Succede anche questo

Ecco un altro articolo pubblicato qualche giorno fa, emblematico della situazione in cui versa la nostra sanità.

In tempi di lavoro interinale, job-sharing e utilizzo flessibile delle prestazioni professionali, all’ospedale di Siderno si sta sperimentando una nuova forma di impiego: quella del medico…tuttofare. Un recente ordine di servizio, infatti, dispone che nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 11,30 alle ore 14, i medici specialisti normalmente impiegati nei reparti di Cardiologia e Oncologia, vengano destinati al punto di primo intervento. Una situazione che sta causando non pochi disagi ai numerosi pazienti affetti da gravi patologie tumorali e cardiache, che dopo aver preso appuntamento per sottoporsi alle prestazioni sanitarie a cui hanno diritto (visite, lavaggi interni, prove da sforzo ecc.) e dopo aver atteso anche più di un mese, si recano ai reparti ospedalieri e non possono che prendere atto che i medici che avrebbero dovuto fornire quelle prestazioni sono impossibilitati a farlo perchè adibiti ad altra mansione, quella di primo intervento, appunto. E così, i pazienti che avevano fissato i loro appuntamenti nei reparti, trovano gli studi dei medici desolatamente vuoti, e dopo aver esternato il proprio malcontento a caposala e infermieri, i più intraprendenti scendono al punto di primo intervento, sperando nella benevolenza del medico, nel frattempo adibito ad altre mansioni; questi, però, non può far altro che esprimere il proprio rincrescimento per l’oggettiva impossibilità di svolgere le proprie mansioni abituali in una sede diversa. Alla base della decisione intrapresa dal management dell’As, ci sarebbe la difficoltà a reperire medici di primo intervento, molti dei quali, da quanto siamo riusciti ad apprendere, preferirebbero lavorare alle postazioni del 118 o al pronto soccorso di Locri. Ma chi ci va di mezzo, ahinoi, sono gli ammalati, molti dei quali versano in precarie condizioni di salute e devono spesso sobbarcarsi delle trasferte onerose per raggiungere il presidio ospedaliero di Siderno. Viene da chiedersi se al di là del raggiungimento degli obiettivi di risanamento dei bilanci aziendali, si riesca a mantenere un’offerta sanitaria sufficiente a curare i degenti.

GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it

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One Response to Succede anche questo

  1. Pietro ha detto:

    Gianluca…parli di sanità quando tutta la Val Padana è stretta in una morsa di nebbia? Farabutto!

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