Omertà padana

Cresce il fronte Anti-Saviano. Stavolta, a dire peste e corna dello scrittore campano (che ha da tempo sacrificato la propria gioventù, vivendo un’esistenza sotto scorta), non c’è il clan dei casalesi; nessun “Sandokan” o Bidognetti. Ci sono quei galantuomini (d’onore) della Lega Nord, che accusano – anche loro – Saviano di fare i soldi coi suoi libri, di pensare al lucro, mentre loro con il superministro Maroni fanno la vera lotta contro mafia, ‘ndrangheta e camorra. Allora, chiariamo le idee a queste menti così sopraffine: il merito delle operazioni antimafia va ascritto solo alla magistratura e alle forze dell’ordine. A nessun altro. Un impegno, il loro, reso ancora più meritorio dalle condizioni difficili in cui devono operare, come mancanza di uomini e mezzi, la beffa dei continui attacchi alla magistratura da parte del governo P2-P3 e i tagli ai fondi per le forze dell’ordine operate da chi ha vinto le elezioni promettendo più sicurezza per tutti. Ciò premesso, va ricordato alle profondissime menti padane, che i libri di Saviano (editi da Mondadori, tra l’altro…) non servono solo a far guadagnare il loro premier-editore, ma risvegliano le coscienze, fanno conoscere fatti, misfatti, luoghi, persone, nomi e cognomi. Quei fatti che vengono omessi dai telegiornali di Raimediaset; quei fatti che non troverete mai negli house organ della famiglia B. Grazie ai libri di Saviano qualcuno ha alzato la testa; altri, hanno finalmente preso coscienza della crudeltà e della ferocia di quel fenomeno criminale. Dovrebbero leggerli quegli imprenditori dell’hinterland milanese che nonostante le registrazioni audio e video li abbiano ripresi mentre erano costretti a pagare il pizzo, si sono rifiutati di accusare i loro aguzzini, negando persino l’evidenza. E’ l’omertà padana, quella che la Moratti e sui “cugini di campagna” della Lega non vogliono ammettere e nemmeno vedere. E così, a Locri gli imprenditori denunciano estortori e usurai; a Milano no. Ma questo, i vari Calderoli e Borghezio non lo sanno. Preferiscono pensare a Saviano che coi sui libri fa i “danèr”.

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One Response to Omertà padana

  1. Virginia ha detto:

    Evidentemente i dané che intasca coi libri di Saviano, il Berluska non li spartisce con Calderoli e Borghezio. Son bei danè, quelli: ricordiamolo al pubblico che uno scrittore, quando va bene, prende il 15% del prezzo di copertina, e il resto va all’editore, con un guadagno netto almeno del 40%.
    Questa mancata spartizione dei dané evidentemente ai leghisti rode.
    E comunque è il solito giochino del dito e della luna: la politica, anche per complicità, preferisce continuare a parlare male di Saviano, a dire che il malaffare a Milano è colpa dei rom, della prostituzione nelle strade e degli immigrati irregolari, così la gente si distrae dal problema principale, che è la gestione del malaffare milanese da parte della ‘ndrangheta.
    In tutto questo, a me spiace una sola cosa: che non sappiamo capitalizzare le nostre ‘esportazioni’. Se riuscissimo a tradurre in guadagni economici l’esportazione della malavita organizzata, qui da me e lì da te avremmo le regioni più ricche in assoluto…

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