Hanno vinto questi

La foto è emblematica. Simbolizza l’Italia berlusconiana che oggi gioisce. Il verdetto delle urne va sempre rispettato, certo. Ma ormai, a parte l’italia centrale, quella che resiste, la Liguria e le oasi del Sud come la Basilicata e soprattutto la Puglia del grande Nichi Vendola, è dappertutto lo stesso marciume, sia che vinca per pochi voti, come quella della foto che rivela la sua natura facendo il saluto romano, sia che stravinca doppiando il suo avversario, come ha fatto Scopelliti in Calabria. Già, la Calabria. Da qualche tempo, chi arriva primo alle elezioni stravince. Vi sarete chiesti il perchè? Non è che, forse, ci sono dei pacchetti di voti che, in massa si trasferiscono da sinistra a destra e viceversa e che non appartengono al voto d’opinione? E’ un dubbio legittimo il mio, o no? Staremo a vedere. Intanto, i fans locridei del candidato ggggggggggggggggggggggggggggggiovane e rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrreggino hanno ben poco da festeggiare. Il candidato ggggggggggggggggggggggggggggggggggggiovane e rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrreggino, infatti, li ha fatti candidare tutti, li ha messi in conflitto tra loro, ha fatto frammentare il voto del comprensorio, ottenendo due risultati: la Locride ha votato in massa per lui alla presidenza della Regione, ma non ha espresso alcun consigliere (nè di maggioranza, nè di opposizione) a palazzo Campanella. Il nostro comprensorio, insomma, sarà sempre più marginalizzato, con buona pace dei berluscones locali, che ieri sera festeggiavano la vittoria del candidato gggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggiovane e rrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrreggino, che in tempi non sospetti aveva espresso la sua idea della Locride: una sorta di periferia di Reggio città metropolitana, alla quale potrebbe arrivare qualche briciola. Ricordate il post con l’incipit “Meno male che Reggio c’è”? Proprio quello! Non so cosa pensare. Se non che “cchiù scuru d’a menzanotti non veni”. 😦

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22 Responses to Hanno vinto questi

  1. Pioetro ha detto:

    Ragazzi, i Casalesi non vogliono candidati inquisiti, che cazzo! Guardate questo dato:

    http://www.repubblica.it/static/speciale/2010/elezioni/regionali/comuni/casal_di_principe.html

  2. gianlucalbanese ha detto:

    A proposito dell’unità della coalizione che ha vinto le elezioni regionali, vi propongo uno stralcio dell’articolo a firma di Guido Ruotolo e pubblicato sulla Stampa di Torino uscita ieri.

    “ROMA – “Che schifo questa campagna elettorale. Quante promesse hanno fatto i candidati: dieci voti per un posto di lavoro, per un processo aggiustato, per il riconoscimento di una invalidità inesistente. Ho sentito che persino i miei consiglieri promettevano posti di lavoro al comune. E poi, è stato come al solito terrificante il mercato dei medici. Sì, le liste imbottite di medici, delle tre emme: medici, massoni e mafiosi. Di programmi nessuno ha parlato. Francamente non pensavo che sarebbe stato cosi. Non avevo mai visto una transumanza di candidati da uno schieramento all’altro di queste dimensioni”.

    Se non fosse che il signore al bar è il sindaco di Locri, nonché candidato alle Regionali nella lista di Giuseppe Scopelliti, Francesco Macrì, il suo sfogo potrebbe apparire quello di un uomo qualunque, di un cittadino senza più speranze che spara contro il quartier generale.

    La sua fotografia è impietosa. E in qualche modo trova conferme con i primi dati di crollo dell’affluenza al voto, in Calabria, in media con il calo nazionale.

    Quanto peserà il voto mafioso? Il sindaco candidato – architetto, imprenditore agricolo, presidente regionale degli allevatori – non aveva evitato di rispondere alla domanda scioglighiaccio: “Peserà. Ma quel che mi ha sconvolto di più – ha poi precisato – è stata la scoperta della promessa come moneta di scambio. Ma è vero che quel candidato di Siderno è sostenuto dai Commisso?”. Domanda che il sindaco buttà là”.

    Fin qui le dichiarazioni di Macrì, che anche alla chiusura della sua campagna elettorale ha sparato a zero contro altri candidati del suo stesso schieramento. Cominciamo bene…

  3. simona ha detto:

    e poi dici che non mi deve venire l’ulcera. questa foto mi fa vomitare. ieri, dopo aver abbandonato l’urna a caulonia superiore, sono rimasta in silenzio per circa due ore. attorno a me la mia famiglia abbandonava la delusione nei piatti appetitosi di mia mamma,consapevole che comunque di noi non importa a nessuno (quindi tanto vale non pensarci e mangiarci su), mentre io, nel mio silenzio, mi domandavo come fosse possibile credere alle parole di certa gente, dare voti a chi profuma di ndrangheta e strette di mano disgustose, a chi avalla tesi leghiste e getta le persone in mare..il mio amico francesco rende mi dice che questo è il paradosso della democrazia, accontenta tutti e non accontenta nessuno e che, alla fine, ci meritiamo quello che votiamo. credo sia vero ma non so quanti di questi voti siano reali. ieri sera congiusta diceva saggiamente che la gente si accontenta di votare chiunque, indipendentemente dalle bandiere, in cambio di un posticino di lavoro. che questo lavoro venga dallo stato o dall’antistato poco importa. io almeno so di poter dormire sonni tranquilli e di potermi alzare sempre con la coscienza pulita e con una coerenza che molta gente può tranquillamente invidiarmi. e come dico sempre, preferisco morire di fame in modo onesto che essere piena di soldi e potere con le mani sporche. sarà questo che insegnerò ai miei figli se mai, con quest’andazzo, riuscirò a farmi una famiglia. gianlù, dirai che sono pessimista ma io questa la chiamo visione lucida della realtà. che dio ci assista.

  4. vincenzo ha detto:

    Renata Polverini è una ex sindacalista nonchè ex segretario generale dell’Unione Generale del Lavoro; definirla fascista è solo una dimostrazione di palese ignoranza dello scrittore del post/volontà di celare la realtà per avvalorare una tesi tendenziosa…in entrambi i casi siamo di fronte a cattivo giornalismo..infatti anche il giornalista più sprovveduto capirebbe che la foto in questione è solo un fermo immagine di un saluto non romano!
    passando alla parte piu importante del post, non capisco tanta avversità e sarcasmo verso scopelliti che mi sembra persona retta e precisa che in questi anni ha saputo continuare il lavoro cominciato da falcomatà,che ha saputo far crescere nel bene e nel male (ricordiamo che il contesto è pur sempre la calabria con tutte le difficoltà che ne convengono!)una città come reggio..
    a prescindere da tutto credo che i calabresi che hanno votato e spinto scopelliti non siano solo persone che hanno venduto il proprio voto ma siano soprattutto calabresi stanchi di una sinistra piena di contraddizioni e problemi!!
    penso sia giunto il momento per voi gente di sinistra di finirla col vantarsi di essere poco patinati ma intelligenti e sempre con la soluzione tra le mani!!la sinistra è stata bocciata per l’ennesima volta dal popolo..ergo …o gli italiani sono nella maggioranza stupidi e sprovveduti o voi avete torto e siete meno capaci di quanto credete!
    ad maiora

  5. Virginia ha detto:

    Caro Gianluca, secondo me non hanno vinto questi, che in termini percentuali sono calati un sacco.
    Hanno perso quelli.
    Quelli per i quali l’altro ieri la sconfitta era colpa di Bertinotti, ieri era colpa di Di Pietro e oggi è colpa del ‘Cupio dissolvi’ di Grillo (minchia, che cultura, Bersani! Chissà in quanti hanno capito che vuol dire, ma un vero intellettuale certe domande non se le pone).
    Un’amica su un forum ha fatto una bella proposta: si potrebbe provare a proporre un decreto interpretativo che impedisca alle forze politiche di opposizione diverse dal PD di presentarsi alle elezioni: vediamo con chi se la piglieranno, alla prossima batosta!
    Il vero perdente è colui che, quando le cose vanno male, crede di non meritarsele e che sia responsabilità sempre degli altri.

    Guardiamo a Vendola con l’ultima speranza, ma senza troppe illusioni.

  6. lirì ha detto:

    Ha vinto la Lega, il che si commenta da solo.

  7. gianlucalbanese ha detto:

    Un merito lo devo riconoscere a Scopelliti: ha fatto destare gli zombie dal loro letargo. Il caso di Vincenzo è emblematico. Sparisce per mesi per poi riemergere all’improvviso, solo per sputare sentenze che nessuno gli ha chiesto e per esprimere – dall’alto di non si sa quale autorità o capacità professionale – giudizi sul lavoro altrui. Addirittura, s’improvvisa interprete della mimica della Polverini, dimenticando che una buona parte del suo elettorato è composta dalla stessa marmaglia fascista che salutò romanamente l’elezione di Gianni Alemanno. Il fatto che il mio modo di descrivere gli eventi a lui non piaccia mi lascia indifferente. Vada a cercare altrove i suoi modelli nel mondo dell’informazione. Qualche nome? Fede, Minzolini, Liguori, Vespa saranno sicuramente a lui più graditi. Ma non si permetta mai più di dare dell’ignorante a chi neanche conosce e che ha il polso della situazione calabrese molto più di lui, sedicente professore universitario alla Sapienza di Roma. E pensare che una volta la Calabria esportava cervelli…

  8. simona ha detto:

    gianluca, ti incollo qui una cosa..fa venire i brividi..

    Circola da qualche settimana in rete questo scritto di Elsa Morante:

    “Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la
    condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché
    il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per
    insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e
    tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle
    sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto
    che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il
    dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie
    sempre il tornaconto.
    Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile
    effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo
    onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto
    seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi
    atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della
    gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il
    capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
    Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza
    credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di
    famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si
    circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile,
    e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un
    proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole
    rappresentare.”

    Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a
    B.Mussolini…

  9. vincenzo ha detto:

    essere definito sedicente professore universitario dopo anni di onorata carriera, da chi non accetta che gli si dia dell’ignorante quando è la realtà dei fatti mi sembra alquanto strano…caro gianluca albanese se lei si fosse fatto carico di una piccola ricerca su internet si sarebbe accorto che la foto in questione è davvero un fermo immagine di una sequenza molto ampia in cui la polverini saluta tendendo la mano!!
    anzi faccio un esempio ancora più semplice:provi a salutare qualcuno da lontano mentre la stanno fotografando..di sicuro ci sarà un fotogramma in cui lei sarà immortalato col braccio teso ma ciò non significa lei stia facendo il saluto romano!!credo anche un bambino potrebbe arrivarci!ma comprendo pure che fa più comodo per i suoi fini dare del fascista ad un esponente del pdl nonostante questi arrivi dal mondo del sindacalismo che ,lei mi insegna, è molto lontano dall’estremismo di destra….
    in seconda battuta anche io ho votato la polverini e non sono assolutamente fascista ne tantomeno marmaglia , ne forse un genio per cui la calabria debba essere orgogliosa….sono solo un modesto laureato che ha messo le radici nell’università in cui ha studiato fino a diventare professore..quanto a lei ,il suo polso della situazione e il suo cervello restate li in calabria che di sicuro ce n’è più bisogno…è troppo un vanto per la calabria vantare giornalisti di cotanto spessore
    p.s.leggo sempre il suo blog e mi desto solo quando voglio commentare

  10. gianlucalbanese ha detto:

    Una delle tante differenze tra me e Vincenzo è che lui insegna, mentre io non ho mai smesso di studiare. In particolare, non ho mai smesso di studiare la storia contemporanea, e quindi so che anche nel fascismo c’erano organizzazioni, almeno nominalmente, sindacali, seppur inserite in un regime corporativo. Penso alla Confederazione nazionale dei sindacati fascisti dalla quale sono nate sei confederazioni minori; quella dei lavoratori dell’Agricoltura fu capeggiata dal nostro conterraneo Luigi Razza. Ma a Vincenzo la storia contemporanea non interessa. Probabilmente non gli interessa nemmeno lo scritto di Elsa Morante riportato da Simona, che mi onoro di avere come collaboratrice. Per loro va tutto bene così. Contenti loro, contenti tutti. Chiudo con due doverose precisazioni: quando saluto qualcuno, di solito sono meno rigido e impettito; ti ho definito sedicente professore universitario, perchè non conosco il tuo cognome e non ti ho mai visto, quindi non ho potuto verificare se effettivamente tu lo sia, anche se mi fido di quello che hai scritto. Del resto, tu conosci il mio nome, il mio cognome, il mio volto e quello che faccio; perfino quello che penso. Tu invece sei Vincenzo “u professuri”. Senza un cognome o altri caratteri identificativi. In bocca al lupo per la tua “onorata carriera” di docente di autoreferenzialità (quella sì che è una materia che potresti insegnare). Io mi accontento di rimanere qui, di occuparmi di cronaca locale cercando di fare al meglio il mio lavoro, rimanendo agli antipodi rispetto agli chanteurs de geste dei potenti calabresi. E soprattutto, rimango fedele al mio ruolo di eterno studente “perchè la materia di studio sarebbe infinita, e soprattutto so di non sapere niente”. Adieu

  11. anna ha detto:

    “Il Governo nazionale nell’arco di 4 anni spazzerà la miseria dei contadini.Nell’arco di 4 anni eliminerà la disoccupazione.A questo colossale compito di risanamento della nostra economia,il Governo nazionale unirà l’attuazione di un piano di risanamento dello Stato,delle Regioni,dei Comuni.In tal modo l’assetto federativo dell stato diverrà vigorosa e solida realtà.I partiti marxisti e fiancheggiatori del marxismo hanno avuto 14 anni a disposizione per dimostrare la propria capacità.Il risultato e’ un campo di rovine.Concedete a noi 4 anni e poi giudicherete.”

    DAL CONTRATTO DI HITLER COL POPOLO TEDESCO; 1933.

  12. Virginia ha detto:

    Ragazzi… lo dico con affetto, eh, e senza spirito polemico, ma se posso consiglierei di evitare di riportare articoli della Morante e pezzi del patto di Hitler.
    E’ roba che gira sulla rete da quando Berlusconi fu eletto la prima volta, e gli elettori hanno continuato a votarlo.
    Chi lo vota è gente che manco le legge, ste cose! E chi non lo vota non ha bisogno di queste cose per convincersi a non votarlo.
    Dobbiamo, invece, recuperare il voto di chi non vota per lui, ma manco più per il centrosinistra.
    E questo lo si fa partendo da una FORTE E IRREMOVIBILE critica a noi stessi prima di tutto, noi stessi in quanto elettori, poi ai nostri partiti di riferimento, poi alle cazzate fatte e rifatte finora, e alla inconsistenza delle proposte, fino ad arrivare ai calci nel sedere che si DEVONO dare a questa classe dirigente della nostra parte; diversamente questa sarà un’altra inutile sconfitta che ci porterà ostinatamente verso il nulla fino alla prossima mazzata.
    Almeno, io la penso così.
    Un saluto a tutti, anche all’ esimio Prof Vincenzo che non sa che né negazione si scrive con l’accento, e vi lascio con un articolo di Travaglio, giusto per dare uno spunto di discussione nella direzione che auspicherei fosse quella che seguiremo, da ora e per i prossimi tre anni.

    L’Altra Notizia: Marco Travaglio – In poche parole, un’altra Caporetto

    Mentre il Pdl di Menomalechesilvioc’è perde 8,5 punti in un anno e tocca il minimo storico, la Lega lo asfalta al nord e Fini può rivendicare i successi in Lazio e Calabria con i suoi Polverini e Scopelliti, soltanto il vertice del Pd poteva trasformare la débâcle berlusconiana in una Caporetto del centrosinistra (fra l’altro, scambiata per una vittoria). Bersani, cioè D’Alema e i suoi boys (almeno quelli rimasti a piede libero), ce l’han messa tutta per perdere le elezioni più facili degli ultimi anni e, alla fine, possono dirsi soddisfatti.
    In Piemonte hanno candidato una signora arrogante e altezzosa, bypassando le primarie previste dallo statuto del Pd per evitare di dar lustro al più popolare Chiamparino e riuscendo nell’impresa di consegnare il Piemonte a tale Cota da Novara per solennizzare degnamente il 150° dell’Unità d’Italia. A Roma, la città del Papa, hanno subìto la candidatura dell’antipapista Bonino per mancanza di meglio (il meglio ce l’avevano, Zingaretti, ma l’hanno nascosto alla Provincia per evitare che, alla tenera età di 45 anni, prendesse troppo piede), poi l’han pure lasciata sola per tutta la campagna elettorale. In Campania, calpestando un’altra volta lo statuto, hanno sciorinato un signore che ha più processi che capelli in testa perché comunque era “un candidato forte”: infatti. In Calabria han ricicciato un giovin virgulto come Agazio Loiero, che quando ha perso come tutti prevedevano si è pure detto incredulo, quando gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio. Non contenti, questi professionisti del fiasco, questi perditori da Oscar le hanno provate tutte per fumarsi anche la Puglia, candidando un certo Boccia che perderebbe anche contro un paracarro, ma alla fine hanno dovuto arrendersi agli elettori inferociti e concedere le primarie, vinte immancabilmente dal candidato sbagliato, cioè giusto.
    Hanno inseguito il mitico “c e n t ro ” dell’Udc, praticamente un centrino da tavola all’uncinetto, perché “guai a perdere il voto moderato”. Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro. Altri, quasi uno su due, sono rimasti a casa o han votato bianco/nullo, curiosamente poco arrapati dai pigolii del “maggior partito dell’opposizione” e dal suo leader, quello che “vado al Festival di Sanremo per stare con la gente” e “in altre parole, un’altra Italia”. Se, col peggiore governo della storia dell’umanità, l’astensionismo penalizza più l’opposizione che la maggioranza, un motivo ci dovrà pur essere. L’aveva già individuato Nanni Moretti nel lontano febbraio 2002, quando in piazza Navona urlò davanti al Politburo centrosinistro “con questi dirigenti non vinceremo mai”.
    Sono gli stessi che sfilano in tutti i salotti televisivi, spiegando che la Lega vince perché “radicata nel territorio” (lo dicono dal 1988, mentre si radicano nelle terrazze romane o si occupano di casi urgentissimi come la morte di Pasolini) e alzando il ditino contro Grillo, che “ci ha fatto perdere” e “non l’avevamo calcolato”. Sono tre anni che Beppe riempie le piazze e li sfida su rifiuti zero, differenziata, no agli inceneritori e ai Tav mortiferi, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite, e loro lo trattano da fascistaqualunquistagiustizialista. Bastava annettersi qualcuna delle sua battaglie, sganciandosi dal partito Calce & Martello e dando un’occhiata a Obama, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Bastava candidare gente seria e normale, fuori dal solito lombrosario, come a Venezia dove il professor Orsoni è riuscito addirittura a rimpicciolire Brunetta. Ma quelli niente, encefalogramma piatto. Come dice Carlo Cipolla, diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso. Ecco, ci siamo capiti. Ce n’è abbastanza per accompagnarli, con le buone o con le cattive, alle loro case (di riposo). Escano con le mani alzate e si arrendano. I loro elettori, ormai eroici ai limiti del martirio, gliene saranno eternamente grati.

  13. Ale ha detto:

    Gianlucaq
    Il prossimo c’è l’ elezione a sindaco di Siderno, tu chi vedi bene come successore di Figliomeni ?

  14. Paolo ha detto:

    La foto ed il gesto della neo Presidente è inequivocabile!!!
    Un fotogramma, tratto da un video in uso a reporter non potrebbe mai avere quella risoluzione d’immagine e nitidezza.

  15. Giuseppe ha detto:

    Caro Vincenzino, il problema non nè la Polverini in sè, ma il fatto che quelli come te, alla fine,dando il voto alla coalizione di centrodestra, avallano un mascalzone come Silvio Berlusconi. Quindi, il problema, non è la Polverini, ma tu,che nascondi alla tua coscienza non la legittimità di essere di destra, quanto il dato obiettivo che Berlusconi sia un mascalzone. E vedi, anche tu sei attratto, come milioni di italiani, purtroppo, dalla furbizia italica del vincere imbrogliando. Vedi, caro Vincenzino, forse non sai che una cosa è essere legittimati a governare perchè eletti per volontà popolare, un’altra è usare questo risultato per avvelenare un paese; questo non è consentito anche se il tuo padrone raggiungesse il 90% dei consensi.Insomma, ripulisci il cervello dai veleni che il tuo Padrone ti ha immesso…o meglio, avvelenati da solo.

  16. Pietro ha detto:

    Abbiamo perso, punto! Questo, però, non cambia di un millimetro alcune cose, come il saluto romano alla Polverini, in piazza, e il grido di Duce, Duce alla manifestazione del PDL. Se poi il professore non li ha voluto né vedere, né sentire, questo è un altro paio di maniche. Tanto, il mentire anche di fronte all’evidenza, come di fronte alla sciocchezza – voluta o meno – di Alfredo Milioni, il famoso presentatore della lista PDL lazio, va ormai di moda. Io non ho sentito la Polverini lamentarsi per quei voti degli elettori che inneggiano al ducetto; così come neppure lui si è sognato di prendere le distanze da queste frange fasciste. Però chiedono al PD di rompere con Di Pietro, perché troppo estremista…
    Abbiamo perso, pur crescendo rispetto alle europee..ma questi calcoli non li ritengo buoni argomenti per non accettare la sconfitta. Le colpe?
    Secondo i soliti è colpa del PD, secondo il PD è colpa dei soliti. Le colpe ci sono, ma io non ho mai creduto che alla maggioranza degli elettori interessino i programmi dei candidati oppure come ciascuno affronta la campagna elettorale. Le analisi li faremo in arari più consoni. Per adesso, buonanotte, Italia.

  17. gianlucalbanese ha detto:

    Per ALE: secondo me il migliore sindaco che possa avere Siderno è il mio amico Paolo Fragomeni, degno rappresentante della gloriosa storia del Pci, e ora esponente della parte migliore del Pd.

  18. gianlucalbanese ha detto:

    Ringrazio tutti voi per i vostri interventi, in particolare Virginia che ci ha dato modo di leggere l’ennesimo capolavoro di Marco Travaglio 🙂

    • Virginia ha detto:

      :-)Al volo, ti segnalo un aforisma di Moni Ovadia, secondo me perfetto come riassunto del momento, che parafrasando Woody Allen ha detto:
      La sinistra radicale è in coma, il Pd è attaccato all’autorespiratore di un elettorato fideista, l’Udc è afflitta da una paresi bilaterale e anch’io mi sento poco bene.

      Auguri per Pasqua, Gianluca, che nonostante tutto sia serena.

  19. Angelo ha detto:

    Ciao Gianluca,
    sono completamente daccordo con tè in tutta la discussione. Vedo che hai fatto tacere lo pseudo
    “professuri”.
    In merito a Paolo Fragomeni che dire sicuramente buona parte dei sidernesi non lo capirebbero è troppo onesto intellettualmente, non si piegherebbe ne ai cumpari ne alla illegalità più diffusa che ha imperneato in questi anni.

  20. maxreale ha detto:

    una cosa e’ certa: abbiamo bisogno di un sindaco che riporti a Siderno le priorita’ giuste, che si sono perse negli ultimi 12 anni: piu’ cultura, piu’ attenzione per l’ambiente, piu’ freschezza e voglia di modernizzazione, meno edilizia selvaggia, meno attaccamento ai vecchi modi di pensare (i giovanissimi sono tornati a giocare alla “murra” come 50 anni fa). Ci vorrebbe un Mimmo Panetta versione “1994-1997” ma se stavolta sara’ un sindaco del centro forse e’meglio…..

  21. Pietro ha detto:

    Eccoci qui! Il processo in breve…Da una parte chi non va ai processi che lo vedono imputato, dall’altra noi, che ci autoprocessiamo continuamente. Improvvisamente il problema siamo doventati noi e non colui – e coloro – che prima durante e dopo le elezioni ne hanno fatto di tutti i colori. Scandali di ogni genere, ingerenze continue nella Rai, frequantazioni che definire dubbie è cortesia pura. E noi qui ad alambiccare e a fracassarci i maroni in preda alla nostra sindrome di Tafazzi, commettendo l’errore di pensare che sia tutta colpa nostra, mentre in Italia c’è chi digerisce ogni nefandezza politica; che perdona ogni “debolezza” dei potenti; che sceglie sempre la scorciatoie invece della strada che porta lontano. Pensate che a questa gente che perdona ogni cosa a Berlusconi interessino i nostri programmi? Pensate che questo elettorato cambi idea di fronte a strategie e posizioni chiare e semplici? Pensate che chi vota per loro mentre stanno cercando di smontare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori se ne infischi di Bersani davanti ai cancelli delle aziende in crisi? Pensate che con Vendola o Grillo i valori in campo si ribalterebbero in un lampo?
    No. Non illudiamoci. Qui c’è solo da chiedersi quanto durerà questo ciclo politico. Come diceva Monicelli l’altra sera, gli italiani si creano i ducetti poi quando si stancano li appendono a testa in giù in piazza.
    Certo, non si può assistere passivamente sulla riva del fiume, ma non è cambiando leader continuamente che si risolve il problema. In questi due modelli differenti di concepire la leadership gli elettori scelgono la continuità. Il centrosinistra è ormai diventato come le squadre di calcio che comprano male e poi dopo la prima sconfitta cambiano l’allenatore.
    Alle politiche scorse, il csx e i partiti di sx candidavano operai della Thissen, mentre il cdx candidava il capo della rivolta dei tssisti contro le politiche economiche di Bersani, quelle per la lotta all’evasione. Il torto, in quel caso, fu la mancanza di coraggio nel proseguire fino in fondo mettendo in pratica quelle idee, che c’erano ed erano talmente efficaci da scatenare la rivolta di coloro che sarebbero stati colpiti da quelle misure. C’è una fascia di elettorato determinante che perdona tutta alla dx e non perdona niente alla sx. E lo squilibrio sta tutto qui. Lo zoccolo duro di ogni schieramento, poi, è costituito da un elettorato di base estremamente esigente e uno estremamente elastico. Per me la chiave sta lì.

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