Gli Amici di Francesco

La combriccola è sempre la stessa; anzi, all’appello mancavano Santo Versace e Giuseppe Valentino. Per il resto, alla serata finale del Giugno Locrese, che si è tenuta sabato sera nella corte del palazzo di città, c’erano i soliti “Amici” di Francesco: un gruppo talmente coeso da fare invidia ai più popolari “Amici” di Maria De Filippi. Mario Caliugiuri, Alberto Sarra e la presentatrice di sempre, quella, per intenderci, che condusse, lo scorso marzo, la cerimonia di chiusura della campagna elettorale del Nostro nello scenario, a lui assai familiare, della tenuta “Il Palazzo”. E così, la manifestazione che in un passato anche recente ha vissuto giorni gloriosi, sabato si è trasformata in una sagra dell’elogio “a prescindere”. Un encomio rigorosamente monocolore: al governo nazionale che “rivendica, giustamente, i suoi meriti per le brillanti operazioni antimafia condotte”; a quello regionale “che sicuramente è impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta e nella diffusione della cultura”; e, già che c’erano, anche quello comunale “che ha saputo riportare il Giugno Locrese agli antichi fasti”. Peccato che il governo nazionale, quello tanto decantato dai maestri di cerimonia presenti sabato, abbia subito un grosso schiaffo da forze dell’ordine e magistratura (loro sì, artefici di certi successi) perché, come la stessa operazione “Il Crimine” ha dimostrato, le intercettazioni sono lo strumento più sicuro ed economico per giungere a una svolta nelle indagini. Insomma, con la legge bavaglio (questa sì, voluta dal governo nazionale) la gente non avrebbe saputo tante cose e gli inquirenti avrebbero avuto parecchi ostacoli in più. Ma, probabilmente, tutto questo Alice non lo sa. Come non sa nemmeno che il suo adorato esecutivo nazionale ha chiuso dalle 20 alle 8 ben diciannove commissariati nella città di Roma per carenza di personale. Altro che “governo sensibile ai problemi delle procure calabresi che manderà sicuramente più uomini e mezzi in questi avamposti”. Sull’impegno antimafia della giunta regionale, infine, ne riparleremo tra qualche tempo.

P.S.: tra le poche cose che ho salvato sabato sera, ci sono la chitarra battente di Francesco Loccisano, l’intervento di Nicola Gratteri, sempre concreto e realista, e anche quello del procuratore di Catanzaro Lombardo. Uno che di problemi nella magistratura e d’impegno antimafia capisce davvero.

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2 Responses to Gli Amici di Francesco

  1. Caterina Niutta ha detto:

    Bella riflessione Gianluca! Se avessi avuto la pazienza di rimanere ancora un pò, avresti assistito “anche” alle premiazioni del concorso letterario….già…era proprio di questo che si dovrebbe dovuto parlare!
    Io oltre a quanto hai sottolineato con il tuo P.S. serbo la targa, il premio in euro l’ho già speso!!!!

  2. domenica ha detto:

    ecco perchè non ho partecipato…. 🙂

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