Ma non era solo una partita di calcio?

Marcello Lippi e Diego Maradona sono due persone molto diverse. Il primo, allenatore tra i migliori al mondo, ha vinto tutto quello che c’era da vincere e ancora non s’è stancato; il secondo, grande ex giocatore, ha vinto parecchio nonostante le sue storiacce e ora cerca di affermarsi anche come Ct della nazionale argentina. Il primo è tendenzialmente snob al punto tale da essere antipatico, conduce un esistenza assai agiata nella sua Viareggio, tra il lido dove il mio amico Pino vorrebbe andare a villeggiare e le passeggiate serali col Toscano originale in bocca; il secondo ha avuto un’infanzia povera, poi l’adolescenza passata a stupire il mondo che si stropicciava gli occhi ammirando le sue prodezze con un pallone, quel pallone che l’ha reso talmente ricco da perdere la testa, fino a entrare nel tunnel della droga. Entrambi si professano di sinistra, anche se la sinistra, quella vera, farebbe volentieri a meno di loro: Lippi sarà il più classico dei democrat; Maradona ha il tatuaggio del Che sul braccio. Entrambi, ieri sera, hanno perso la testa: Lippi ha tuonato contro i tifosi che con i loro cori hanno sottolineato l’opaca prestazione della nazionale “delle riserve”; Maradona ha insultato i giornalisti con delle espressioni da bulletto tamarro di periferia, fellatio compresa. Vorrei ricordare a entrambi, che se non ci fossero i tifosi che pagano il biglietto per vedere le squadre che allenano e se non ci fossero i giornalisti che creano interesse verso il calcio e i suoi protagonisti, sia Marcello il bello che il Pibe de Oro non sarebbero così ricchi, famosi e celebrati. Umiltà, ragazzi! In fondo è solo una partita di calcio…

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4 Responses to Ma non era solo una partita di calcio?

  1. Virginia ha detto:

    Pensavo… in fondo il calcio è la metafora della politica attuale: in campo pochi eletti, guidati da uno con delirio d’onnipotenza, e tutto intorno una massa di gente capace solo a fare i cori…

  2. maxreale ha detto:

    Lippi ha ragione che l’Italia e’ campione del mondo e meriterebbe piu’ rispetto, ma il suo sfogo e’ esagerato…. in fondo lui per primo appartiene ad una categoria super-privilegiata e ci puo’ stare che mille esasperati che magari ieri hanno perso il lavoro, urlino a lui e a quegli altri miliardari, “andate a lavorare”….
    Dall’enfasi che ha messo nell’esternazione sembrava quasi che lui e i suoi ragazzi stessero in miniera a trecento metri sotto terra e senza retribuzione!

  3. AleJonica ha detto:

    Gianluca,
    Visto che TRS ha un grande archivio, io ho una richiesta da fare visto che domenica ci sarà Bovalinese-Roccella, è quello di proporre venerdì in “Anteprima Sport” che lo conduci molto bene, il derby Bovalinese-Roccella della stagione 1988-1989, è possibile ?

  4. gianlucalbanese ha detto:

    Grazie della segnalazione Alejonica. Ora ne parlo con Antonio e vediamo

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