“I fatti sono ostinati”

Caro Paolo, desidero esprimerti, anche pubblicamente, la mia gratitudine per la fiducia che hai sempre riposto in me e per la stima, che ho sempre ricambiato. Chi mi conosce bene sa che l’ho sempre pensato, e di sicuro non c’era bisogno di apprendere notizie tristissime come quella di ieri per esprimere di nuovo certi concetti. E quindi, titolo il post con una delle tue citazioni preferite. Capii subito di che pasta eri fatto, quando poche settimane dopo il tuo insediamento ci ritrovammo a cena a Siderno. Volevi conoscere meglio la “tua” redazione, della tua Locride. “La politica, ma soprattutto la malapolitica, vive di segnali. Ecco perchè non bisogna mai mostrarsi deboli”. Divenne una stella polare per me, quella frase, con cui chiudesti il commento su una vicenda di qualche tempo prima. Come per incanto, dopo pochi giorni tutto sembrò diverso: i politicanti paesani smisero di tentare di condizionare il nostro lavoro. Evidentemente, avevano un concetto molto particolare della stampa; capirono che da noi non c’era trippa per gatti. Grazie principalmente a te, che ci hai insegnato l’autorevolezza di questo mestiere. Un concetto che ora ci appartiene e che sappiamo conciliare con la nostra innata modestia. Se oggi ho la schiena più dritta e la testa più alta di ieri, lo devo principalmente a te. Oggi sembra facile scrivere di ‘ndrangheta e malapolitica. Basta fare “copia e incolla” dalle carte dei magistrati. Lo sanno fare tutti. A fine dicembre 2007, invece, eravamo solo noi a stigmatizzare la scelta, per nulla condivisibile, dell’allora amministrazione comunale sidernese, di non costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta. Solo noi, insieme a quello straccio di società civile che c’è anche a queste sperdute latitudini. Abbiamo dato tanto fastidio. Anche e soprattutto a chi, nel nostro ambiente, era come quella volpe che non riusciva e non sarebbe mai riuscita a raggiungere l’uva. Ti riconosco anche il merito di essere stato molto leale con me. Di avermi tutelato sempre e comunque, anche quando forse ho sbagliato. Non mi hai mai lasciato da solo. E mi hai dato sempre molta fiducia e ulteriori incarichi, facendomi vivere un’avventura “semiprofessionistica” assolutamente esaltante. Ogni anno, il 14 marzo, spengo una candelina in più. E benedico il giorno in cui decisi, a inizio 2006, di salire su questo treno che ancora era fermo alla stazione, coi vagoni in via di assemblaggio. Lo benedico anche oggi, conscio e certo che altrimenti non avrei mai vissuto un’esperienza professionale del genere, che mi dà la forza per affrontare le sfide future. So che i sentimentalismi non ti piacciono, ma non potevo fare a meno di scriverti. Anche pubblicamente.
Grazie
Gianluca

P.S.: un abbraccio a tutti i colleghi che hanno deciso di mettere la parola “fine” a questo percorso professionale. In particolare a Barbara, grande persona e grande professionista. Una ragazza capace di conciliare il rigore di questo mestiere con una sensibilità ticipicamente femminile.

Annunci

2 Responses to “I fatti sono ostinati”

  1. enrico fierro ha detto:

    Bravo Gianluca, belle parole…è dura ma bisogna andare avanti. La Calaabria ha bisogno di essere raccontata con libertà

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Grazie di cuore Enrico. Noi andiamo avanti perchè ci siamo dal primo giorno e vogliamo che questa creatura mediatica resti nostra. Soprattutto nello spirito. Ieri abbiamo eletto (finalmente) il Cdr ed oggi è iniziato lo sciopero delle firme. Vogliamo garanzie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: