Il fine giustifica i mezzi

luglio 31, 2009

Federica Pellegrini bonazza

Complice il secondo successo mondiale di Federica Pellegrini ai Mondiali di nuoto di Roma, mercoledì l’inutile blog ha polverizzato il precedente record di 744 contatti in un giorno, arrivando a 854 (nuovo primato). Insomma, Federica e l’inutile blog viaggiano di pari passo, macinando primati su primati in contemporanea. Va da sè che è tutto merito suo per questa impennata di contatti e io sono pronto a riconoscerglielo. Ora, in barba a tutte le considerazioni etiche fatte in un post precedente, mi piacerebbe sfondare il tetto dei mille contatti giornalieri. E c’è un solo modo per tentare l’impresa 🙂

IN ginocchio da me

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Cessarè

luglio 28, 2009

Rocco Gatto

GIOIOSA JONICA Un viaggio lungo quelle strade di campagna che conducono a Cessarè, la contrada di Gioiosa Jonica laddove crebbe la ‘ndrangheta rurale che iniziò la sua ascesa criminale praticando il pascolo abusivo, strade in cui fu ucciso il mugnaio comunista Rocco Gatto, uno che si ribellò alla ‘ndrangheta denunciando con nomi e cognomi chi già da allora opprimeva la gente per bene; ma anche un excursus degli anni ’70 nella Locride dei giovani, quella che si ribellava, che lottava per uscire dall’isolamento, quella che cominciava a combattere la mafia, ma chiedeva anche pane e lavoro, scuole e infrastrutture. Il documentario “Cessarè” della giovane regista Rina Amato, romana di adozione ma gioiosana di origine, è stato presentato in anteprima nazionale domenica sera nell’arena di palazzo Amaduri, nel cuore del centro storico di Gioiosa Jonica. Nelle due ore circa del lungometraggio si ripercorrono luoghi, fatti e frammenti di storia contemporanea, vissuti attraverso i racconti dei protagonisti dell’epoca: Ciccio, il fratello di Rocco Gatto, il sindaco Modafferi, scomparso da pochi mesi, don Natale Bianchi, il sacerdote di sinistra sospeso a divinis dal vescovo e che attraverso la militanza politica coinvolse i giovani nella lotta, creando lavoro per le donne grazie alle sue cooperative, e i tanti ragazzi di Africo Nuovo, Caulonia, Siderno, Bivongi, oggi cinquantenni, che rivendicano i risultati di quegli anni di passione e militanza, di protesta e socialità. Sotto il cielo stellato di domenica, chi quegli anni li ha vissuti, ha ricordato volti e momenti; chi invece all’epoca non c’era, ha avuto la possibilità di conoscere meglio la storia della Locride di trent’anni fa. Una storia di battaglie per una strada o una stazione e contro lo strapotere della ‘ndrangheta che impose la chiusura del mercato domenicale dopo la morte di un boss. In mezzo, come dicevamo, le strade in cui Rocco Gatto consegnava il grano ai clienti. In sottofondo, il ticchettìo costante di uno dei suoi amati orologi, quelli che riparava per passione. Alla fine del documentario, molti intellettuali calabresi di primo piano formulano le loro proposte per combattere la mafia. Ci piace pensare che il ticchettio di uno degli orologi di Gatto si trasformi nell’eterno battito di un cuore: il cuore di chi non ha dimenticato e che pompa il sangue di chi è retto da un anelito di giustizia e legalità che ispira ogni azione della vita quotidiana di ogni calabrese per bene.

GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it


Mossa azzeccata

luglio 28, 2009

Ormai, mi sono autoconvinto che sono pronto a dirigere un grande magazine nazionale 😀 L’aver applicato il principio dell’effetto-bonazza, infatti, ha provocato un’impennata di contatti nell’inutile blog, che nella giornata di ieri ha stabilito il proprio record assoluto (744 contatti in una giornata). Come è potuto accadere? Semplice. Ho messo la foto di Federica Pellegrini qualche giorno fa, e, complice il successo mondiale della nuotatrice veneta, in tanti hanno cercato sue foto nei motori di ricerca, andando a finire sul mio inutile blog, che era sicuramente tra i primi siti proposti digitando “Federica Pellegrini” su Google o altri motori simili. Ora non metterò altre sue foto. Non voglio che i dati di lettura di questo strampalato spazio virtuale risultino “dopati”. E quindi, mi congedo con una semplice riflessione: nel fitto calendario di eventi culturali e ricreativi della riviera dei Gelsomini, da qualche giorno a questa parte e fino alla fine di agosto, c’è davvero l’imbarazzo della scelta: Riace, Gioiosa Jonica, Caulonia, Roccella Jonica, Locri e così via. A Siderno, invece, non c’è niente, se non un premio letterario curato con passione da un collega che ama la poesia dialettale. Ma dura un giorno. Per il resto, nessuna alternativa allo struscio sul lungomare che mi sta simpatico come la sabbia sul letto, o al “tunz-tunz” dell’unico lido attivo. Per fortuna, sono automunito, termoindipendente, militesente e con una buona esperienza specifica nel settore “Resistenza umana”. Adelante! 🙂

A proposito di eventi culturali… Venerdì 31 alle 21,30 sul lungomare di Roccella, tutti alla presentazione di “Strade interrotte”, il libro di racconti del nostro amico Pietro Sergi. Vi aspetto! 🙂


I colori della memoria

luglio 26, 2009

Congiusta dipinto da Spatari
murales Congiusta

Trio davanti alle impronte

RIACE Un’altra Locride è possibile. Anzi, c’è già. È quella parte di Locride che non si rassegna al giogo della mentalità mafiosa, intinge le proprie mani nella vernice per lasciare l’impronta sul muro, disegna i murales dei volti delle vittime di ‘ndrangheta e si ritrova in una torrida notte di mezza estate a Riace, splendido borgo antico, divenuto paese simbolo dell’accoglienza e di un altro modo di essere Locride. C’era davvero una bella atmosfera venerdì sera alla presentazione del libro “Ius sanguinis” di Paola Bottero, nel quadro della manifestazione “I colori della memoria”. Dopo la proiezione di due filmati dedicati a Gianluca Congiusta e Federica Monteleone, si è aperto il dibattito, moderato da Raffaella Rinaldis. Il sindaco di Riace Mimmo Lucano ha evidenziato l’importanza della manifestazione: «Per uccidere una persona ci vuole un attimo, mentre per costruire qualcosa di positivo di vuole un sacco di tempo. Spero che questa manifestazione sia la prima di una lunga serie». Dopodichè la parola è passata a Iske Maas, moglie di Nik Spatari, l’artista di Mammola che ha realizzato uno dei murales di Riace, raffigurante il volto di Gianluca Congiusta, le cui lacrime, da azzurre, diventatano rosse come il sangue. Spatari, con il suo Mu.Sa.Ba., ha subito nel corso dei decenni, diverse intimidazioni, ma come ricorda la moglie «Abbiamo sempre resistito, dimostrando di non avere paura». Un esempio da seguire. Così come quello di Mario Congiusta, che dopo aver ricordato «Quando a Nik Spatari rovesciarono addosso un carico di sabbia da un camion, rischiando di soffocarlo» ha espresso una forte autocritica «Alla mia generazione, che non ha fatto mai abbastanza per rompere con l’omertà e reagire alla sottocultura mafiosa. Dall’omicidio di Lollò Cartisano in poi – ha proseguito – sono sempre stati i giovani a mobilitarsi e a reagire, e forse li abbiamo lasciati soli. È vero che le forze dell’ordine e la magistratura fanno il loro dovere, ma ognuno di noi dovrebbe chiedersi quanto non sia complice, col proprio silenzio, della criminalità». Le conclusioni sono state affidate all’autrice del libro, la “calabro-piemontese” Paola Bottero: «Nik Spatari col suo dipinto murale ha colto in pieno lo spirito del libro, con le lacrime che diventano sangue. Non sono scesa dal Piemonte con la pretesa di dare una sferzata ai calabresi, non ne hanno bisogno. Spero soltanto che il mio libro abbia offerto qualche spunto di riflessione per rompere l’indifferenza, un pò come fanno questi splendidi murales. Non voglio definire vermi gli ‘ndranghetisti perchè offenderei i vermi; dico solo che la ‘ndrangheta è un cancro schifoso che si combatte anche col dialogo, col coraggio di parlare».

GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it


Una “Corrida” d’argento

luglio 23, 2009

CuccaCorrida 230709

L’estate è bella anche per questo: ti ritrovi a cena con gli amici migliori in uno dei tuoi locali preferiti, e vieni coinvolto in un concorso canoro e non, una sorta di “Corrida” organizzata dalla simpaticissima Rosyta (quella col microfono in mano nella foto), la titolare de “La Cuccagna” di Guardavalle. E così, eccomi rientrare a casa, tronfio come il “Caciacio” dopo una gara di tuffi – difficile da capire il riferimento per i non sidernesi, ma un giorno vi spiegherò – con la mia medaglia d’argento per il secondo posto. Per la cronaca, ha vinto una ragazza del posto, bravissima a fare la danza del ventre, mentre terzo è arrivato il corpulento turista che si è esibito in una canzone di Celentano. Una quindicina i partecipanti, con la classifica redatta in base all’applausometro. Va detto, per dovere di cronaca, che oltre alla medaglia “stile Caciacio”, ho vinto anche una pizza per me e per i miei amici da consumare nello stesso locale quando vorrò, quindi, se c’è qualcuno che si vuole aggregare, siete i benvenuti. Ne ho voluto scrivere adesso, ora «che l’eco si è smorzato appena, delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici», per ringraziare i miei amici che, come sempre, mi regalano questi momenti di autentica serenità, che apprezzano l’autoironia e lo spirito giocoso che non mi vuole proprio abbandonare in certe circostanze, anche ora che mi avvicino agli “anta”. Ringrazio anche Rosyta per la meravigliosa ospitalità e per il “peso politico” che forse ha avuto nel decretare questo piazzamento d’onore. Dedico a lei questo “successo” personale, e anche a Paola 🙂
Buonanotte!


Pensiero politicamente scorretto

luglio 22, 2009

Uno dei tanti pensieri politicamente scorretti, direbbe qualcuno. E ha ragione. Ma a vedere i servizi dei Tg che informano sulle maggiori misure di prevenzione contro le stragi del sabato sera, penso…«Era ora!». Ma cosa aspettavano, altre vittime? Chiarisco subito un punto: a ottobre faccio 39 anni, un’età in cui, in genere, si comincia a stufarsi delle discoteche e di un certo tipo di pseudodivertimento artificiale e preconfezionato, poco intelligente e massificato. Però, a pensarci bene, a parte qualche episodio isolato, in discoteca mi sono sempre fatto due palle così, anche quando avevo vent’anni. Da allora ad oggi la situazione è cambiata in peggio: sono troppi i casi in cui i ragazzi cedono all’assurdo imperativo «Se non mi drogo/impasticco/ubriaco non mi diverto». Che gran cazzata! Così come i rave party e i vari megaraduni! Lo so, sembro un vecchio brontolone, ma la generazione “nènè” di oggi, quella dei mollaccioni che non vogliono fare niente, s’impasticcano e bevono come spugne, fumano canne come se fossero Kim e fanno la vita da discoteca, avrà molte più probabilità di diventare una generazione di rincoglioniti precoci tra qualche decennio. Già, perchè i costi sociali di questi costumi così dissoluti li pagheremo tra non molto. Si badi bene, non voglio generalizzare e so che non tutti i ventenni sono così; non voglio fare nemmeno moralismo, perchè apprezzo il buon vino e la birra fresca d’estate. Ma se dovessi pensare che se non mi ubriaco o non assumo droghe non mi diverto, mi sentirei davvero un coglione. Quasi come quel patetico vecchietto che dal palco dice che «é pieno di belle figliuole e solidi imprenditori, e poi non sono un santo». Probabilmente anche lui fa uso di pasticche colorate, altrimenti difficilmente potrebbe lasciarsi andare ai suoi amplessi a pagamento (migliaia di euro a botta, per intenderci). Ecco, sapere che c’è della gente che fa abitualmente uso di droghe e abuso di alcool mi rende triste, mi fa capire che vivo in una società malata e in un tempo schifoso. Altro che prendere con filosofia la vita! Mi consola, forse, il fatto che siamo giunti a un punto di non ritorno, che peggio di così non potrà andare, ma se gran parte della gioventù italica beve e s’impasticca e i politici vanno avanti a viagra e cocaina per reggere i rapporti a pagamento, mi sa che siamo messi proprio male!


A tutti i Minoxidil-dipendenti

luglio 21, 2009

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Dalla home page del sito che è la pagina iniziale del mio browser (ma solo per il fatto che ho una casella di posta elettronica lì) ho appreso finalmente una notizia leggera ma bella. Già, perchè di solito il livello delle informazioni fornite è molto scadente: in genere, infatti, si parla di Belen (che palle con ‘sta Belen, a me non piace neanche…) o di Beyoncè che non vuole farsi fotografare il generoso “lato B”, passando per “l’elogio della sveltina”. Oggi, invece, una notizia più interessante (si fa per dire) che però conferma un mio vecchio assunto: pare che ai tempi di Zelig la Hunziker (mica una “ragazza della porta accanto”) fosse cotta di Claudio Bisio. Insomma, ancora una volta, i pelati dimostrano di esercitare un certo fascino. Lo dico in maniera semiseria, come sempre. Ma divento serio, quando mi rivolgo agli assidui consumatori di Minoxidil (Prodotto farmaceutico in gocce) o di altri ritrovati che arricchiscono solo i farmacisti (anche i consulenti sanitari globali…) per arrestare la caduta dei capelli. Siate più sicuri di voi stessi, cari! Lasciate stare i riporti, le polverine che sembrano cacao e gli autotrapianti. E così, insieme a Peppe Romeo, Michele Staibano, Mimmo Carone, Pino Saccà, Pietro Sergi e tutti gli altri pelati eccellenti, brindiamo alla nostra ennesima vittoria. BISIO UNO DI NOI! 🙂

P.S.: Il commento di Virginia sul post precedente mi ha dato il “la” per ricordare una vecchia battuta di Cinzia Leone: «Una volta eravamo noi donne che, secondo gli psicanalisti, invidiavamo il pene agli uomini; ora, sembra che siano gli uomini a invidiarci la “patatina”». Umorismo agrodolce ma terribilmente veritiero 🙂