Cornuti e bastonati; anzi…manganellati

Ora capisco il perchè di quello strano malessere che ho provato lo scorso 14 giugno, quando a metà mattinata ho dovuto interrompere la passeggiata romana, chiamare un taxi e farmi riaccompagnare in albergo. Non era il caldo terribile; non era l’afa e nemmeno lo smog. Insieme all’insigne dottor Carrà, infatti, ci siamo trovati a passare davanti a palazzo Grazioli, sede romana del dittatore del consiglio. Una crisi di rigetto, insomma, che ha vissuto la sua fase apicale proprio nelle immediate vicinanze della casa di “testa d’asfalto”. Mi sono reso conto della vicinanza al posto solo ieri, guardando le immagini dei terremotati dell’Aquila, che sono tornati a Roma per chiedere case vere, aiuti e una vita normale. Lo stato, invece, ha offerto loro prima tante passerelle, e ora, a quasi un anno e mezzo di distanza dal sisma, tante manganellate in testa. Hanno fatto bene a scegliere quella sede per protestare; molto meno bene hanno fatto i fogli di famiglia (chiamarli giornali mi sembra francamente esagerato…) che hanno parlato di “terremotati no global”. Roba che fa venire una rabbia indicibile. O, peggio ancora, voglia di un nuovo terremoto, ma – come diciamo da queste parti – “con lo sterzo”. Vergogna

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One Response to Cornuti e bastonati; anzi…manganellati

  1. Pablo ha detto:

    Più che di terremotati no global sarebbe il caso di parlare di governanti no global vista la violenza verbale con cui la vicenda viene trattata. Si distingue su tutti, per porcheria mentale, l’inutile Giovanardi, emulo dell’inutile Cariglia di Fortebracciana memoria che, nella foga di leccare il culo a P2 si scaglia contro il sindaco dell’Aquila dicendogli di tornare a casa a lavorare. Porcheroso mille volte! Questi non sanno neppure cosa sia la realtà, la verità, il confronto democratico. Vogliono solo comandare che è cosa ben diversa dal governare. Siamo allo squadrismo. Ma il popolo italiano li ha scelti e allora vuol dire che c’è un problema che riguarda lo stato d’animo di un popolo. Capire perchè, chiedersi come mai, comprendere questo fenomeno di ebetismo sociale implica capire dove sta la forza di questi imbecilli al governo e dov’è la debolezza del c-s.

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