Numeri o lettere?

Stamattina ho sentito alla radio che si chiude oggi la fiera del Libro di Torino, città che non ho mai visitato ma che mi riprometto di vedere appena sarà possibile. Ebbene, il dato più confortante di questa manifestazione che nel suo genere è la numero uno in Italia, è la grandissima partecipazione dei giovani che leggono tanto, tantissimo, sicuramente molto più della mia generazione alla loro età. Quando ero io adolescente, infatti, quelli che compravano i quotidiani erano mosche bianche e i più si fermavano a quelli sportivi. Libri, poi, pochissimi. Oggi, invece, i giovani leggono di più e questo è un dato incoraggiante, visto che noi 30-40enni siamo sempre pronti a bacchettarli e criticarli per qualsiasi cosa. Uno dei pochi libri che lessi quand’ero adolescente fu “Avere o essere” di Erich Fromm, un grande saggio che andava in voga alla fine degli anni ’70. Parlava di queste due modalità esistenziali e fu per me una lettura davvero illuminante. Ora, 32 anni dopo, mi viene in mente una sorta di subclassificazione delle modalità esistenziali, considerate dal punto di vista dell’attitudine allo studio e alla pratica professionale: c’è, infatti, chi vive all’insegna dei numeri e chi è portato per “le lettere”. In genere i primi sono più pragmatici, guadagnano bene, vivono per lavorare, guadagnare, consumare, pretendere; i secondi, invece, si barcamenano in una perenne precarietà economica, ma si dedicano alla cultura, all’arte, alla letterattura e a tutto ciò che ha a che fare con la creatività. Poco importa che siano molto più poveri dei primi: vivono come piace a loro e oramai sembrano più una riserva di reduci nel sistema capitalista che stritola gli estri creativi e tende ad omologare tutti. Ebbene, sono contento che ci siano tanti, tantissimi i giovani, che vivono all’insegna delle “lettere”. Oggi, le principali figure istituzionali spingono i giovani a studiare ingegneria, matematica, statistica e discipline scientifiche in genere, che garantiscono sbocchi professionali immediati e redditizi. Io, mi trovo meglio con chi vive “per le lettere”, indipentemente dal lavoro che fa e dalla sua situazione economica personale. Ma ve lo immaginate un futuro fatto da tanti piccoli Tremonti? 😀

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3 Responses to Numeri o lettere?

  1. pietro ha detto:

    Anch’io ho avuto il piacere di leggere “Avere o Essere”, insieme ad altri libri ri Fromm (tra i quali “L’Arte di amare”), che mi cambiarono addirittura il carattere e mi consentono capire più in fretta i caratteri delle persone con le quali mi rapportavo e mi rapporto.
    Per ciò che riguarda le due tipoligie di filosofia di vita, Gianluca, mi metto volentieri nella seconda…magari le lettere sono messe nel posto sbagliato, ma quanto a sregolatezza economica e al vivere come piace a me, cioè alternandomi in avventure completamente diverse, posso considerarmi “ultramilionario”…

  2. Virginia ha detto:

    …io amo sia le lettere che i numeri… che fai, Gianluca, mi cancelli dalla lista degli amici? 😉

  3. […] 18 maggio 2009 – Numeri o lettere? Il blog di Gianluca Albanese Il mondo degli scolarizzati è diviso tra chi si specializza nelle lettere, dunque nell’arte, nella creatività, nell’immaginazione slegata dalle realtà materiali e nelle difficoltà economiche tutti i giorni. Ci sono poi quelli votati ai numeri, ai calcoli, alle innovazioni pratiche, alla sicurezza economica. Gianluca dichiara di favorire i primi. Ma è possibile secondo voi creare una complementarietà tra questi due mondi culturali? […]

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