Boicottiamo il referendum del 21 giugno!

Confesso di nutrire una grande stima per Bruno Tabacci dell’Udc. Da sempre. Anche se siamo molto distanti politicamente. Ma in comune abbiamo una grande onestà intellettuale. Lui, quand’era al governo, metteva a nudo le contraddizioni della coalizione durante i suoi interventi a Ballarò; poi, con lo strappo della Rosa Bianca ha influito sulla scelta del suo partito di correre da solo; ieri, poi, ha spiegato in maniera chiara e inequivocabile perchè non andrà a votare al referendum istituzionale del 21 giugno, che se dovesse passare renderebbe ancora più mortificante per la democrazia la già pessima legge elettorale, ribattezzata dal suo abbronzatissimo autore “Porcellum”. La proposta di Segni e degli altri 2-3 referendari, oltre a mantenere lo sbarramento per Camera e Senato, introduce il premio di maggioranza per il partito che prende più voti, non più per la coalizione, spingendo verso un bipartitismo compiuto Pd-Pdl, proprio quello che gli elettori hanno dimostrato di non volere, premiando Lega, Idv e Udc (anche la sinistra avrebbe potuto essere premiata, se si fosse presentata unita e avesse presentato qualche faccia nuova, ma questa è un’altra storia…). Tabacci ha “sgamato” Segni con questa semplicissima considerazione: «Tu sei a favore del sindaco d’Italia, se vuoi il presidenzialismo dillo chiaro, ma sappi che il presidenzialismo che vorreste spacciare come qualcosa che ci avvicina alla forma di governo americana, in realtà da noi ci porterebbe a emulare il sistema argentino o russo, per la mancanza di pesi e contrappesi previsti dalla costituzione Usa». Più chiaro di così… Il leaderismo, la spettacolarizzazione della politica, la personalizzazione del voto e il berlusconismo dilagante hanno fatto dei danni irreversibili alla democrazia in appena tre lustri. Oggi un capo dell’esecutivo, sia esso giunta comunale, provinciale, regionale o nazionale, si sente emulo di Luigi XIV e pensa che di impersonare l’istituzione pubblica solo perchè è stato eletto direttamente dal popolo. Insomma, vogliono spacciare ogni elezione per una sorta di plebiscito. Io no. Io voglio rimanere in una repubblica parlamentare in cui tutte le forze politiche, e quindi tutte le idee siano rappresentate nelle assemblee elettive. L’anno scorso, alle elezioni politiche molti elettori di sinistra abboccarono alla colossale balla del “voto utile”, turandosi il naso e votando Pd, per poi pentirsene il giorno dopo. Se passa il referendum, saremo praticamente costretti a votare o Pd o Pdl, magari turandoci il naso. Io no. Io voglio che la gente vada a votare con le narici libere, talmente aperte da incamerare la massima quantità di ossigeno, prendere un respiro profondo e votare con coscienza. Già lo sbarramento è uno sconcio di per sè, perchè fa in modo che i voti di milioni di italiani vadano dispersi, figuriamoci il premio di maggioranza per il partito che prende più voti. Mi sono rotto le scatole, del porcellum, del bipartitismo perfetto che vive solo nella mente dei militanti e dirigenti di Pd e Pdl, delle riforme in senso presidenzialista, di sindaci eletti direttamente dal popolo che dopo due mandati fanno eleggere un prestanome per poi comandare sempre loro, di machiavellismi vari e di un’intera (o quasi) classe politica che si sta berlusconizzando. Io sono stato militante politico per un anno e mezzo. E’ stata una delle esperienze meno costruttive ed entusiasmanti della mia vita. E che non mi si venga a dire che questo mio giudizio negativo dipende dal partito, perchè è ovunque così. Mi sono fatto l’idea che la militanza politica sia ormai una sorta di multilevel marketing in cui i militanti di base portano l’acqua al mulino di classi dirigenti cristallizzate e verticistiche. Ai militanti chiedono tempo e denaro e magari di spendere la propria credibilità personale, in nome di un’idea, di un simbolo, della storia. Loro, i capi, si prendono le indennità, gli assessorati e quant’altro ci sia da spolpare, elargendo briciole di prebende ai pochi eletti che vogliono loro in base ai sempre attuali dettami del manuale Cencelli, spesso conducendo “campagne acquisti” di candidati che fanno comodo all’ultima ora e sacrificando, se non dimenticando, chi da una vita si spende come semplice militante in maniera disinteressata. Gli over 35 ricorderanno il personaggio interpretato da Maurizio Ferrini in “Quelli della notte”, riuscitissimo programma televisivo della seconda serata nel 1985. Il comico emiliano faceva la parodia del militante tipo dell’allora Pci, quello che a ogni “contrordine compagni” che arrivava dai vertici alla base, mostrava cieca obbedienza, ripetendo, tra sè e sè «non capisco, ma mi adeguo». Io no. Io capisco e non mi adeguo. Capisco che questa commercializzazione della militanza politica è stata quella che ha fatto allontanare la gente dalla politica attiva. Una volta i manifesti elettorali erano semplici, ma d’impatto. Sfondo blu, cerchio centrale col simbolo e la scritta “Vota Pci”. O quelli della Dc con lo scudo crociato a mò di usbergo contro il pericolo bolscevico, e così via. Ora no. Anche i candidati che si presentano coi simboli della sinistra storica, fanno i megamanifesti (pardon, cartelloni, la parola “manifesto” mi sembra assai impropria…) da metri 3×6 da affiggere vicino ai centri commerciali. Non vedo alcuna differenza, se non nel simbolo, tra il “3×6” del candidato della lista comunista e il megacartellone di uguale misura affisso dal titolare di un centro commerciale (che alle europee del 2004 era candidato) che si fece immortalare nei “3×6” insieme ai propri dipendenti, usati come “modelli” di giovane età. Questa politica, fatta così non mi piace. Non mi piaceva andare alle riunioni della federazione provinciale dopo una giornata di lavoro, farmi cento chilometri all’andata e cento al ritorno per sentirmi dare risposte banali del tipo «fate le primarie» da chi avrebbe dovuto darmi chissà quali suggerimenti di strategia politica, alla luce della sua straordinaria esperienza. Non mi va di sentirmi dire «i primi cento che si prenotano parteciperanno alla cena con l’europarlamentare XXXXX YYYYYY» come se fosse un divetto uscito da poco dalla casa del Grande Fratello. Non mi va, non mi identifico neanche con la disciplina di partito di alcuni fraterni amici che militano nel Pd e che, per disciplina di partito, votano anche chi ha contribuito alla loro marginalizzazione all’interno degli organismi locali. Il concetto di “disciplina di partito” non mi appartiene. Questo è il principio che con una vittoria del referendum verrebbe trasferito dai poveri militanti ai poverissimi elettori: votare per il meno peggio, per il “voto utile”, per “o mangi ‘sta minestra, o salti ‘sta finestra”. Io no, non ci sto. Voglio un ritorno a un sistema parlamentare puro, nel quale le idee di tutti vengano rappresentate, grazie a un sistema elettorale proporzionale. Sono e rimango fedele al partito del «voto per chi ca…o voglio», senza liste bloccate, senza sbarramenti, senza premi di maggioranza, con un sistema proporzionale puro. Voglio che chiunque abbia delle idee e qualcosa di buono da proporre per il bene comune possa candidarsi ed essere eletto, anche se non ha mai fatto parte della “casta politica”. Voglio tornare ai tempi in cui l’imbianchino Antonio Ferreri, mirabile esempio di coerenza e fedeltà ad un’idea, sfiorò l’elezione al parlamento. Voglio tornare alle idee, ai simboli, ai programmi, non alle facce sui 3×6, alle foto ritoccate e alle convention. Il problema, caro Segni, non è nel sistema elettorale: è all’interno dei partiti, è nell’uso distorto della democrazia che avete fatto in oltre sessant’anni di Repubblica. Una volta si potevano candidare solo i notabili e il suffragio era limitato. Era poco più di un secolo fa. Oggi il suffragio è universale ma praticamente si possono votare (salvo rarissime eccezioni) solo i nuovi notabili, quelli della “casta”. Io no. Io mi sono stufato di vedere indicata come esempio di democrazia la costituzione americana, che prevede sì un sistema di pesi e contrappesi tra Presidente e Congresso (il famoso esempio di John Adams che li indica come «due fanciulle che si dividono un dolce: una taglia e l’altra sceglie») ma si basava, all’epoca in cui fu creata (dopo il 1776), sul fatto che «i rappresentanti politici devono essere preferibilmente ricchi, perchè questo li rende incorruttibili, dato che stanno talmente bene da non aver bisogno di essere corrotti», sulla scorta del pensiero di Harrington, uno che nella sua Inghilterra sosteneva nel XVII secolo che il potere politico doveva essere detenuto da chi possedeva i 2/3 delle proprietà terriere. Stiamo parlando di diversi secoli fa. Mi chiedo cosa sia cambiato oggi rispetto ad allora. E cosa potrebbe cambiare ancora in peggio, se dovesse passare questo referendum, che non fa altro che selezionare ancora di più, una casta che diventerebbe ancora più onnipotente e saccente. Io non ci sto. Boicottiamo il referendum. Il 21 giugno inizia l’estate: andiamo al mare!

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13 Responses to Boicottiamo il referendum del 21 giugno!

  1. terabytespinosi ha detto:

    No, assolutamente non sono d’accordo sul boicottaggio. Trovo irritante che delle persone intelligenti invitino un popolo già disinteressato alla politica a fregarsene del tutto in nome poi di cosa? “Io non mi sento rappresentato dalla classe politica italiana e quindi non vado a votare”, e allora? Credi che interessi a qualcuno? Le votazioni vanno avanti lo stesso e anche se oltre la metà degli elettori non vota o vota altro i due schieramenti che a mala pena superano il 30% esultano lo stesso e poi succede che ti senti un po’ un pesce perchè poi ti rendi conto che della tua protesta nessuno se ne è interessato.
    In un referendum si potrebbe pensare di farlo fallire non facendo raggiungere il quorum, ma così facendo cosa ottieni? Niente, che se non passa o vince il no ci teniamo la legge “porcellum”. A questo punto fai prima ad andare e votare no se proprio ti piace tanto.
    Già lo fanno raramente di chiedere il giudizio alla popolazione su di una legge, almeno quando lo fanno andiamo e diamo il nostro vero parere.

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Benvenuto. Le ragioni dell’invito all’astensione sono chiare: la proposta referendaria, qualora dovesse passare, andrebbe a peggiorare ulteriormente questo sistema elettorale già di per sè penalizzante. Da sedici anni a questa parte siamo stati bombardati da riforme del sistema elettorale: elezione diretta del sindaco, sistema maggioritario con quota proporzionale del 25%, ritorno al proporzionale con lo sbarramento, e così via. Cosa è cambiato? Nulla in meglio. Anzi, la partitocrazia è cresciuta fino allo sconcio delle liste bloccate senza poter esprimere le preferenze. Bisogna tornare ai partiti veri, alle sezioni, e non alla partitocrazia o al leaderismo. Il problema non sta nel sistema elettorale, ma nelle classi dirigenti dei partiti, credimi. Quanto all’importanza del referendum come strumento di democrazia diretta, mi sa che da qualche lustro a questa parte se ne stia abusando, tanto che la maggior parte delle volte non si raggiunge il quorum. Spero che il 21 giugno questa tendenza venga confermata.

  3. terabytespinosi ha detto:

    Beh, allora non c’è bisogno di boicottarlo scusa. Sei convinto che se vincesse il Sì le cose peggiorerebbero? Allora vota no. Boicottando io sono dell’idea che passi il messaggio sbagliato, ovvero che gli italiani non vogliono essere scocciati, legittimando i politici a fare quello che già fanno troppo, ovvero decidere in base a preferenze personali senza curarsi di quello che realmente pensano non solo gli italiani ma i loro stessi sostenitori.
    Il referendum uno strumento abusato? Scusami ma non sono d’accordo, che lo usassero molto di più. Dal canto mio sarei disposto a dare un mio parere tutti i giorni (a patto che inventino un sistema per non farmi andare a votare in un seggio e perdere del tempo), mi alzerei, farei colazione, voterei ed andrei a lavorare (supposto che io lo trovi un impiego… ma questa è un’altra storia).
    In ogni caso, ci tengo a precisarlo, sono solo opinioni personali.

  4. Virginia ha detto:

    Boicottarlo proprio del tutto no, Gianluca… premesso che secondo me è un referendum pericolosissimo per quel che riguarda i primi due quesiti, perché se vincono i sì alle prossime politiche rischiamo di avere Berlusconi o la Lega con un potere assoluto, ma il terzo referendum va votato: sì alla fine delle candidature in più collegi. Io insomma mi asterrò sulle prime due e voterò sì alla scheda rossa, quella sulla disciplina delle candidature, a favore dell’ abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione.

  5. Virginia ha detto:

    x Tera: votare no legittima il porcellum in maniera definitiva. Meglio astenersi alle prime due e votare sì alla terza.

  6. terabytespinosi ha detto:

    Boh, sarò limitato ed inadatto alla politica però tutto questo discorso sull’astenersi proprio non lo capisco. Posso capire che uno dica “sono brutte entrambe le prospettive” ma se sono le uniche ad essere proposte uno alla fine dovrebbe votare la meno peggio. Se a uno il porcellum piace o ritiene che sia la meno peggio che vada e voti no, punto.
    Se la gente fosse veramente intelligente si asterrebbe dal voto solo in caso che non comprenda la situazione e quindi non si senta in grado di esprimere un giudizio, ma questo non avverrà mai.
    Capisco che ci siano argomenti delicati che probabilmente non sono compresi dalla massa (e con le generazioni che stanno venendo su mi vengono i brividi a pensare che potrebbero essere chiamati a dire la loro), me compreso, però l’alternativa è lasciare che i politici (che non sono del tutto certo che tutti ne capiscano di più di noi massa) facciano come vogliono con la scusa che noi non capiremmo. Altre alternative non ne vedo. Felicissimo di sbagliarmi comunque.

  7. angelo ha detto:

    Come cittadino il termine boicottare un Referendum che
    è l’espressione massima di Democrazia e partecipazione della gente, non fa parte del mio linguaggio. Uno va e vota si o no esprimendo così la sua volontà.

    In base al quesito io sono daccordo con questo Referendum e con chi lo ha proposto. La questione che ha reso ingovernabile ogni qual volta ha vinto il Centro Sinistra è stato sempre mettere daccordo quel partito o quell’altro uomo. Ricordo ancora Ministri della Repubblica partecipare a manifestazioni contro il loro stesso governo.
    E’ giusto che chi prende la maggioranza relativa governi assumendosi tutte le responsabilità.
    Perciò il 21 Giugno andiamo tutti a votare e mandiamo a quel paese i Bossi, Vendola, Casini, Lombardo, Francescato e tanti altri.

  8. sara ha detto:

    sono d’accordo con te sull’idea del boicottaggio…
    sono giovane e sicuramente non ho esperienza di politica ,ne teorica ne pratica…per questo ho deciso di studiare,di sapere.
    mi sto laureando in filosofia e,ora, sto leggendo l etica e la politica di Aristotele.quello che mi chiedo è se almeno uno dei “politici” di questo paese(o mondo?),abbia letto almeno una parte di questi testi,che hanno gettato le basi della nostra cultura,sociale e politica.
    io so che un politico è un uomo saggio,virtuoso..che cura l’anima,che ama e ricerca il buono e il giusto..privato e pubblico..che poi sono le due faccie di un unica cosa.è un uomo che ha come scopo quello di formare cittadini buoni,ed impegnarli in azioni belle.
    mi sembra cosi semplice ma cosi funzionale questo discorso..è un elogio al bello e al buono.
    non capisco pero qual’è il nesso tra quello che studio e quello che vivo..lo schifo che vivo…e me ne vergogno..
    penso che l unico modo per uscire da questa fogna di sistema è quello di astenersi…come per l’ignoranza la migliore arma è l’indifferenza…dobbiamo smettere di stare al loro gioco,a costo di essere arrestati….dobbiamo unirci.trovarci innanzi tutto…il problema piu grande forse è che le masse (noi) dormono..ci siamo dimenticati che i politici sono nostri dipendenti a tutti gli effetti..pagati da noi..con il nostro sudore…per questo è impensabile l’idea di scegliere per forza qualcuno..il menopeggio..non esiste..io scelgo di non scegliere nessuna delle merde che sono in parlamento..e non credo che il referendum sia giusto in sè solo perche popolare..perche la scelta non è libera sedecidono loro chi e come votare,se danno loro tutte le condizioni.
    e anche se potremmo votare per far sentire il nostro dissenzo..credo fermamente che sia meglio astenersi del tutto..anche dal frequentare certi ambienti che sappiamo tutti essere logori dall’egoismo e dalla brama di potere…sentimenti che hanno creato un mondo che ormai è diventato invivibile…

  9. sara ha detto:

    dimenticavo la cosa piu importante che ti “appoggio” :
    tutti al mareeeeeeeeeeeeeeeeeeeee….
    che magari ci troviamo tutti la e ci organiziamo per la nostra prima vera Rivoluzione di Coscienze…
    che sarebbe pure ora..
    svegliamoci che se no tra un po saremo solo vittime dell’ennesimo orrore umano..

  10. gianlucalbanese ha detto:

    E vai Sara! Finalmente una voce autentica, genuina del dissenso. Le tue sono considerazioni molto “grilline”, arricchite dagli studi di filosofia. Torna a trovarci e…domenica lunedì…tutti al mare! 🙂

  11. Carmine ha detto:

    Noi abbiamo iniziato………voi?

    Lunedì 6 aprile 2009, i responsabili del Direttivo Nazionale di Emergenza Democratica, hanno depositato presso la Corte di Cassazione una proposta referendaria, riguardante la Legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in materia di trattamento economico dei parlamentari (l’abrogazione di questa Legge, comporterà l’entrata in vigore della Legge 1102 del 9 agosto 1948, con una drastica riduzione della loro retribuzione).
    Se quella trentina di parlamentari che da 20 anni stanno decidendo il nostro futuro e quello dei nostri figli, non avranno provveduto a far recuperare quel 30/40% di potere d’acquisto, che milioni di salariati hanno perduto dall’entrata in vigore dell’euro presenteremo una ulteriore proposta referendaria, per ripristinare l’Indennità Integrativa Speciale (scala mobile), chiedendo l’abrogazione di quelle Leggi che l’hanno soppressa e, nel mese di Novembre, presenteremo un altro referendum, per abrogare il finanziamento pubblico ai partiti.
    Per chi vuole partecipare: http://www.emergenzademocratica.net
    Partecipiamo: gli italiani non devono più sentirsi impotenti, di fronte allo strapotere della politica!

    Gianluca, vuoi boicottare anche questo?

    Ciao
    Carmine

  12. maxreale ha detto:

    Sara mi ha tolto le parole di bocca…. in effetti i nostri rappesentanti sono delle merde altrimenti non vivremmo in questa giungla in cui viviamo.
    Pero’ anche astenedoci faremo felici gente come Bossi e Calderoli…

  13. sara ha detto:

    max hai ragione anche tu…all’inizio pur astenendoci continueremo a fare il loro gioco…ma non piu di quanto stiamo facendo ora ,andando a votare, come pecore, quando il pastore suona la campana!
    all’inizio quindi saremo comunque “incastrati”..ma,secondo me ,
    è solo facendo dei primi piccoli passi in questa direzione che potremo ricominciare a sperare di essere liberi..
    liberi di vivere come si deve,semplicemente.
    ciao a tutti!

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