Pomigliano: sì o no?

Chi mi conosce sa che non sono mai stato un fan della Cgil. Anzi, ho sempre pensato che la classe dirigente di alcuni comparti sia intimamente – e troppo – legata a certe correnti e correntoni del Pd, tanto da badare più a fare da serbatoio di voti a candidati provenienti dal sindacato e ora stabilmente seduti ai vertici di partito, che all’interesse dei lavoratori. La stessa Fiom, nel settore metalmeccanici ha condotto troppo spesso delle battaglie identitarie, slegate dal contesto socioeconomico attuale. Quanto sta accadendo alla Fiat di Pomigliano d’Arco, però, induce a una riflessione: io non sono pregiudizialmente contrario agli accordi, nemmeno a quello sottoscritto da tutte le sigle sindacali, tranne Cobas e, appunto, la Fiom. Il punto è che, come ha acutamente rilevato Enrico Letta, dal suo osservatorio di sostenitore dell’accordo, il rischio è che un accordo stipulato in una situazione emergenziale, rischia di diventare un precedente al quale tutte le relazioni industriali di tutti i settori rischiano di uniformarsi. Insomma, c’è il rischio che ogni trattativa contrattuale si trasformi in una mera applicazione delle restrizioni ai diritti dei lavoratori insite nell’accordo di Pomigliano d’Arco. Ecco perchè secondo me ancora bisogna tenere duro, e limare ulteriormente i termini dell’accordo. Decideranno i lavoratori con un referendum. Però, se fossi uno di loro oggi voterei NO. E ricorderei a Marchionne, che ha fatto sfoggio di una battuta frutto di arroganza padronale e pessimo gusto, che se i lavoratori scioperano non vengono retribuiti; quindi, dubito che rinunciano a una o più giornate di lavoro solo per vedere le partite dei Mondiali in Tv. Si vergogni Marchionne!

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One Response to Pomigliano: sì o no?

  1. Virginia ha detto:

    Io parto da una posizione opposta alla tua sindacalmente, essendo iscritta alla CGIL, essendo RSU eletta nella mia scuola e fino a qualche mese fa anche nel direttivo. In più, l’unico sindacalista che mi piace è Cremaschi, tant’è che ho chiesto se potevo iscrivermi alla FIOM invece che alla FLC… sono estremista nell’anima, proprio! 😀
    Comunque, a parte le mie posizioni, Pomigliano è una svolta; temo che passeranno i sì, perché in una terra in cui non c’è lavoro, non ci possiamo permettere di perdere quasi 20.000 posti tra Pomigliano ed indotto, ma sarà l’inizio della fine dello Statuto dei lavoratori e la ratifica definitiva del ritorno al padrone.
    Un mio amico ha scritto un sonetto su questo; lo riporto, perché è bellissimo. Amaramente bellissimo…

    Lo Scaduto dei lavoratori

    Con il ricatto a portata di mano
    Marchionne e soci si son presentati
    dinanzi ai vertici dei sindacati:
    Vado in Polonia? Vado a Pomigliano?

    Con il peloso consenso del Nano
    tutti i diritti saranno abrogati:
    faccia la Panda chi è senza peccati!
    Ma questo accordo già guarda lontano.

    Guarda a una vita che è sempre più dura
    senza diritti, decoro, valori
    globalizzata sol dalla paura.

    Crisi! Mercato! Si levano i cori.
    Sulla coscienza la sagoma scura
    dello Scaduto dei Lavoratori.

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