Primavera in posticipo

Altro che la canzone di Laura Pausini e James Blunt! Da queste parti, la primavera ha fatto capolino solo un paio di volte. Episodi isolati, niente di che. Da qui fino a fine aprile, dovrebbe essere sempre così: pioggia, cielo plumbeo e temperature massime ben al di sotto delle medie stagionali. Che allegria! Ovvio che questo influisca sull’umore che in questi giorni ha lo stesso colore del cielo. Fino a qualche anno fa, ricordo che il primo maggio era, oltre che la festa dei lavoratori, anche il primo giorno di mare. La mattinata in cui, all’improvviso, smettevo gli abiti primaverili, maglia interna lanafuoricotonesullapelle compresa, indossavo costume e infradito e portavo con me i rimasugli del latte solare dell’anno precedente. Niente bagno, per carità. Solo steso al sole a sentire quella piacevole sensazione della pelle che si riscalda. Poco importa se poi diventavo rosso come un gambero per un paio di giorni. In quel colorito paonazzo c’era l’entusiasmo per l’estate che si avvicinava. Ora, al primo maggio mancano dieci giorni. E ho ancora troppa lana addosso. Mi sa che per attenuare il pallore di quest’inverno infinito mi ci vorrà una lampada Uva. Basterà la consolazione che tra i tanti mali di cui soffre questa terra, il protrarsi del maltempo è quello per il quale abbiamo meno colpe? Mah! Alla faccia del “territorio ad alta vocazione turistica” per il quale “occorre rilanciare l’offerta turistica ed estenderla dodici mesi all’anno, attirando i visitatori dei Paesi freddi”. Da noi i “flussi turistici” durano una ventina di giorni ad agosto. E se continua così non vedremo neanche “i tedeschi vestiti come al mare che fan tremare, le signore coperte di animali sempre più rari”.
Che fare? Resistere, resistere, resistere!
P.S.: la collega Angela mi ha detto che nel libro “Ius Sanguinis” di Paola Bottero è riportato un mio articolo di fine 2007. Non nascondo che la cosa mi riempie di orgoglio, e provo un pizzico di rammarico per non aver preso parte alla presentazione, perchè oberato da impegni di lavoro. Ma comprerò presto il libro, che non vedo l’ora di leggere. E non solo perchè c’è il mio pezzo… 🙂

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