E son quattro!

Sembrano passati quattro giorni da quel mese di “numeri zero” e dalla prima uscita; invece sono passati quattro, bellissimi, anni. E così, ogni anno, il 14 marzo diventa un anniversario di una straordinaria storia professionale e di vita. Di una sfida difficile ma non impossibile in un contesto asfittico come quello dell’editoria calabrese. Non sono titolato a parlare dei successi professionali del giornale per il quale lavoro dal primo giorno della sua uscita. Dico solo che questo quotidiano regionale è talmente innovativo che da quando è uscito gli altri si sono dovuti adeguare: c’è chi si è messo “a dieta” e si è rifatto il “make up” e c’è chi si è dovuto proteggere dal giallo abbagliante del logo della nostra testata, mettendosi in testa un sombrero. E così, preferisco parlare del mio modo di vivere quest’esperienza, talmente bella che se tornassi indietro la rifarei altre mille volte. Allora fu una scelta d’istinto, la mia. Senza pensarci due volte. Salii su questo treno in allestimento che ora corre più che mai. Per noi che ci lavoriamo è una parte, assai significativa, della nostra vita. Ricordo i primi mesi, le pizze da Guidone dopo il lavoro a vedere i Mondiali del 2006, tutte le persone conosciute, i fatti seguiti, le ore passate senza mai sentire la stanchezza, le soddisfazioni che durano il tempo di una mattina, perché poi devi “azzerare” tutto e ricominciare da capo per un nuovo numero da preparare. E’ bello sentirsi parte di questo “concepimento” giornaliero. E’ quasi una paternità. Il treno è in corsa, più che mai. Qualche passeggero è sceso, qualcun altro è salito. Ma il treno è in corsa più che mai. Se ne saranno accorti anche i due Soloni che quattro anni fa, senza accorgersi della mia presenza, dissero tra loro che «poti durari n’annu, n’annu e menzu». Ne sono passati quattro. Per ora. Se n’è accorto anche chi, suo malgrado, ha scoperto che, per usare un detto popolare molto in voga da queste parti…«’ndavi cchiù jiorna ca sarsizzi». E vi assicuro che per lui è proprio il colmo. Ma ora basta festeggiare. Si ritorna al lavoro. I fatti ci attendono come sempre. E sono più ostinati che mai 🙂

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6 Responses to E son quattro!

  1. elle ha detto:

    Se le pagine pseudo culturali del giornale parlassero davvero di cultura invece di mostrare il lato B o il top senza veli delle pin up di turno sarebbe meglio. Non trovi? Buon anniversario. L.

  2. Virginia ha detto:

    In direzione ostinata verso i fatti, sempre: auguri!

  3. Pietro ha detto:

    In bocca al lupo per i prossimi quaranta…

  4. simona musco ha detto:

    ebbene si, sono 4. e a modo mio, quando più quando meno, ci ho messo qualcosa, tentando di carpire dai “capi” come te quel qualcosa che ancora non ho. spero che questo viaggio insieme duri ancora a lungo. intanto auguri anche a te..
    simo

  5. maxreale ha detto:

    Auguri e complimenti, ragazzi. E’ l’unico giornale per cui valga la pena spendere i soldi per comprarlo. Riporta fedelmente la verita’, non ha “riguardo” per nessuno.

  6. gianlucalbanese ha detto:

    Grazie a tutti voi.
    Bentornata Lirì.Forse hai ragione, il punto è che le pagine di Macondo sono qualcosa di diverso dalle solite pagine culturali e poi le grazie delle pin up ormai abbondano ovunque, anche nei giornali nazionali. Non ne farei una malattia. Da ragazzino degli anni ’80, ricordo che compravo ogni venerdì La Repubblica, ed erano i primi tempi che c’era l’inserto settimanale in omaggio. Ricordo che i miei compagni di scuola me lo “fregavano” perchè attratti non tanto dai contenuti, quanto dalle foto delle bellezze in mostra.
    Simona, non fare la modesta! 🙂 Sai benissimo che il tuo contributo è importante e che hai tutte le doti per fare strada in questo campo. E sai perchè? Perchè affronti quest’attività con impegno e umiltà. Facci caso: quelli che si sentono unici, insostituibili, più bravi degli altri, talmente importanti da non occuparsi delle cose piccole, prima o poi escono di strada. Resistono solo i più tenaci e i più umili. Questo anniversario, quindi, è anche la tua festa! Ad majora!

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