L’efficienza del “partito azienda”

«Il Tar del Lazio ha respinto la sospensiva del provvedimento della Corte d’Appello che aveva decretato la non ammissione della lista provinciale del Pdl. Questo il contenuto dell’ordinanza emessa dal Tar e letta dal presidente della seconda sezione bis, Eduardo Pugliese. Tra le motivazioni la non applicabilità del decreto legge interpretativo varato dal Consiglio dei ministri il 5 marzo in quanto, ha spiegato il presidente Pugliese, «nella regione Lazio la materia elettorale è disciplinata dalla legge 2 del 2008» e «il sistema di elezione è oggi disciplinato nei limiti dei principi di legge». Inoltre, per il Tar non può essere considerato sufficiente la circostanza che, prima delle 12 dell’ultimo giorno utile della cosnegna delle liste elettoriali al tribunale di competenza, i rappresentanti del Pdl fossero all’intero del perimetro dell’Aula giudiziaria, in quanto non è dismostrabile che avessero con sè l’intera documentazione necessaria a depositare le liste». (AGI)

Fin qui la notizia riportata dall’agenzia Agi. Ora, come faranno i berluscones della lista del Pdl, esclusi dalla competizione elettorale in Lazio, laddove sentivano già la vittoria in tasca? Con chi se la prenderanno? Coi giudici, sicuramente. Ma perché non se la prendono anche con le loro segreterie così piene di giovani di bell’aspetto, cravatta regimental e sorriso accattivante, o di strafighe con dodici centimetri di tacco sotto fisici perfetti? Belli, sicuramente, ma incapaci di svolgere un compito che per i peones della politica rappresenta l’Abc. Insomma, il partito azienda dimostra una scarsissima efficienza. Il colmo.

Annunci

2 Responses to L’efficienza del “partito azienda”

  1. Pietro ha detto:

    In questi giorni si sta verificando qualcosa di molto importante, in Italia. Mi sono molto risentito della firma di Napolitano sul DL salvaliste. Mi sono risentito e anche arrabbiato dopo aver letto le sue risposte a due cittadini e dopo alcune sue frasi pronunciate l’8 marzo. Della risposta ai due cittadini non mi è piaciuto il suo richiamo alla necessità di garantire la partecipazione del maggior Partito di maggioranza alle elezioni Regionali, perché non sta a lui – neppure a lui – questo compito; che spetta alle regole che devono valere per il maggiore dei Partiti come per l’ultima lista che intende concorrere a democratiche elezioni.
    Nella successiva difesa d’ufficio del PD non mi è piaciuto il tentativo di farci credere che tutto sia dipeso dal clima intimidatorio di alcuni Ministri che potevano far pensare che potesse succedere qualcosa di molto grave, se non avesse firmato quel decreto. Una vera e propria rottura del sistema scaturita da un colpo di Stato. Non l’ho condiviso perché con questo metro di misura finirà che otterranno sempre ciò che vorranno attraverso minacce velate e meno velate. La responsabilità che si è preso il Governo è stata grande…ed è stata, per loro, una vera manna dal cielo poterla attenuare dividendola con il Presidente della Repubblica. Del suo discorso per l’8 marzo, invece, non mi è piaciuta la frase in cui ha detto che in democrazia non servono atti di coraggio. Certo, in democrazia non servono…ma servono a difenderla. Soprattutto quando questa è stata conquistata con il sangue dei Partigiani. Per loro la democrazia valeva un gesto di coraggio. Si trattasse anche della propria vita. Ora c’è un’emergenza democratica e se nessuno chiede al Presidente di imbracciare le armi, gli si chiede almeno di far capire ai nostri governanti che la strada verso il regime non sarà spianata e agevole. Questa firma ha avuto anche il “merito” di creare nuove divisioni all’interno del csx, proprio quando ci si era compattati alla vigilia di elezioni che io ritengo davvero uno snodo cruciale per l’Italia e il suo futuro, politico e non solo politico. Per fortuna si va in piazza uniti…
    Altri risvolti di questa deprecabile vicenda possono essere i comportamenti della Lega e del suo uomo di maggior visibilità, cioè il Ministro Maroni, che aveva detto che la questione non era sanabile con un decreto, salvo poi doversi arrampicare sugli specchi per spiegarlo, in preda ad evidente imbarazzo. Mi chiedo quale federalismo vogliono, se poi entrano coi piedi nel piatto delle competenze regionali. Hanno ridotto al silenzio la Rai, approfittando delle elezioni, proprio nel momento in cui avremmo bisogno di capire. Il DL salvaliste ha nascosto per qualche giorno l’inchiesta su Bertolaso e la sua “urgenzopoli SPA”, dove le sorprese si rincorrono senza soluzione di continuità. Se in mezzo ci infiliamo i sondaggi che vorrebbero il Governo in picchiata di consensi, e se pensiamo in che situazione si troverebbe il Berlusca se dovesse prendere qualche sonora scoppola che potrebbe far implodere il PDL, con i rischi che ciò comporterebbe sul continuo ricorso del voto di fiducia in Parlamento, possiamo avere la giusta cifra della pressione alla quale è sottoposto grande Puffo in questi giorni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: