«Non perdete la testa»

Il gesto criminale di Tartaglia, che ha ferito Berlusconi con una statuetta, è da condannare senza se e senza ma. Mi sembra abbastanza pacifico. Ci fa ricordare che siamo il Paese che ha ucciso Peppino Impastato che si ribellava alla mafia, l’anarchico Pinelli (volato dalla finestra di un commissariato) e il commissario Calabresi, le vittime innocenti di piazza Fontana e della stazione di Bologna, dell’Italicus e di Portella della Ginestra. Uno dei primi momenti del fascismo coincise col delitto Matteotti; poi, nel dopoguerra, l’attentato a Togliatti. Parto proprio da quest’ultimo episodio, quando il leader comunista, da un letto d’ospedale disse ai suoi compagni «non perdete la testa». Ecco, mi sa che la testa, da domenica sera in poi, la stiano perdendo in molti. Si cerca di fare passare il gesto di uno sconsiderato affetto da problemi psichici come il risultato di un clima d’odio che regna nel Paese. Alcuni, addirittura, indicano in Di Pietro, il “mandante morale” dell’attentato. Ha detto bene Vendola, qualche minuto fa a “Ballarò”, sottolineando come il gestaccio di Tartaglia, nell’immaginario collettivo più credulone, possa danneggiare l’opposizione, mentre in democrazia, ha detto il leader di Sinistra e Libertà «vanno tutelati soprattutto i nemici, con i quali scontrarsi in maniera franca e anche aspra, ma senza mai cedere alla violenza fisica o verbale». E di violenza verbale ce n’è stata tanta, oggi, in Parlamento. Cicchitto ha messo sul banco degli imputati Idv, il gruppo editoriale “La Repubblica-L’Espresso”, il più grande giornalista italiano Marco Travaglio, definito «terrorista mediatico», Michele Santoro e il Fatto Quotidiano, definito, in maniera dispregiativa “mattinale delle procure”. Insomma, sembra una lista di proscrizione, da parte di chi è ancora convinto di poter dare delle lezioni di democrazia agli altri. La Gelmini lamentava il fatto che molti definiscono Berlusconi “piduista”. Lo è stato, lo sappiamo tutti, tanto che il numero della tessera d’iscrizione alla loggia massonica deviata è noto a tutti. Così come sappiamo che chi non vuole sottoporsi al giudizio della magistratura, dice che questa fa politica e deborda dai suoi compiti istituzionali. Mai come in questo momento, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Si facciano tutti un esame di coscienza. E si diano tutti una regolata. Confido negli statisti autentici, come Napolitano, Fini e pochi altri. E non si perda mai la testa, mantenendo quel valore inestimabile che è la democrazia, che, in quanto tale, prevede il rispetto dell’avversario. Che non è un “male necessario” come lasciano intendere i berluscones, ma un bene prezioso.

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12 Responses to «Non perdete la testa»

  1. Pietro ha detto:

    Caro Gianluca,
    considero il tuo blog un luogo di discussione ed espresione importante. Per me, intendo. Io non riuscirei a creare un blog di questa importanza, anche se la mia voglia di scrivere su questi eventi e sulla politica in generale, mi spinge a crearne uno, prima o poi. Ma non ho tempo. Ho inserito questi due commenti, che riporto, sui Blog di Concita De Gregorio, Direttore de l’Unità, che auspicava una presa di coscienza comune:

    Cara dott.ssa De Gregorio,
    nulla di ciò che lei auspica si verificherà. L’episodio deprecabile verrà strumentalizzato a dovere, come sempre. A Berlusconi va la mia solidarietà vera come uomo, ma senza troppe ipocrisie e senza dovermi sentire in colpa perché chi l’ha colpito vota per lo stesso partito che anch’io voto. Che è lo stesso, lo rammento, che non ha ufficialmente aderito al No-B-Day. La non violenza è un modello di vita, che io ho sempre condotto. Non posso, dunque, condividere nessun gesto violento. Da chiunque provenga. Mi dispiace per la situazione che si è creata, in generale, ma scagli la prima pietra (metafora oggi fuori luogo, ma efficace) colui che è immune da responsabilità, tra i nostri amati politici. La politica è ormai un vuoto pneumatatico nella vita del nostro Paese, un ramo secco che nuoce all’albero al quale è ancora attaccato. E’ un gridare confuso. Una partita di tennis convulsa, giocata in una arena divisa tra pro e contro “a prescindere”. Due curve acritiche e tanti posti vuoti, in gradinata, creati dalla disaffezione verso questa (ex) nobile arte.
    Quando si va in piazza lo si va con striscioni ironici, slogan pungenti, non certo con corpi contundenti con il quale colpire l’avversario politico. Questo sarebbe bene che lo imparassero le cicale che, Frattini in primis, si sono subito affrettate a strumentalizzare la piazza violenta. Su Di Pietro, francamente, non saprei cosa dire. Lui, a differenza di Bersani, non sente di dover costruire un’alternativa; gli basta tentare di raccattare qualche voto tra gli elettori che osannano coloro che contestano, anch?essi ?a prescindere?. E punto!
    Tra la piazza e le mutande di donna disegnati come “pizzini”, c’è in mezzo una marea di cittadini ormai esausti, quasi schifati da questo nulla fatto di eleganza ed auto blu, di indagini continue su ospiti che viaggiano su aerei di stato; su questo non dover credere ai pentiti e dover poi prendere per oro colato le dichiarazioni di boss NON pentiti. A questa assenza cronica di alternativa, sofficata da uno stile di vita basata sull?apparire invece che sull?essere qualche pur minima entità. In mezzo a questi vuoti, si dimena ancora il popolo silenzioso e civile, che si difende e si sfoga semplicemente cambiando canale.
    Certo, fermiamoci. Ma chi dovrebbe cominciare a fermarsi? Coloro che stanno già strumentalizzando questo gesto folle, che, come tale, è stato commesso da una persona con gravi disturbi comportamentali. Non è una giustificazione, assolutamente, ma non può neppure essere usata come una clava per colpire indistintamente chi protesta in piazza, alla luce del sole, con la sola arma di uno striscione che invoca, ormai in ginocchio, un minimo di normalità nella vita politica e istituzionale.

    Secondo commento:

    …questi sono gli stessi che hanno vinto le elezioni parlando di sicurezza? Questi sono gli stessi che hanno detto che con i comunisti al governo ci sarebbero state terrore miseria e morte? O che mandava certa sx a morire ammazzata? Chiedo a Bersani, all’Unità e a Repubblica di voltare pagina, una volta condannato il gesto e fatti i dovuti auguri a Berlusconi. Basta, adesso, con i viaggi al San Raffaele come fosse un viaggio dovuto ad ogni costo. Basta ipocrisia. Uscire dall’angolo e continuare con la politica e la costruzione di un’alternativa democratica e pacifica. Sono stufo di questa platealità e di questa indignazione a targhe alterne da parte di chi cerca mandanti morali, perché se il principio che scatena questi gesti è l’esasperazione, se dovesse capitare qualcosa alla Bindi o a Di Pietro, poi sarebbero costretti loro a dire che se la sono cercata!
    Le pietre e le statuette si scagliano nell’unico poligono possibile in democrazia: la cabina elettorale. Sperando che qualcuno non la confonda ancora come mezzo ingannevole di conquista di un potere che lo ponga al di sopra delle democrazia.
    Intanto, giusto per svelenire il clima, i deputati del pdl lasciano l’aula quando inizia a parlare Di Pietro, e Maroni parla della sicurezza, dicendo che è stata “sventata” una “contestazione” al premier…cioè, la contestazione è un problema di ordine pubblico, il resto, quello che è successo invece…Bah!

  2. anna ha detto:

    ….E la violenza MORALE(che considero piu’ devastante di quella fisica) che il Governo perpetra giornalmente a tutti gli italiani la mettiamo da parte? la mia solidarietà non la canalizzo certo verso berlusconi,ma verso tutti i Disoccupati,gli Inoccupati,i Senza tetto,la Donne costrette a rubare nei supermercati per dar da mangiare ai loro figli, ai Pensionati che non arrivano piu’ alla seconda settimana, ai Cassaintegrati,gli Immigrati e agli Omosessuali derisi e denigrati in ogni occasione !!!! Mi sento di vivere un incubo…!

  3. Virginia ha detto:

    Fantastico l’articolo di Travaglio, mi permetto di copiarlo qui:

    Io confesso di Marco Travaglio

    Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando.
    Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come
    dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci
    anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.
    Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
    Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunettaper dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
    Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare
    falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti? Quel diavolo diPeter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un
    corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.

  4. Virginia ha detto:

    Piccolo inciso personale: mentre il tutto avveniva io ero in viaggio quindi non ho ascoltato di persona, ma se ADNKronos non dice sciocchezze, Di Pietro ha detto: “Io non voglio che ci si mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefraghismo istiga alla violenza. Io condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese”.

    Se le parole sono queste, io le condivido pienamente.

  5. Pietro ha detto:

    Davvero molto, molto bello! Non stravedo per Travaglio, ma da un po’ di tempo lo seguo con più attenzione e interesse.

  6. Pietro ha detto:

    Voglio bene a Di Pietro! Mi chiedo perché chi è vicino alla gente deve però sognare sempre una opposizione dura e mai che riesca a creare un’alternativa vera, che sia anch’essa vicino alla gente. Ricordo una prima pagina di un giornale di corte che lo ritraeva mentre accatastava il grano appena mietuto su un trattore, con sotto un titolo che trasudava di rispetto per l’avversario politico: “Braccia rubate all’agricoltura”…
    Vedete…in fondo è una tragedia umana anche dover fare i giornalisti asserviti, stile Bel Pietro o Emilio Fido o Feltri…certo, bisogna pur vivere, e c’è chi fa un mestiere peggiore di quello. Io, sinceramente, preferirei morire di fame. Però ho scelto l’agricoltura come hobby, e mi da molte soddisfazioni. Questa gente non capisce niente!

  7. gianlucalbanese ha detto:

    Alè, finalmente un bel post molto partecipato! Grazie a Virginia, a Pietro (ma che fai a Natale, scendi? Se sì, dobbiamo vederci assolutamente, ok?) e ad Anna che sta impreziosendo i contenuti di questo blog. Spero che duri a lungo. Il blog, intendo, visti i disegni di legge in fieri. Ho apprezzato tutti i vostri interventi. Continuate così. 🙂

    P.S.: ricordateci che faccio parte della schiera dei “farabutti” che scrivono sui giornali sgraditi al padron…pardon, al premier!

  8. Pietro ha detto:

    Caro Gianluca, io aspettavo dei segnali di fumo da Roccella…scendo soltanto se avrò impegni di quel genere, altrimenti non è previsto un viaggio in Calabria. Se però dovessi scendere, sai che una serata a Siderno è un piacevole impegno al quale non rinuncerei per nessuna ragione.

  9. Virginia ha detto:

    Altro inciso personale: a me l’opposizione di Di Pietro non pare dura, pare opposizione e basta. Mi pare, invece, che siano quelli del PD che, predicando di l’alternativa, in realtà non propongono niente ormai da decenni, continuando ancora adesso, al pari di Berlusconi, ad additare i buoni e i cattivi: prima erano i comunisti i cattivi, mò è Di Pietro. Parlavamo di creare alternative, ed eccola qui: atteggiamento identico a quello che usa Berlusconi.
    E, sempre per come li vedo io, se proprio fanno qualcosa, fanno leccaculismo: per leccaculismo intendo la presa di distanza di Bersani non solo da Di Pietro ma perfino da quella estremista della Bindi, che si è permessa pure di andare al B day!
    Verrebbe pure a me da dire bah, ma io sono alternativa per davvero, e quindi dirò boh! 😀

  10. anna ha detto:

    BUON NATALE ::::::::!!!!!!!!

    Ps Grazie Virginia per art di Travaglio…l’ho girato a parecchi!!!

  11. maxreale ha detto:

    Per pochi centimetri…. bastavano pochi centimetri piu’ in alto e poteva scapparci la tragedia!
    abbiamo rischiato di perdere il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni!
    A furia di dire in giro che in Italia il Presidente del Consiglio non conta nulla, che comandano le toghe, che tutto e’ deciso dai membri comunisti della consulta, qualcuno l’ha preso in parola e ha cercato di toglierlo di mezzo, visto che non ha nessun potere….. l’hanno considerato inutile.

  12. Pietro ha detto:

    Una nuova vettura blindata ed a prova di aggressore è stata messa a punto dai servizi di sicurezza della Presidenza del Consiglio. Ovviamente si chiamerà….Papi-Mobile

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