Per rinfrancar lo spirito…

settembre 29, 2010

Ecco una scenetta andata in onda nel Tg1 di qualche tempo fa. Chissà se c’era già Minzolini…da gustare; e soprattutto da ridere!


Il bagno (collettivo) di umiltà

settembre 29, 2010

Prima o poi lo organizzerò. Poco importa se sarà al lago, al mare, al fiume o sotto le cascate del Marmarico. Ma lo farò. Convocherò tutti gli arroganti, i presuntuosi, i saccenti e i superbi conosciuti in quasi quarant’anni di vita e li costingerò a lavare via la “merda” che si danno (espressione padana tramandatami da mia madre, che si usa per definire chi si dà arie…), dopodichè li sottoporrò a una tortura che per loro sarà peggio di quelle subite ad Abu Ghraib dai prigionieri di guerra: li costringerò, infatti, ad ascoltare il prossimo prima di parlare, a capire cosa vuole dire senza interromperlo credendo di anticiparne le conclusioni dei suoi discorsi. Insomma, rispettandolo. Svuoterò le loro tasche da tutte quelle verità accumulate in tanti anni, ed ormai inacidite. Se solo si imparasse ad ascoltare di più il prossimo, infatti, il mondo andrebbe sicuramente meglio. Se si badasse alla sostanza delle cose e delle persone, senza lasciarsi affascinare dall’apparenza, dalla confezione, dall’alone artificialmente creato, si starebbe tutti meglio. Invece no, è da una vita che mi vogliono convincere che l’umiltà è un disvalore, definendomi ancora “ingenuo”. Fiero di esserlo e di sventolare ancora la mia bandiera dell’umiltà. Io, prima di giudicare, o più semplicemente, valutare cose, persone, situazioni, fatti, preferisco vederli e sentirli di persona. Le verità preconfezionate non mi si addicono.

“Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco”.


Vai Ciccio!

settembre 28, 2010

Domani (mercoledì 29) dopo le 14, Francesco Loccisano sarà ospite del programma televisivo di Maurizio Costanzo “Bontà vostra” in diretta su Raiuno. E’ davvero una grande soddisfazione per lui e per il suo trio, composto insieme a Vincenzo Oppedisano e Mico Corapi, che merita davvero la conquista di questo prestigioso palcoscenico nazionale. Domani, quindi, tutti incollati al video a vedere questi nostri fratelli locridei nella rete ammiraglia della Tv di Stato, che, per fortuna, non ospita solo quella caricatura di Tg diretta da Minzolini. Questa “Danza ionia” ce la balleremo tutta! 🙂


Cuori arancioni

settembre 27, 2010

Due ambasciatori dell’Olanda nel mondo. Un mito del calcio mondiale come Cruyff e un’amica che ha avviato quel filorosso – anzi…arancione – che lega la Locride all’Olanda. Due terre così diverse tra loro, ma così vicine dal punto di vista affettivo. E così chapeau a Rianne che ha avuto la fortuna di conoscere e pranzare insieme al simbolo dell’Olanda degli anni ’70, quella del calcio totale e utopico, che non ha mai vinto un Mondiale, ma che è stata la vincitrice morale di molti trofei, per aver insegnato parecchio al resto del mondo. Io e Rianne eravamo piccoli quando Cruyff incantava le platee calcistiche, ma i miti restano nella memoria e nel cuore di chi ama il calcio. Per sempre. Forza Olanda! 🙂


Parliamo di cose serie!

settembre 27, 2010

Lo ammetto: la vicenda della casa di Montecarlo di proprietà (o usufrutto, ovvero uso, ossia usucapione ecc.) di Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, non mi appassiona per niente. Mi sono perso, infatti, e non riesco nemmeno a seguire gli interessantissimi articoli sulla vicenda che escono sul Fatto Quotidiano. O meglio…me ne frego. Non m’importa nulla di Sainta Lucia, uno staterello del quale disconoscevo l’esistenza, del suo ministro la cui fisionomia mi ricorda vagamente quella di monsignor Milingo, della speculazione politica che i soliti piduisti, pitresti e politicanti spregiudicati hanno avviato come una bomba ad orologeria per “punire” il “traditore” Fini. Le priorità del Paese, infatti, sono ben altre: la mancanza di lavoro, la crisi economica, la crescente conflittualità sociale, mafia, camorra e ‘ndrangheta, i rifiuti che invadono il Napoletano, coi sindaci pidiellini che osano ribellarsi al Sultano, gli ospedali che chiudono in Calabria, e quelli in cui i neonati muoiono; o quelli in cui si muore di malasanità. L’altro giorno ho seguito la visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario all’ospedale di Locri. Il suo presidente Leoluca Orlando è un uomo molto simpatico, uno che sa il fatto suo. Ma la dichiarazione resa a me e a un collega a margine della visita, ha assunto il sapore di una clamorosa gaffe: «A Locri – ha detto – si partorisce poco, si ricorre troppo al taglio cesareo e manca l’Unità di terapia intensiva neonatale. E’ meglio, dunque, che le donne della Locride vadano a partorire a Reggio, perchè là c’è l’Utin». A parte che Orlando, evidentemente, disconosce lo stato in cui versano le nostre vie di comunicazione, ma come si fa a dire certe cose, quando proprio agli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, il giorno prima è morto un neonato? E va be’. Gli house organ di regime preferiscono parlare di Tulliani e della casa a Montecarlo. Ecco perchè quando sento “Santa Lucia” preferisco pensare a questa meravigliosa canzone di Francesco De Gregori


Cariati non molla!

settembre 26, 2010

Con colpevolissimo ritardo (ma sono giorni veramente convulsi, credetemi) torno a scrivere sul blog. E lo faccio dopo aver constatato, con grande piacere, che nell’edizione di ieri il Fatto Quotidiano si è occupato della resistenza dei cittadini di Cariati che non vogliono che il loro ospedale cittadino venga ridimensionato. C’erano anche le dichiarazioni di Cataldo Perri, il mio amico vicesindaco e musicista, che mi ha spedito via e-mail il testo della lettera inviata al presidente Napolitano:

Cariati 18/09/2010 Caro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,dal 16 settembre le popolazioni da noi amministrate sono in lutto .
Il piano di rientro e “riqualificazione “ della sanità in Calabria notificatoci dal presidente della Regione Scopelliti ha difatti cancellato l’ospedale di Cariati(CS) dalla rete ospedaliera per acuti , assegnandogli un ruolo di poliambulatorio specialistico , dieci posti letto di residenza sanitaria per anziani , alcuni posti letto per cronici sotto le cure dei medici di medicina generale ,il mantenimento del servizio dialisi e una postazione di pronto soccorso gestito dal 118.
Le motivazioni slogan addotte dal presidente Scopelliti sono state:basta con gli ospedali sottocasa, basta ai casi di malasanità , dobbiamo ripianare il deficit.
Al tavolo regionale eravamo presenti dieci sindaci in rappresentanza di altri quindici comuni che gravitano attorno all’ospedale .
Dieci sindaci annichiliti , frustrati , indignati , addolorati . L’ospedale Vittorio Cosentino in trent’anni di attività non ha mai prodotto un solo caso di malasanità , ha salvato per contro migliaia di vite umane , infartuati , pazienti in edema polmonare , gravi emorragie , partorienti con gravi complicanze, in silenzio il nostro gioiello sanitario ha restituito la salute, la vita e la serenità a migliaia di famiglie. La buona sanità non fa mai notizia. Il nostro è anche un ospedale di frontiera per tutti i residenti del nostro impervio, svantaggiato e povero entroterra , è difatti l’unica risposta sanitaria per gli eventi morbosi acuti e gravi per un popolazione residente complessiva di 100.000 abitanti , d’estate 200.000 per i flussi turistici. Immagini caro Presidente , un infartuato che scende dalla zona montuosa in auto a percorrere strade tortuose e troppe volte dissestate che impiega anche più di un’ora per arrivare a Cariati , dovrebbe essere messo in una ambulanza del 118 , trasferito all’ospedale di riferimento situato a 35 chilometri di statale 106 (la famigerata strada della morte) per sentirsi dire che non c’è posto e cominciare un pellegrinaggio- calvario infernale. Gli infartuati che fino ad oggi arrivano nel nostro ospedale vengono trattati con adeguata terapia e trasferiti alla cardiochirurgia in meno di tre ore che è il tempo limite per eseguire una angioplastica o un bypass salvavita e soprattutto per garantire qualità di vita e conseguentemente meno spese sanitarie.
La cosa ingiusta e vergognosa di questo piano è che nella nostra area della Sibaritide chiude l’ospedale di Cariati a sud e di Trebisacce a nord, con la soppressione di circa 300 posti letto e la conseguenza palese di un ingorgo dell’ospedale di Rossano e Corigliano, mantenuti in vita a circa 10 chilometri di distanza tra di loro e lasciando sguarnito un territorio per circa 100 chilometri . Con questo piano nella sibaritide non sarebbero rispettati nemmeno i parametri minimi posti letto residenti .
La chirurgia e la ginecologia di Cariati sono state “sospese” nel 2009 a seguito di un sopralluogo dei Nas per mancanza del cosiddetto percorso sporco pulito , lascia perplessi il fatto che l’anno prima le stesse sale operatorie erano state ritenute idonee dagli stessi Nas. Da quel momento l’ospedale avrebbe perso i requisiti per restare nella rete ospedaliera. In Calabria ed in Italia la maggior parte degli ospedali, anche quelli blasonati, sono privi del percorso sporco pulito. Anche per questo motivo riteniamo che il riordino del piano sanitario regionale sia non solo ingiusto ma anche illegittimo , perché vengono salvati altri ospedali che alla stregua di quello cariatese non hanno il percorso sporco pulito. Ora ci viene anche preclusa la possibilità di ricoverare i nostri ammalati affetti da acuzie mediche.
IL Presidente commissario straordinario Scopelliti su direttive del governo centrale deve ripianare il deficit sanitario , un problema economico.
Siamo pienamente consapevoli che i bilanci , in un momento generale di crisi devono quadrare , evitando sprechi , ma al tavolo regionale del 16 settembre non abbiamo nemmeno avuto il tempo e la possibilità di poter esporre un modello di riconversione del nostro ospedale che contempera produttività economica e risposta sanitaria efficace – Le nostre proposte hanno registrato una grande attenzione da parte dell’equipe di tecnici del ministero della salute, che stanno supportando il presidente Scopelliti nella riorganizzazione sanitaria, ma anche loro ci hanno comunicato la loro frustrazione perché un argomento di così vitale importanza non poteva essere liquidato in un incontro frettoloso quasi scandito da una clessidra .La nostra gente sarebbe disposta anche ad un autotassazione per contribuire al mantenimento dell’ospedale. “Ci vorrebbe più tempo per approfondire” ci hanno detto aggiungendo che la scelta definitiva sarebbe stata politica.
Caro Presidente ci appelliamo a Lei garante supremo della nostra costituzione , le chiediamo, a nome di 100.000 calabresi di Italia, di intervenire a difesa della nostra salute e della nostra vita in virtù di uno dei capisaldi dei diritti costituzionali.
L’ economia sanitaria non è un segmento isolato sganciato da altri parametri.
Se chiude il nostro ospedale non si risparmia nulla , ammesso che una vita umana non sia da considerare importante per la logica di mercato.
L’indotto economico nato intorno e grazie al nostro ospedale è un parametro che necessariamente deve entrare in questa analisi. Il turismo nei nostri luoghi è orientato anche dalla presenza di un ospedale . Sarebbe la morte fisica ,sociale ed economica generale di un intero territorio.
Molti nostri concittadini emigrati in Germania stanno venendo a prendere gli anziani genitori per portarli con se preoccupati per un presidio sanitario che non potrà più garantire alcune prestazioni d’urgenza ai loro congiunti.
Il nostro ospedale ha garantito assistenza a tutte le fasce sociali , la stragrande maggioranza della nostra popolazione vive in condizioni economiche disagiate e non potrà far fronte a viaggi in ospedali lontani – Questo piano stranamente chiude strutture pubbliche e non intacca quelle private .
I nostri giovani si sentono abbandonati perché in un territorio che non potrà garantire uno standard di civiltà e di sviluppo non potranno vivere e riprenderanno le valigie della speranza, emigrando . Un paradosso , sono queste le politiche di ripopolamento di paesi abbandonati ?. I nostri figli se ne andranno, se ne dovranno andare dalla nostra- loro terra. Da una terra che registra un altissimo tasso di precari della scuola e di generale disoccupazione da una terra senza strade degne di un paese civile, dove anche i pochi treni vengono tagliati e adesso anche i presidi sanitari .
Se ne dovranno andare da una regione chiamata zavorra da un ministro della Repubblica , dalla Sibaritide che è diventata zavorra per la Regione Calabria. Noi sindaci siamo al fronte dei disagi sociali , delle aspettative e delle speranze di migliaia di persone , siamo sotto il tiro della ndrangheta e delle scelte politiche scellerate. Le chiediamo un incontro Presidente, prima che questo piano assassino di un ospedale e di un territorio venga ratificato giorno 29 settembre.
Verremmo circa 50 Sindaci con le fasce tricolore che portiamo con onore , dignità e alto senso di responsabilità – Ci aspettiamo un Suo intervento come al solito saggio, illuminato, giusto a tutela degli ultimi , se lo aspetta la nostra gente che ha tanto dato per la nostra nazione, con il duro lavoro in terra straniera , con le rimesse che hanno contribuito a fare dell’Italia una nazione ricca e civile, altro che zavorra .
Le chiediamo un’ora della Sua agenda piena di impegni gravosi , ci riceva Presidente.
Il momento è grave , il Sindaco di Cariati , cardiopatico, solo oggi ha interrotto lo sciopero della fame dopo dieci giorni , su richiesta di una popolazione addolorata e profondamente indignata.
Non spenga la nostra ultima speranza , ci faccia sentire ancora il piacere , il dovere, la responsabilità di portare la gloriosa fascia tricolore in una terra bella , complessa, difficile, amara ,di frontiera , ma che ancora ce la può fare.

I Sindaci
Filippo Sero (Cariati) – Gerardo Aiello (Crosia)- Angelo Donnici(Mandatoriccio)
Mauro Santoro (Terravecchia)- Gennaro Bianco(Calopezzati)-Pasquale Manfredi (Campana)- Nicodemo Parrilla (Cirò Marina) Mario Caruso(Cirò)Tonino Sicila(Crucoli
Gino Murgi (Melissa)Luigi Stasi (Longobucco)Mario Salvati (Scala Coeli) Fabrizio Grillo(Cropalati)Pasquale Abenante (Umbriatico) Francesco Pirillo(Caloveto)Giandomenico Ventura(Pietrapaola)- Franco Parise(Verzino)

Ma Cataldo mi ha fatto un altro regalo, inviandomi uno dei bellissimi brani ha scritto e che esegue con la sua band. Si chiama “Il mio Sud” e al di là del testo, molto significativo, ha una bellissima trama musicale, vagamente arabeggiante, che intriga parecchio. Se un giorno imparerò a caricarlo sul blog, ve lo farò ascoltare volentieri! Buona domenica 🙂


Il carteggio della discordia

settembre 21, 2010

Ecco il carteggio al quale faccio riferimento nel post precedente, correttamente e integralmente riportato dalla testata giornalistica on line “www.larivieraonline.com”

«La lettera a Calabria Ora
Stimato Dott. Gianluca Albanese, riservo grande e compiaciuta attenzione ai Suoi resoconti sulle vicende che caratterizzano l’avvicinamento della Citta’ di Siderno alle prossime scadenze elettorali, rinnovo del Consiglio Comunale in primis. Dal corpo dei Suoi interessanti articoli, trasparendo la comprensibile curiosità di capire quale sarà il ruolo del nostro Movimento, ho appreso che il Gruppo da Lei denominato TRAC (Giuseppe Tavernese, Francesco Rispoli, Giuseppe Ascioti e Antonio Commisso) avrebbe avviato da tempo un dialogo con LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE. In proposito, mi corre l’obbligo di precisare che la struttura provinciale del Movimento LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE, affidata al mio Coordinamento, è totalmente estranea a qualsivoglia iniziativa assunta e decisa in piena autonomia da quel Gruppo. La situazione, invero atipica nella sua evidente singolarità, se per un verso è sintomo oltremodo eloquente di un entusiasmo sempre maggiore e di una irrefrenabile capacità attrattiva della LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE che supera le stesse aspettative di chi ha pienezza di titolo per rappresentarla nella sue necessarie e trasparenti interlocuzioni, per altro verso necessita del mio intervento odierno. Il manifesto politico “SCOPELLITI PRESIDENTE” non può essere, anzi non deve neppure soltanto apparire funzionale a strategie, poco importa se personali o di estemporanei Gruppi, comunque estranee al metodo che deriva dal nostro agire quotidiano. Stile e Lealta’ mi inducono, quindi, a rappresentare che le notizie insistentemente apparse su Calabria Ora con specifico riferimento al cosiddetto Gruppo TRAC, quand’anche fossero fondate, periodo ipotetico che voglio considerare dell’irrealtà, non sono comunque in alcun modo riconducibili al Coordinamento Provinciale LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE, depositario di ben altra metodologia, fatta di totale apertura al confronto, nella sua planisferica distanza dalla sola, velleitaria idea di fissare paletti nella dialettica con i partiti in genere, meno che mai se punti di riferimento di una alleanza competitiva. RingraziandoLa per lo spazio che saprà riservare alle superiori precisazioni, esclusivamente finalizzate ad assicurare un contributo alla corretta informazione cui hanno diritto i Cittadini di Siderno,
Le rinnovo i sensi della mia stima, inviandoLe i più cordiali saluti
Avv. Oreste Romeo
COORDINATORE PROVINCIALE REGGIO CALABRIA LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE

Di seguito la risposta
risposta all’Avv. Oreste Romeo da parte degli ex amministratori sidernesi: Prendiamo atto della nota del Dottore Romeo confermando che il gruppo ex amministratori da lui citato, solo giornalisticamente denominato TRAC, hanno da tempo avviato delle trattative con autorevoli esponenti della “LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE”. Nulla di ufficiale ancora tant’è che a riguardo nessuna dichiarazione ufficiale è mai stata resa pubblica agli organi di stampa da parte del gruppo. Inoltre gli ex amministratori, Ascioti, Commisso Rispoli e Tavernese, invitano il dottore Romeo ad esimersi da valutazioni circa le strategie politiche da adottare alle prossime elezioni amministrative dal gruppo da lui denominato TRAC per evidenti motivi di opportunità visto che lo stesso Romeo, ad oggi, non ha alcuna competenza e ingerenza circa le vicende politiche sidernesi. Infine l’auspicio del gruppo di ex amministratori è quello di ufficializzare al più presto nelle sedi opportune le posizioni politiche di un gruppo che certamente darà il proprio contributo alle prossime consultazioni elettorali.
Antonio Commisso Giuseppe Ascioti Francesco Rispoli Giuseppe Tavernese

Di seguito la risposta
AMMINISTRATIVE SIDERNO In relazione al comunicato diffuso a firma congiunta da quattro ex amministratori di Siderno, a mezzo del quale i suddetti hanno inteso rispondere ad una nota da me diffusa in mattinata, preciso che: a) il mio intervento era solo ed unicamente finalizzato ad assicurare corretta e puntuale informazione alla Comunità Sidernese, che era e resta l’unico mio interlocutore; b) ragioni di evidente opportunità, a me ben presenti, mi portano a considerare tanto l’atipico invito rivoltomi dai quattro, quanto le motivazioni ad esso sottese, semplicemente tamquam non essent, a fronte dell’esistenza di regole interne al Movimento rispetto alle quali la mancanza di condivisione, sia essa anche tacita, rappresenta motivo di riflessione, peraltro non necessariamente approfondita. Sull’argomento, è tutto. E non solo per oggi.
Avv. Oreste Romeo
COORDINATORE PROVINCIALE REGGIO CALABRIA LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE»