Casta di casa col sugo di capra

No, non c’è un errore nel titolo. Semmai, è un tentativo mal riuscito di calembour. Già, perchè non c’è solo la casta dei politici nazionali, ben descritta nel saggio di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. C’è anche quella paesana, dei sindaci della Locride che, riuniti in assemblea ieri sera, non sono riusciti a cavare un ragno dal buco, e quindi, come hanno già fatto lo scorso febbraio, hanno deciso di riconvocarsi, ma a porte chiuse, per decidere sul rinnovo delle cariche associative, molte delle quali prevedono un’indennità. Guardacaso, vogliono decidere senza la presenza della stampa, divenuta, agli occhi di alcuni di loro, fin troppo ingombrante. E così, nella riunione di ieri sera, quando l’invito a rivedersi e decidere, ma lontani dai giornalisti, è giunto da più di un primo cittadino, insieme ai colleghi Aristide Bava della Gazzetta del Sud, Pino Albanese del Quotidiano della Calabria e all’editore della Riviera Rosario Condarcuri, abbiamo deciso di andarcene, dato che, evidentemente, la nostra presenza non era gradita. Poi, alcuni sindaci con più sale in zucca degli altri, sono usciti pregandoci di rientrare in aula e alla fine, consci di dover fare il nostro dovere d’informare i nostri lettori, siamo rientrati. Il punto è che alla fine è passata la linea del conclave, che verrà convocato tra una decina di giorni. Certo è che non hanno fatto una grande figura, alla faccia del principio di pubblicità che ispira i lavori dell’associazione dei Comuni della Locride. Mi dispiace molto che l’onda d’urto di questa linea, tutt’altro che condivisibile, abbia travolto anche quei primi cittadini che non hanno nulla da nascondere, e che non avrebbero avuto alcun problema a proseguire i lavori in maniera aperta. Ma tant’è. Chisti simu.

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3 Responses to Casta di casa col sugo di capra

  1. Virginia ha detto:

    Viva la trasparenza…

  2. lirì ha detto:

    Quei primi cittadini che non hanno nulla da nascondere hanno maggiori responsabilità degli altri se accettano una cosa simile…Buona domenica Gianluca

  3. gianlucalbanese ha detto:

    Stai rivalutando De Mita, Virginia? 🙂
    Quello che dice Lirì è giusto, ma la mia impressione è che i sindaci “buoni” siano stati fagocitati da una maggioranza schiacciante che alla fine ha imposto la sua linea.
    Una mia amica incline alla Realpolitik ha osservato una cosa che, a onore del vero, avevo pensato pure io: le riunioni riservate, a porte chiuse, e con modi carbonari esistono da sempre nella politica e sfuggono al controllo anche degli osservatori più attenti. Lo scandalo è quando, in una sede ufficiale, vengono sancite come l’unico metodo possibile per prendere decisioni importanti. Insomma, se si fossero riuniti segretamente, senza dirlo in pubblico, nessuno se ne sarebbe accorto. Invece no. Oltre che poco trasparenti, si sono dimostrati dei veri e propri fessacchiotti.

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