L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà

Scrivere di bilanci dell’anno che sta finendo e dei propositi per l’anno che sta arrivando è quanto di meno originale si possa fare alle 20 del 31 dicembre. Ma lo faccio, perché scrivere, insieme a camminare, leggere e cantare è la cosa che mi viene più naturale. E allora pigio i tasti del Mac Book con la stessa passione di un pianista davanti a un pianoforte a coda. Il 2009 è stato un anno di transizione, interlocutorio. O, se vogliamo, di consolidamento di alcuni risultati ottenuti nel 2008. Non so perché, ma ho tutta l’impressione che il 2010 sarà più interessante, e non solo perché mi condurrà al traguardo del quarantesimo compleanno. Speriamo bene. Gli auspici sono sempre quelli: in primis salute e pace per me e per i miei cari e per tutti gli altri “che meritano”. Ma se dovessi riassumere il senso della vita, citando un verso di una canzone, non posso che rifarmi al maestrone (Francesco Guccini) e alla sua “Incontro”, quando dice che «restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno». Lo so che bisogna vivere senza fare progetti a lunga scadenza, che è meglio godere del quotidiano, delle piccole cose, e questa è una “linea” che ho bene in mente. Ma un sogno senza tempo non è un progetto. E’ una stella polare che ti guida, è l’irrazionale che prende il sopravvento sulla ragione senza trascurarla. Perché i sogni senza tempo hanno un senso se si sa che prima o poi verranno realizzati. E questa per me è una certezza, che ha ispirato la mia esistenza, in un mondo in cui dominano i compromessi, le ambiguità, la tendenza ad accontentarsi, a tirare a campare. Tutte cose lontane anni luce dal mio modo di intendere la vita. E quindi i piedi rimangono saldi a terra, ma gli occhi quando vogliono cercano e trovano la stella polare, che è, in fondo, la mia più fedele e credibile consigliera. E quindi, buon anno a tutti. Vi auguro di non trascurare i vostri sogni, di non abbandonarli e di fare di tutto per realizzarli. «Chi ci ha già rinunciato, e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te». Parole sagge. E vi auguro pure di fare sempre quello che vi va, così come a me stanotte va di lasciarmi andare al ritmo della tarantella, al veglione in piazza Bottari a Caulonia Marina, con Mimmo Cavallaro, i Taranproject ed Eugenio Bennato. Che sia la colonna sonora di ogni mio giorno. Che il suo ritmo incalzante sia sempre il metronomo dei battiti del mio cuore. «Sona chitarra mia, sona battenti». BUON 2010! 🙂

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2 Responses to L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà

  1. Pietro ha detto:

    Auguri di buon anno a tutti!

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