L’astronave ha spiccato il volo

Sembra quasi una beffa il fatto che palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria (volgarmente detto “l’astronave” per il suo design avveniristico), sia stato intitolato proprio al filosofo di Stilo, il cui motto era «Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi e ipocrisia». Già, perché quanto accaduto ieri sera, a proposito della bocciatura dell’emendamento che proponeva di mantenere l’autonomia dell’As di Locri che una legge regionale del 2007 vuole accorpata a quella di Reggio, ha mostrato, ancora una volta, la tirannide dei partiti (altresì detta partitocrazia) che ha prevalso su tutto; ci spiegheranno la decisione assunta con i soliti sofismi, ricorrendo all‘ipocrisia tipica di una classe politica autoreferenziale e sempre più lontana dai bisogni della gente. Ora, sarà tutto accorpato a Reggio. L’ospedale di Locri, l’unico rimasto nella zona, soffrirà ancora di più per le nuove e più gravi carenze cui andrà incontro, per il fatto che non sarà più presidio unico di riferimento di un As autonoma. Un ospedale in cui, attualmente, di giorno c’è solo un medico al pronto soccorso (due sono previsti solo nel turno di notte) e il lavoro di tanti bravi professionisti (dai primari fino ai portantini) cozza contro il muro di gomma della mancanza di risorse. La direzione generale si vanta che il deficit è stato drasticamente ridotto. Ok, ma a che prezzo? Ora, il nostro ospedale principale sarà quello di Reggio Calabria. Per arrivarci, abbiamo due alternative: o la vecchia statale 106 (meglio nota come la “statale della morte”) o la strada di grande comunicazione “Jonio Tirreno” e poi l’A3 da Rosarno al capoluogo. Ci si mette in entrambi i casi un paio d’ore. Ma evidentemente, tutto questo non conta per il consiglio regionale, anzi, per la maggioranza, anzi, per il Pd. Per loro conta difendere la validità di una legge che ha tagliato in maniera indiscriminata, senza considerare la peculiarità di un territorio che non ha autostrada, che ha una ferrovia a un solo binario che ormai serve solo per i treni locali, che non ha quasi più niente. Tranne la ‘ndrangheta, ovviamente. Ora, l’accorpamento dell’As di Locri a quella di Reggio sarà oggetto di duri scontri in campagna elettorale per le regionali. Jene, sciacalli e coccodrilli speculeranno alla grande. La verità è una sola: l’astronave ha spiccato il volo alimentata dalla spinta propulsiva dell’autoconservazione del ceto politico regionale, allontanandosi ancora di più dai cittadini. Gli stessi cittadini ai quali in questi giorni quella stessa classe politica chiederà il voto, con sorrisi, abbracci e strette di mano. Come se fossero sudditi. Appunto.

Annunci

10 Responses to L’astronave ha spiccato il volo

  1. Virginia ha detto:

    Quando leggo queste cose, mi rendo conto che aveva ragione nonno Michele quando diceva che non saremmo mai dovuti andare al governo. E’ sotto gli occhi di tutti come il governo del centrosinistra non abbia portato frutti,dato che si è ceduto su tutti i fronti. La gente, gli operai, i lavoratori in genere, la società aveva ottenuto molto di più con il PCI all’opposizione che non con i DS e il PD al governo, sia che si parli di governo nazionale sia che si parli di amministrazioni locali. Ma d’altra parte che vuoi sperare da questi personaggi che arrivano ad essere indifferenti davanti al diritto alla salute, come nel caso dell’ospedale che hai citato, o davanti al diritto al lavoro, come nel caso degli operai sui tetti? Hai visto qualcuno del PD stare lì a presidiare? Io no.
    E poi ci chiediamo perché gli operai votano lega.

  2. Giuseppe ha detto:

    Continuiamo a meritarci queste porcherie perchè siamo una razza inferiore. Si, mi assumo la responsabilità di quello che dico: siamo una razza inferiore e meritiamo tutti questi maltrattamenti sociali.
    Mi vergogno di essere calabrese!!

  3. Pablo ha detto:

    Gianluca, tu hai ragione su tante cose, ma per quanto riguarda l’AS siamo convinti veramente che il problema sia quello di averne una in più o in meno? Non è un tema che mi appassiona perchè credo che la cosa che conta veramente sia avere una sanità che funziona e che sappia dare risposte ai malati. Avere un’AS che continua a mandar via chi ha bisogno di cure (infatti l’emigrazione sanitaria è in aumento quì da noi)non serve e ciò è indicativo del livello delle risposte che questa AS dà. I malati hanno bisogno di efficienza, professionalità, accoglienza presso strutture che non siano lager, di medici e infermieri sensibili e disponibili. I malati hanno bisogno di essere considerati come persone bisognose e fragili e non pratiche da liquidare il prima possibile. Un’AS che non sa dare questo tipo di risposte all’ammalato serve solo per tenere in piedi un sistema di potere, di clientela e di malaffare. Non credi?

  4. gianlucalbanese ha detto:

    Virginia e Peppe, come darvi torto?
    Paolo, in linea di principio quel che dici è sacrosanto. Il punto è che non siamo stati accorpati all’As di Zurigo o di Stoccolma, ma a quella di Reggio Calabria, che così come quella di Locri nel recente passato, è a tutt’oggi commissariata dopo lo scioglimento delle cariche aziendali per infiltrazioni mafiose. Rischiamo di passare dalla padella alla brace. Qualcuno, addirittura, ritiene che presto perderemo l’elisoccorso. Sono molto preoccupato.

  5. Pietro ha detto:

    Sono d’accordo con le ultime considerazioni di Gianluca e ne condivido le preoccuazioni. Perché…vedete, anche i piccoli uffici postali non funzionavano bene, ma almeno funzionavano per alcune cose e c’erano. Invece, adesso, si è finiti, per quanto riguarda la mia zona di origine, a dover fare delle file interminabili a Bovalino, facendo diventare molto poco eccellente anche quell’ufficio. Code interminabili per spedire una semplice raccomandata.
    Anche i treni non funzionano granché, ma magari si riesce ancora ad arrivare in questa bendetta Locride.
    C’è uno svuotamento costante dei servizi essenziali con la scusa che non funzionano. Quindi, non ci si attiva per migliorarli; no, si tolgono del tutto. E stiamo parlando di ospedali. Per arrivare a Reggio, poi, non ne parliamo! Bisogna percorrere la strada più pericolosa d’Italia, giusto per dirne una…
    Credo che la battuta più azzeccata che sia stata fatta è questa: se si ha la febbre non è rompendo il termometro che la si guarisce! Così come non credo che proprio nella città di Scopelliti, viste ache le ultime vicende che riguardano i suoi colleghi di partito e di coalizione, si potrà risolvere il problema dalla malasanità e del sistema clientelare e sprecone che vige in Calabria. Non solo in Calabria, bisogna che lo diciamo.

    Abbiamo pessimi servizi, ma non è togliendoceli che si risolve il problema…e non vedo, purtroppo, nessuna voglia di migliorarli. Lo sconforto sta raggiungendo la soglia dell’insopportabilità e sta davvero emergendo tutto il danno fatto dal berlusconismo. Sta venendo fuori uno spaccato d’Italia dove chi si fa delle leggi a proprio favore si permette di dire che il problema sono le pensioni, unico strumento che una nazione che si reputa civile dovrebbe cercare di mantenere coi denti; proprio come strumento di civiltà e di rispetto per chi ha lavorato prima di noi. Rispetto e forza di dare una vita almeno accettabile e dignitosa ai propri anziani.

    Quando la crisi ha raggiunto l’apice, da popolo sfigato quale siamo, ci ritroviamo in mano agli sciacalli…che rubano tutto ciò che emerge dalle macerie del nostro stato sociale.

    Qui, anche qui, per le pensioni si ragiona in termini di convenienza e si trascura del tutto l’aspetto sociale che hanno. Intanto i giovani si sentono derubati del futuro, i lavoratori e i contribuenti si sentono derubati del presente e gli anziani del giusto riconoscimento e dei propri contributi versati per una misera pensione. Così finiremo per avere i bamboccioni e gli anziani a carico di una famiglia di lavoratori precari…bella prospettiva del c***o! Però votiamo i più ricchi, così ci sentiamo un pochino simili a loro…

    Lo svuotamento è totale e generalizzato di ogni servizio sembra l’obiettivo di tutti quanti. E fa male non riuscive a vedere nella propria parte politica una linea di rottura, o, quantomeno, una volontà di agire diversamente dal marciume generalizzato. Non amo scadere nel qualunquismo, ma su certe cose non possiamo nasconderci dietro un dito.

  6. pablo ha detto:

    Si Gianluca, l’AS di Reggio non è quella di Zurigo e neanche quella della maggior parte delle AS italiane ma non è certo peggio di quella di Locri. Ciò conferma la mia tesi: il punto non è essere titolari o meno di un’AS ma fare in modo che la sanità sia al servizio del malato e non di burocrati, lestofanti e profittatori.
    La cosa rivoluzionaria, da noi, è far si che la normalità diventi consuetudine.

  7. Virginia ha detto:

    Sì, Pablo, il punto è che la sanità sia a servizio del cittadino. Ma se togliamo i presidi ospedalieri di quale servizio parliamo?

  8. pablo ha detto:

    Virginia, non sarà nè chiuso nè trasferito alcun presidio ospedaliero, vengono solo unificate le A.S. il che non significa risolvere i problemi della sanità, certo, ma sicuramente non li peggiora.

  9. Virginia ha detto:

    Pablo, io non sono delle tue parti, ma se Gianluca scrive che ‘Ora, il nostro ospedale principale sarà quello di Reggio Calabria. Per arrivarci, abbiamo due alternative: o la vecchia statale 106 (meglio nota come la “statale della morte”) o la strada di grande comunicazione “Jonio Tirreno” e poi l’A3 da Rosarno al capoluogo. Ci si mette in entrambi i casi un paio d’ore.’, io leggo che il presidio di Locri, quand’anche non verrà chiuso, funzionerà in maniera solo parziale e quindi insufficiente, andando così progressivamente ad uno svuotamento che sembra preludere alla chiusura, se non materiale, quantomeno della maggior parte dei servizi di un presidio ospedaliero.
    Se leggo male, allora meglio per la vostra gente.

  10. gianlucalbanese ha detto:

    Chiarisco il concetto: il principio che ha ispirato il concetto è quello in virtù del quale ogni azienda sanitaria ha un ospedale unico di riferimento. E’ così ancora per un mesetto, con l’ospedale di Locri che è presidio unico di riferimento per l’ospedale di Locri e quel che resta di Siderno come ospedale secondario. Con gli accorpamenti, stiamo assistendo alla creazione di un ospedale principale – ovviamente sarà quello di Reggio – e il “declassamento” degli altri presidi. Certo, fin quando non vedremo togliere altre attribuzioni all’ospedale di Locri non possiamo parlare, ma la linea di tendenza è questa: togliere, accentrare, spogliare. Salvaguardando solo le convenzioni con le cliniche private che spesso sono in mani poco raccomandabili – villa Anya docet – e alle quali l’accreditamento non manca mai. Spero di sbagliarmi, ma mi sa che stiamo andando verso una brutta deriva.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: