A tutto swing!

Mancava solo la nebbiolina densa del fumo di sigarette, e la salute dei presenti ci ha guadagnato parecchio. Per il resto, mercoledì sera alla sala Calliope della libreria Mondadori a Siderno l’atmosfera era quella tipica di certi locali da ballo degli anni ’50 e ’60: maliziosa, apparentemente spensierata, indubitabilmente affascinante. E con una colonna sonora inconfondibile: lo swing proposto dal Larry Franco Swingtet, che ha presentato il progetto “Farenheit”, un omaggio ai grandi dello swing italiano che si sono guadagnati la fama internazionale. Fred Buscaglione, Bruno Martino, Nicola Arigliano e Gorni Kramer non ci sono più; anzi, per dirla con l’ironia sfoggiata l’altra sera da Larry Franco: “sono andati in tournèe”. Ma la loro musica è sempre presente nei cuori degli appassionati di tutte le età che mercoledì hanno gremito la saletta dalle poltroncine rosse, che facevano pendant con le camicie e i cappelli dei musicisti. E così, poco dopo le venti, il quintetto di Franco ha proposto il suo sound crudo, essenziale e rigorosamente acustico: due fiati, batteria, contrabbasso e pianoforte a coda. Prima, però, la doverosa premessa: “stasera registriamo un cd dal vivo, quindi, vogliamo sentire tutto il vostro calore: stimolate il nostro egocentrismo”. Si parte col botto. “Eri piccola così”, infatti, è il brano più famoso di Buscaglione, che subito scalda la platea, coinvolgendo pure una giovane attrice in prima fila che spara il colpo di pistola al cantante durante il brano. Atmosfere dei favolosi anni ’50 a go-go, con tutti i brani tipici di Buscaglione, che nel ritratto di Mario Poglietta, divenuto canzone ne “I remember Fred” viene definito come “un duro che sognava le pantofole”: “Il dritto di Chicago”, “Buonasera signorina”, “Mi sei rimasta negli occhi”, “Voglio scoprir l’America” (il primo rap della storia) e “Nei cieli dei bars” da ballare “cheek to cheek”. Quindi, è la volta del secondo “ospite” – così Franco chiama i grandi dello swing” che hanno cantato i brani eseguiti durante il concerto – che è Bruno Martino, del quale il quintetto propone “Nel 2000” ironizzando sul verso che dice “Nel 2000 ogni cosa cambierà, ma l’amore senza pillole sarà”. E poi “Con quelle gambe che Cha Cha Cha”, “Amore baciami”, “AAA Adorabile cercasi”, il blue’s di “Sono stanco” e una splendida “Odio l’estate” in cui la tromba di Mino Lacirignola dà il meglio di sé col sound reso acido dal sapiente uso della sordina. Quindi, il gran finale tutto dedicato a Nicola Arigliano, del quale Larry Franco è stato uno dei musicisti preferiti, nonostante fosse più giovane di lui. Via con “I sing ammore”, poi il lentaccio galeotto di “Amorevole”, e “Permettete signorina”, “E’ solo questione di tempo”, “Kiss me”, e le atmosfere da scena del crimine di “Make the knife”. Non prima del bis con una ritmatissima “That’s amore”, che chiude un’ora e mezza di spettacolo molto gradito dal pubblico, a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dagli organizzatori, dopo la buona riuscita della rassegna Climax.

GIANLUCA ALBANESE
g.albanese@calabriaora.it

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