Rigurgito antileghista

In questi giorni mi domando se l’anomalia climatica attuale (in virtù della quale da Roma in su fa un caldo quasi estivo, mentre qui la temperatura è quasi invernale, con vento gelido che viene dal mare e la sera la temperatura è attorno a dieci gradi) sia anch’essa una conseguenza del federalismo fiscale voluto dalla Lega nord e approvato col placet del resto della maggioranza, più qualcuno della c.d. “opposizione”. Tagliano fondi e risorse verso il Sud e fanno in modo (con le conoscenze del Cainano è tutto più facile…) che anche la primavera arrivi prima da loro, lasciandoci una insopportabile coda di un interminabile inverno. E così, in questi giorni in cui si discute molto di programmi amministrativi e prospettive di sviluppo, mi sono convinto che l’unica prospettiva seria e capace di cambiare il corso delle cose è la Rivoluzione. Niente armi e guerriglia, per carità. Una rivoluzione pacifica, come quella immaginata dalla Bandabardò, che nell’introdurre “Succederà” si augurava l’ascesa al potere dei freakkettoni, unici soggetti capaci di costruire un mondo migliore. Ma andiamo per gradi. L’unico esperimento rivoluzionario attuato da queste parti risale all’immediato dopoguerra, quando a Caulonia, Pasquale Cavallaro e alcuni suoi compagni, proclamarono la “Repubblica rossa di Caulonia”. L’avventura durò poco tempo,ma destò scalpore e fu brutalmente repressa, forse con la complicità del vecchio Pci dell’allora guardasigilli Togliatti, che non tollerava, specie a quei tempi in cui il cordone ombelicale con Mosca era particolarmente forte, avventure isolate ad opera di spiriti eretici e indipendenti. Ebbene, sulla scorta dell’esperienza della Repubblica rossa di Caulonia, io immagino il riscatto del Sud, della Calabria e della Locride in particolare. Non me ne vogliamo gli amici moderati, specie il dottore Calvi e gli altri fondatori del Partito Popolare per Martone, che nei loro programmi sembrano privilegiare gli spettacoli e lo “scialapopolo”; il riscatto di questa terra disgraziata passa solo per la rivoluzione, ispirata dallo spirito della Repubblica di Caulonia. Io avrei individuato anche il capopopolo. Oggi come allora, sarà un Cavallaro. Pasquale Cavallaro, infatti era il leader della rivolta del ’45, partita sa San Nicola di Caulonia, Mimmo Cavallaro, oggi, potrebbe essere il capo di un gruppo di rivoluzionari pacifici ma determinati, che vogliono conquistare il potere a suon di tarantella, unico metodo capace di unire sensibilità politiche e ideologiche diverse, ma accomunate dalla voglia di rivalsa di questo popolo. Immagino le avanguardie rivoluzionarie munite di chitarre e tamburelli avanzare seguite da eserciti di danzatori, il cui incedere fa tremare la terra, ma in senso buono. Li immagino stordire con le note di “Mulinarella” Calderoli, Borghezio, Maroni, Cè e compagnia brutta. Li immagino conquistare i municipi di Verona, Sondrio, Bergamo, Como, giungendo in barca da Venezia, che a differenza di altri posti del Nord è sempre stata più aperta, ricettiva, ospitale. La rivoluzione arriverà dal mare. Come la “cometa che viene dall’Est” del “Ciao uomo”, del primo Venditti. Bypasserà le regioni evolute e tradizionalmente guidate dal centrosinistra (Emilia, Toscana, Umbria e Marche) che vanno già bene così e non è giusto che vengano conquistate, e attraverso i canali veneziani riuscirà a conquistare il Nord opulento e antisolidale. Dopo il prevedibile shock iniziale le popolazioni locali verranno conquistate con una potente somministrazione di prodotti tipici locali e a chi entrerà nei municipi conquistati verrà appesa al collo una corona di peperoncini. Questo per la prima fase. Dopodichè si procederà subito all’equa ripartizione delle condizioni meteo, ristabilendo l’ordine che prevede nebbia e freddo al Nord, sole e caldo al Sud; mentre la terza fase prevederà l’esportazione di ‘ndrangheta e malcostume vario dal Sud a tutto al Nord, anche in periferia, visto che nelle grandi città è presente da tempo. Le truppe dei suonatori rivoluzionari libereranno il Sud da tutti i suoi mali a ritmo di taranta, esportando definitivamente al Nord tutto quello che ha rovinato quest’area. Una sorta di grande rivalsa dopo un secolo e mezzo di sfruttamento del Mezzogiorno a favore delle grandi oligarchie del Nord. Io sono pronto a mettere a disposizione della causa rivoluzionaria la mia voce. Voi ci state?
«Vinni mu cantu a stu palazzo d’oru, cchiù non mi servi lu passari avanti…»

Io ci sto. “N’attu mundu è possibbili”. 🙂

Eppure l’attacco del brano ha un “non so che” di rivoluzionario, quasi come certe canzoni degli Inti illimani..
W la Rivoluzione della taranta! 😀

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3 Responses to Rigurgito antileghista

  1. francesca ha detto:

    Magari potrebbero stordire anche la mafia trasversale, i nostri rivoluzionari in chitarrella.
    E a proposito:
    “Solo 20 bottiglie di vino
    Chi dice di più ,chi dice di meno
    Chi vuole la calma serena e orgogliosa
    Di chi crede,di chi osa
    Alzate le mani, alzate le mani!
    Un articolo molto richiesto
    Lo sguardo del rapace
    Per non perdere di vista
    Ogni minimo segno di pace
    La vista serve alla concentrazione
    Di chi non si perde perché fa attenzione
    Serve alla memoria per non confondere la storia
    Servono venti bottiglie di vino….
    Alzate le mani, alzate le mani!
    Per 20 bottiglie di vino
    Un po’ d’erba del vicino
    L’emozione dentro al canto
    Una risata dopo il pianto
    Un finale da carnevale
    Il diverso diventa uguale…”

  2. Virginia ha detto:

    Salendo salendo, passate di qua e pigliate pure me nelle truppe rivoluzionarie! Mi aggregherò alla rivoluzione con un apporto originale di tricchebballacche e scetavaiasse! E volendo pure tammorre e putipù! Che non si dica che la Campania non si è ‘assollevata’! 🙂

  3. domenico ha detto:

    ho visto sul sito-blog di mimmo cavallaro (www.myspace.com/taranproject) che il 13 giugno sarà a benestare e poi il 27 giugno a monsterace….

    d.

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