Gott mit uns

Questo motto, che significa “Dio è con noi” e veniva usato dai nazisti in calce ai loro comunicati, avrebbe sicuramente costituito la degna conclusione del commento di tale Mery al mio precedente post. Un commento che evidenzia un grave deficit di cultura democratica, con verbi coniugati all’imperativo e una evidente insofferenza nei confronti del pensiero altrui, specie quando è in antitesi col proprio. Insomma, pidiellini sì, ma una bottiglia di olio di ricino e un bel manganello da usare in caso di necessità non mancano mai; magari da usare se lo decide il padrone.
Rassegnati, Mery: ci siamo anche noi e ci dovrai pure tollerare.

P.S.: dal mio post precedente non tolgo nulla, perchè come vedi (o meglio, senti) il filmato parla chiaro. E i fatti, come sempre, sono ostinati

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3 Responses to Gott mit uns

  1. Virginia ha detto:

    E dai Gianlù, pure tu!
    Come si fa a parlar male di San Silvio da Hard-core! Egli che è un difensore delle fanciulle indifese ( se le porta sempre di e-scorta ), che favorisce l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro ( vedere Noemi Letizia diventata star alla mostra del cinema di Venezia per credere), che fa i miracoli della sparizione della munnezza ( e anche della riapparizione: venite a Difesa Grande o in qualche altra discarica dela mia zona e vedrete; e se non volete arrivare fin qua, basta passare sulle piazzole di sosta delle autostrade e se ne trova a cumuli!) e della moltiplicazione delle case per i terremotati ( i 2/3 stanno ancora in alberghi e sistemazioni temporanee, ma lui dice che le case ci sono per tutti), che ha il dono dell’ubiquità, almeno a giudicare dalla sua presenza nei servizi del TG1, che soprattutto ha salvato gli itali(di)oti dal pericolo comunista!
    Ha ragione Mery, qua è roba da denuncia.
    Magari non all’autorità giudiziaria, ma a quella sanitaria: un controllino, se non sul cervello del 48% degli italiani, almeno sull’udito e la vista sarebbe utile.

  2. maxreale ha detto:

    Pero’ quella che sarebbe il miglior premier degli ultimi 150 anni e’ fantastica! De Gasperi si sara’ rivoltato nella tomba…. persino Prodi secondo me e’ stato molto molto meglio di lui!
    povera Italia con questo sistema informativo:-)

  3. Virginia ha detto:

    Max, secondo me non è un problema di sistema informativo e vado a spiegarmi meglio.
    Mio nonno, quando parlavamo di politica e di problemi del sud (ebbene sì, io a 14, 15, 16 anni parlavo di questo in casa) mi raccontava una storia.
    C’era una vecchietta che seguiva la processione. Il sacerdote invocava il nome di un santo e la vecchietta esclamava ‘Ora pro nobis’.
    Solo che ad un certo punto la processione diventava troppo veloce per le gambe della vecchietta, sicché ella rimaneva indietro e, essendo sorda, non sentiva più le invocazioni. E allora, per non essere fuori dalle litanie e non fidandosi di chiedere ai vicini il nome del santo invocato, diceva a ritmo continuo: ‘Pé quello che dice quillo re nanzi, ora pro nobis!’
    Raccontata la storia, nonno mi diceva che noi del Sud eravamo come quella vecchietta: per vari motivi avevamo perso il ritmo del passo del nostro paese e, sordi come eravamo rispetto a voci alternative, cercavamo di arrancare rifiutando voci alternative e assoggettandoci in maniera fideistica a ‘quello che dice quillo re nanzi’ con i nostri ‘ora pro nobis’.
    Cosa voglio dire, ti starai chiedendo.
    Voglio dire che oggi non più solo il sud, ma la maggior parte dell’Italia va avanti ad ora pro nobis. Possiamo dare la colpa all’informazione, certo, lo si può pure fare; ma io credo che la colpa sia di chi, pur avendo capacità e raziocinio, non cerca di capire davvero, non cerca altri canali di informazione ( le famose voci alternative di cui parlava nonno), non cerca di farsi un’idea propria scaturita da un proprio percorso culturale e di conoscenza, ma va avanti in maniera fideistica, ossia ad ora pro nobis, abdicando le proprie capacità di comprensione e di azione.
    Se fosse solo colpa dell’informazione, anche io, tu e Gianluca dovremmo essere disinformati. Invece noi andiamo a cercarcele le notizie, non ci beviamo le prime cose che ci dicono, siano dette da destra o da sinistra. Abbiamo, cioè, spirito critico e raziocinio, e mai abdicheremmo la nostra capacità di ragionare a chicchessia, cosa che oggi purtroppo i più fanno, abdicando peraltro le loro capacità non a favore di statisti ma al grande fratello!
    E non mi riferisco solo ai destri, sia chiaro, ma anche a chi fa lo stesso a sinistra.
    D’altronde anche Mussolini diceva quella grande cazzata che era ‘Credere,obbedire e combattere’ e la maggioranza lo seguiva.
    Il problema quindi non è l’informazione che ci viene data ma la voglia di volersi davvero informare e di voler veramente capire, senza farsi condizionare dai sentito dire, dai credi, dalle dottrine e dalle appartenenze.

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