Diario di bordo

maggio 29, 2010

Devo ringraziare chi mi ha fatto gli auguri per i 200.000 contatti del mio “inutile” blog, e accetto di buon grado il suggerimento di Enzo e del sindaco più simpatico della Locride che spesso mi rimproverano il fatto che sto trascurando questa mia creatura virtuale. Il punto è che mi sto impegnando davvero tanto per il giornale, e alla fine della giornata, resta davvero poco tempo (e voglia) per scrivere altro. E così, vi aggiorno sul lancio di “Avamposto”. Nei giorni scorsi, sia Calabria Ora che il Quotidiano vi hanno dedicato ampio spazio. Se n’è occupato anche “Sette”, il settimanale del Corriere della sera uscito giovedì scorso. Segno dell’attenzione che questa iniziativa editoriale merita. C’è anche un gruppo su facebook con le ultime novità. A breve lo presenteremo anche nella Locride, e sarà mia cura divulgare data e luogo con congruo anticipo. Chiudo con un pensiero sul probabile incarico a Fabio Capello che dovrebbe essere il nuovo allenatore dell’Inter. Moratti, evidentemente, vuole chiudere il “trittico della simpatia”: dopo Mancini e Mourinho, ecco Capello. Ovvero, ecco quello che allenava la Juve negli anni di calciopoli. Segno che “Woodenteeth” cambia idea spesso. “he changes his mind, like a girl, chianges her clothes”…Gli dedico questa orecchiabilissima “Hot and cold”


Scoppia la “coppia letale”

maggio 28, 2010

Oggi, l’inutile blog ha sfondato il muro dei 200.000 contatti. Un traguardo inimmaginabile quel pomeriggio di fine agosto 2007, quando vide la luce. Li voglio “festeggiare” a modo mio, con questa scena rubata a margine della finale di Champions League. Per la cronaca, l’ex allenatore dell’Inter era nella macchina del presidente del Real Madrid. La sera stessa della finale. Ora, l’ex calciatore abbracciato nel filmato dal suo ex allenatore, dovrà trovare un altro partner per cercare di buttare un po’ di veleno in più in un mondo nel calcio che proprio di veleni non ha bisogno. Dedico la visione del filmato con tanta tenerezza a chi, guardandolo, si è commosso davvero. Ma le lacrime sono una cosa seria. E non andrebbero sprecate così.


La grazia, o il tedio a morte del vivere in provincia

maggio 28, 2010

“Basilicata coast to coast” di e con Rocco Papaleo, è uno di quei film che dopo averlo visto ti rende ancora più orgoglioso di essere un provinciale del Sud. Di essere, insomma, più fantasioso, idealista e romantico, di chi viene dalle grandi città del Nord e vive all’insegna del “grano” e non degli ideali, dei sogni. Chi abita da queste parti sa che deve moltiplicare gli sforzi per lasciare un segno della propria creatività, rispetto a chi frequenta certi ambienti. Rocco Papaleo ce l’ha fatta. Lo ricordo dai tempi della serie Tv “Classe di ferro” quando interpretava il soldato di leva lucano, credulone e romantico, ma senza baffi da uomo. Lo rivedo dopo più di vent’anni sempre uguale, con la sua canzone “Basilicata on my mind” riarrangiata in chiave jazz, e che fa la sua figura in mezzo a una colonna sonora di tutto rispetto, con le musiche di Rita Marcotulli. Grandioso il montaggio, bravissimi gli attori. Il binomio tra viaggio e “la grazia o il tedio a morte, del vivere in provincia” è l’architrave della storia, che poi si rivela un grande gesto d’amore verso la sua regione. Da non perdere. Alla faccia delle megaproduzioni americane che non ti lasciano nulla, perchè le emozioni che ti danno film come “Basilicata coast to coast” non hanno bisogno del 3D.

P.S.: a chi ha meno memoria televisiva di me, dedico questa clip tratta proprio da “Classe di ferro”, durante la quale un giovanissimo Rocco esegue la versione originale di “Basilicata on my mind” 😀


Avamposto

maggio 26, 2010

Esce oggi in tutte le librerie d’Italia “Avamposto” dei colleghi Roberta Mani e Roberto Rossi, edito da Marsilio. Un libro concepito e realizzato da due regazzi che fanno il mio stesso mestiere, e sanno che da queste parti qualche difficoltà in più c’è. Parla di colleghi minacciati, di proiettili, di intimidazioni. E parla anche di qualche caso di cattiva politica, quella, per intenderci, che avrebbe voluto limitare la libertà di stampa e di espressione. E così, pure io, nel mio piccolo, ho preso parte al libro, attraverso un breve racconto di una storia vera, di giorni in cui persino questo inutile blog ha dato fastidio. Non ne avevo mai parlato in pubblico, perchè non se n’era mai presentata l’occasione. Poi, una sera d’inverno, Roberto, durante la sua lunga permanenza in Calabria per conoscere da vicino la realtà e le storie dei protagonisti del libro, è passato anche dalla nostra redazione. Ha parlato anche con me. E io gli ho raccontato una storia vera, che ora vi lascio il piacere di leggere su Avamposto. Buona lettura e un abbraccio a Roberto e Roberta.

P.S: il libro esce esattamente cinque anni e due giorni dopo un gravissimo delitto che ha scosso l’opinione pubblica sidernese. Segno del destino?


La riscossa dei “Piangina”

maggio 25, 2010

Questi sono i giorni in cui il tifoso che c’è in me deve lasciare posto allo sportivo; non si può, infatti, negare l’evidenza e soprattutto non si può non riconoscere la grande impresa dell’Inter, che ha vinto tutto quello che c’era da vincere. In Europa, non ha avuto rivali; in serie A, ha dovuto soffrire fino all’ultimo contro una grande Roma rivitalizzata da Ranieri ma all’ultima giornata l’ha spuntata; in coppa Italia, praticamente una passeggiata. E quindi, onore al merito a questo “dream team”, composto con criteri da “resto del mondo” in fase di calciomercato, ma poi trasformato in squadra solida e compatta, con una difesa impenetrabile e un attacco stellare. Ma soprattutto, un pensiero va rivolto ai suoi tifosi. Ne sono spuntati tantissimi in queste settimane. Quelli veri, quelli che ci hanno sempre messo la faccia, che hanno subito il terribile periodo 1989-2006 soffrendo in silenzio e subendo di tutto (soprattutto superando la prova di sopravvivenza del 5 maggio 2002) ora ululano di gioia. Li ricordo con le orecchie calate e il capo chino, abbandonare i punti di ritrovo, nei quali si potevano vedere la partite in pay-tv negli anni ’90, quando la Tv satellitare e il digitale terrestre non erano ancora beni di utilizzo comune; li vedevo tronfi e orgogliosi ad agosto dopo la campagna acquisti, scettici a gennaio dopo il girone di andata e delusi e arrabbiati a maggio. Poi, la diffusione di internet sviluppò l’uso dello sfottò digitale, con siti ad hoc e improbabili testate come “La gazzetta del piangina”, in cui venivano riportate fedelmente e puntualmente, le lamentele di chi si sentiva vittima di un sistema del quale, invece, era parte integrante. Ora no, è tutto passato. Sabato sera ho visto gente per strada esultare in maniera rabbiosa. Li capisco. Capisco un po’ meno quelli che a fine maggio 2003 esultarono insieme ai milanisti (!) per la sconfitta della Juventus di Lippi nella finale di Champions League. Allora raschiavano il fondo del barile per trovare una soddisfazione calcistica e quando non ne potevano più, protestavano ed esponevano degli striscioni con la scritta “mai una gioia” (ve lo ricordate?). Ora esultano e ne hanno ben donde. Uno di loro, però, ha dimostrato ancora una volta di avere poco sale in zucca. E’ quell’ex calciatore di basso livello seduto in panchina, che invece di esultare per la vittoria della sua squadra, ha preferito esibire una maglietta allusiva e acida contro i tifosi della squadra più blasonata d’Italia. Una scena che entra di diritto nello stupidario dei fenomeni deteriori e latamente riconducibili al mondo del calcio. Una smargiassata vergognosa, che qualcuno ha preso sul serio, al punto tale che una lite è finita in tragedia.


Ci pensa il Marcello

maggio 20, 2010

Eccoli serviti, tutti i detrattori di Lippi. Quelli che hanno sempre avuto da ridire pure su quest’allenatore autenticamente vincente, contestandogli alcune convocazioni di presunti “fedelissimi”, hanno dovuto prendere atto della mancata convocazione di Fabio Grosso, quello del primo goal alla Germania nella semifinale dei Mondiali 2006, quello che fece esclamare a Marco Civoli durante la telecronaca “Mio Dio Fabio Grosso, cos’hai fatto…”; quello che, dopo un paio di stagioni giocate in Francia con alterne fortune, è approdato alla Juventus convinto di aver il trampolino di lancio per i prossimi Mondiali. In realtà, secondo me, è stato secondo solo a Felipe Melo come bidone dell’anno. Un giocatore spento ed evanescente, che è riuscito nella difficile impresa di far rimpiangere persino Molinaro. E quindi, Grosso resta a casa. Così come Candreva, Totti, Nesta e altri che con questa fisionomia di squadra non c’entrano nulla. Certo, non ci sarà nemmeno Miccoli, che io avrei portato in Sudafrica, ma in Italia, si sa, ci sentiamo tutti commissari tecnici e abbiamo sempre il vizio di credere di saperne di più di chi sta allenando. Io un po’ meno. Mi fido di Lippi, di quello che ha fatto e dei tanti successi ottenuti in carriera con squadre diverse. Insomma, è il caso di ricordare quello striscione esposto dai tifosi juventini qualche tempo fa con la scritta “Ci pensa il Marcello”. Mi fido di lui.

P.S.: mi fido anche di Del Neri, forse la scelta migliore che la società potesse fare. In Italia abbiamo fior di allenatori, perchè svenarsi per un tecnico straniero, per giunta particolarmente esoso? Forza Gigi!


L’Italia presa…in Giro

maggio 17, 2010

La nostra amica Rianne, olandese-monasteracese, mi ha inviato alcune bellissime immagini dalle tappe del Giro d’Italia nei Paesi Bassi. Qui la vediamo in sala stampa.

Mentre l’altra foto, scattata all’arrivo di una tappa, e certamente oscurata dalla Tv italiana, si commenta da sola… 😉

Grazie per le foto, Rianne!
Per il tempo, purtroppo, ti devo deludere, è stato un week end molto…olandese da queste parti. A presto! 🙂