Piazza Mese

Piazza Mese

Tra un’ora partirò per Caulonia, per assistere alla serata finale del Kaulonia tarantella festival. Giovedì e ieri non ci sono stato, per via di alcuni impegni assunti in precedenza a Siderno. Peccato. So di un fantastico concerto di Mimmo Cavallaro giovedì, di Tony Esposito in jam session con Eugenio Bennato, che spunta sempre sul palco quando meno te lo aspetti, e di Roy Paci che ha imperversato ieri sera. Ma stasera ci sarò, più forte della “vendetta di Montezuma” che da stamani mi attanaglia. Stasera la scena sarà tutta per Eugenio Bennato con la sua “opera di taranta”. Non vedo l’ora di sedermi in piazza Mese, anche per terra su un telo spugna. Piazza Mese è uno di quei posti nei quali sto meglio in assoluto. E’ tutto bello, lì: perfino l’attesa di un interminabile soundcheck. E’ bello guardare i palazzi antichi di quattro piani, pensare a chi li ha abitati, e la storia dei grandi conflitti sociali culminati con l’insurrezione popolare del dopoguerra e la proclamazione della “Repubblica rossa” di Pasquale Cavallaro che durò cinque giorni, prima di essere tradita da molti, non ultimo dal Pci. E’ bello anche prendere atto dell’abilità dei “tamburinari” e dei ballerini di ogni età. Io non sarò mai bravo come loro, anche se mercoledì sera mi sono sorpreso a ballare anche io, a pochi metri dal palco, quando il declivio diventa più ripido. E ho scoperto, con mia grande sorpresa, che la discesa rende più aggraziati i movimenti di chi balla, persino i miei. Stasera voglio riprovare se sarà ancora così, anche se quando suona il direttore artistico del festival, non ci sarà spazio neanche per uno spillo, figuriamoci per la mia figura così ingombrante. Vedremo.

Bennato e i cantori di Carpino
L’altra sera, dopo la maratona di gruppi provenienti da tutta Italia che hanno suonato sul palco per un quarto d’ora a testa, è stata la volta di Eugenio Bennato, salito sul palco a sorpresa per intonare “Carpino Italia” e introdurre, quindi, i bravissimi cantori della cittadina in provincia di Foggia laddove «la poesia cade dal cielo come una pioggia, come una pioggia che ritrova nel mare il segreto della musica popolare». A fare da prima voce dei cantori di Carpino, un vecchietto secco e arzillo, con tanto di coppola in testa. Da buon ignorante, non sapevo si trattasse di Antonio Piccinini, menzionato nel brano “L’anima persa” di Bennato e vero e proprio alter ego di Compay Segundo, per quanto riguarda la longevità artistica. Viva il Caulonia Tarantella Festival!

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