Here’s to you Nicola and Bart

Raisat extra è una grande invenzione. E’ un canale satellitare che ti fa vedere in differita di qualche giorno i programmi migliori della Rai. Stasera ho visto “La grande Storia” dedicata al tema dell’emigrazione all’estero. Bellissima puntata. Dalla seconda metà dell’Ottocento a quasi tutto il Novecento gli italiani sono andati ovunque, varcando gli oceani per un pezzo di pane e un futuro migliore. In Brasile lavoravano come schiavi e i padroni bruciavano le lettere che ricevevano dai parenti, perchè non dovevano provare nostalgie e malinconie, ma produrre per gli “enemigos de la humanidad” contro i quali si sarebbe scagliato molti decenni dopo un giovane medico argentino. In Australia sceglievano una moglie connazionale sposandosi per procura. E negli Stati Uniti capirono quasi tutti che il sogno americano era una grande balla. Lo capirono quando furono preda dei caporali a Ellis Island, prima di toccare il continente americano. Non era un bell’affare essere italiano. Peggio ancora se avevi un’idea politica di sinistra. Ci dovevi rinunciare. E se non lo facevi facevi una brutta fine:linciato dal ku klux klan o condannato a morte da innocente. Come successe a un calzolaio e a un pescivendolo italiani, Sacco e Vanzetti. Uccisi perchè anarchici. Peggio, perchè anarchici e italiani. Poco importa che fossero innocenti. Servivano dei capri espiatori. Alla faccia di Tocqueville e della sua “Democrazia in America”. La storia di Sacco e Vanzetti occupa brevi paragrafi nei testi di Storia contemporanea. La ricostruzione cinematografica di Montaldo e della sua bellissima pellicola del 1971 ci ha fatto capire di più della loro triste vicenda. Anche la musica. Soprattutto la canzone della bravissima Giovanna Marini, che conoscevo benissimo. Stasera ho scoperto questo pezzo di Joan Baez “la Giovanna Marini americana”. Li chiama confidenzialmente “Nicola and Bart”, coi loro nomi di battesimo, Nicola e Bartolomeo. Che questa orecchiabilissima canzone folk ridiventi un inno contro ogni forma di intolleranza, contro la paura e l’odio dello straniero, contro le ronde e le camicie verdi e nere che ancora infestano questo popolo di migranti. Ricordatevi Sacco e Vanzetti, le vittime di Marcinelle, gli esuli dall’Istria e dalla Dalmazia respinti alle frontiere, quelli che sono morti in Africa per inseguire le farneticazioni di un quaquaraquà o, più semplicemente, quelli che sono morti di stenti in una nave, in una fabbrica con orari sovrumani o in una miniera. Che i loro nipoti ricordino il sacrificio dei nonni e non abbiamo più pregiudizi nei confronti di chi parla una lingua diversa. Here’s to you, ecco a voi, Nicola and Bart

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