estate, che da noi arriva verso metà maggio (tra un paio di mesi quindi…) ci priverà delle cenette sulla spiaggia al Blu Tango, con Margherita che dispensa manicaretti e simpatia sottolineate dalla brezza dello Jonio? Non oso pensarlo. So che, guardando la situazione in una prospettiva più ampia, gli operatori turistici sono contenti perchè il Cipe ha deliberato i lavori per il ponte sullo Stretto,la statale 106 e l’autostrada “inferno-Reggio Calabria”. Tutte opere utili e importanti (tranne il ponte) ma che verranno completate almeno tra un lustro. E intanto? E ora? Cosa faremo quest’estate che si preannuncia così triste per la crisi? Cosa organizzeranno le amministrazioni pubbliche che ricevono sempre meno soldi dal governo centrale e che quelle poche risorse che hanno le utilizzano per pagare gli stipendi e assicurare quei pochi ed essenziali servizi? Andremo a un Borgo incantato in tono sempre minore? Riusciremo a fare due passi al Mercato della badia o al Festival del Folklore? Ascolteremo la grande musica di Roccella Jazz e di “Ai confini del Sud” anche quest’anno? Lo spero. Ma il pessimismo della ragione finisce per prevalere sull’ottimismo della volontà, e l’estate che sta per arrivare si preannuncia – come direbbe il mio amico Claudio – “abbastanza insulsa”. Spero di essere smentito dai fatti, ovviamente.
Ma mi sa che se il buongiorno si vede dal mattino, c’è poco da stare allegri. Tanto che la riviera dei Gelsomini potrebbe trasformarsi in “riviera dei Crisantemi”. Fora gabbu……..

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3 Responses to La riviera dei crisantemi

  1. Maria ha detto:

    Ciao e buon fine settimana da Maria

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Grazie! Anche a te 🙂

  3. Lirì ha detto:

    Vuoi mai che riusciamo ad ottenere un megacontratto dal Giappone? Lì pare che i crisantemi siano il fiore imperiale. Per quanto riguarda la situazione dei paesi jonici (io vivo in uno di questi, danneggiato dalle ultime mareggiate e abbandonato dall’incuria degli amministratori) anche io sono pessimista. Solo la musica e la buona cucina ci salverà. Un buon fine settimana. Lirì
    P.S. Dalle tue parti è già sbocciato il glicine, il mio fiore preferito.

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