GRAZIE ROMA!

E’ andata bene, benissimo. Oltre le più rosee aspettative. Roma «Nun ha fatto la stupida mercoledì sera». Nonostante le previsioni meteo catastrofiche. E così, mi trovo a raccontare di un viaggio bellissimo, all’insegna della taranta, quella che ha ispirato la trama del mio primo libro, che mi ha fatto iniziare l’anno col concertone di Caulonia, quella che è diventata la grande protagonista di tante belle serate dalle mie parti, quella che… 😉
Siamo arrivati martedì pomeriggio. Un’ora di ritardo in partenza per l’Eurostar, ma non importa. Giunti nella Capitale, siamo scesi a Termini cantando le canzoni dei Taranproject, orgoglio della nostra terra. Il tempo di sistemarci nel B&B a Monti e poi via, verso villa Carpegna. Appena arrivati, cosa troviamo? Ma lo striscione del fans club “Danza cu lu ventu comu l’unda di lu maari” che fa bella mostra di sè vicino al palco. Come dire…benvenuti a casa!

Valerio Filippi, il patron della manifestazione, posa davanti all’obiettivo del fotografo

Intanto si fa sera. I concerti si possono seguire anche dai comodi tavolini metallici. E c’è il tempo di degustare la “bevanda ufficiale” della manifestazione, una lager beer molto buona e non filtrata che si chiama proprio…”Na biretta”

Pronti, via. Il primo appuntamento culturale vede protagonista Alessandro Cavallaro, figlio di Pasquale, leader della Repubblica rossa di Caulonia, al quale ha dedicato il suo libro “Operazione Armi ai Partigiani”.

I concerti sono iniziati subito dopo. Il migliore? Manco a dirlo: quello del nostro Francesco Loccisano, che ha incantato il pubblico della Capitale con la sua chitarra; anzi, con la sua “Battente italiana”

Si va a dormire non prima di aver compiuto il classico giro turistico in centro, nella Roma by night insieme al grande compagno di viaggio Domenico, ma soprattutto ai “Ciceroni” Claudio, Antonella («Sò ‘e pasticche amò…») e Luciana. La mattina dopo il programma prevedeva una sveglia più tardi possibile. Ci hanno pensato i muratori al piano di sopra a scompaginare i nostri piani, col loro concerto per trapano e mazza alle sette di mattina. Poco male: via alla lunga passeggiata mattutina. L’itinerario? Quello di sempre: dal B&B a via Cavour, poi piazza Venezia, via del Corso, piazza del Popolo andata e ritorno. Un ritorno che ci ha riservato il primo grande appuntamento della giornata. All’ora di pranzo, infatti, abbiamo incontrato la nostra amica Virginia, conosciuta grazie a questo inutile blog e ormai celebre, grazie ai suoi apprezzatissimi interventi. Virginia è anche coautrice di uno spassosissimo libro che sto leggendo, intitolato “Aggiungi un porco a favola” (Edizioni Cento Autori) composto da racconti brevi e divertenti, in cui cambiando solo una lettera al titolo di una fiaba famosa, si ironizza in maniera assai efficace su vizi e virtù della società moderna. Lo sto leggendo con grande piacere, dopo averlo ricevuto in dono da Virginia, alla quale, ovviamente, ho regalato il mio “Taranta Revolution”.

Da un’amica all’altro; da una scrittrice all’altro, entrambi conosciuti grazie al blog. Nel primo pomeriggio, infatti, è giunto direttamente da Imola il grande Pietro

Il breve acquazzone delle 17 non faceva presagire nulla di buono, ma siamo partiti («fidusciosi», per dirla con Valerio) alla volta di villa Carpegna per la grande serata. Ecco il maestro Mimmo Cavallaro con me e Maria Teresa, subito dopo l’arrivo del gruppo.

Immancabile la foto con tutta la band. C’è anche Pietro (petrusinu d’ogni minestra…) 🙂

Oddio, proprio tutti non erano. Mancava, infatti, il maestro Andrea Simonetta, quello della chitarra classica e del formidabile arpeggio iniziale di “Tarantella nova”. Eccolo recuperato dal nostro fotografo 🙂

E Gabriele dov’era? Boh! Dopo il tramonto, immancabile la foto col fans club giunto dalla Locride

Prima di salire sul palco, voglio rivolgere un sentitissimo ringraziamento a tutti gli amici che son venuti al festival apposta per me: Claudio, Antonella (febbricitante, ma che ha retto per tutta la presentazione del libro), Lusciana (in ghingheri), Carmela (in formissima e che ha anche fornito gli aperitivi), Giorgio, Peppe e la cugina, Fortunato e Nunzia (quest’ultima col pancione, al quale mi sono accostato per gridare al suo “contenuto” «Evviva cu abballa» e «Veni chianu chianu, parrami vicinu, stasira l’arcelli cantano ‘nta ‘ssu giardinu») e tutti gli altri. Ero davvero a casa. Ah, dicevamo del palco…la presentazione non è stata come pensavamo. Si è preferito, infatti, il colloquio con l’autore condotto da Rossella, relatrice del college Sant Louis, che ha patrocinato la rassegna “Odio l’estate”. Io, da parte mia, ci ho messo il solito vagone di entusiasmo, adrenalina, passione, romanticismo e amore per la mia terra.


Tra i primi a congratularsi, appena sono sceso dal palco, i musicisti di Cariati che hanno aperto la serie dei concerti. Il leader (e vicesindaco) Cataldo Perri, sfoggiava una maglietta di cui andare orgogliosi. Ha ripreso il mio intervento nell’introdurre la band, ricordando anche il sindaco della Campania ucciso qualche giorno prima. Bravi.

E finalmente i Taranproject sono saliti sul palco. Nonostante la stanchezza accumulata nel corso di un’incredibile sfacchinata: la sera prima avevano suonato a Siderno davanti ad una piazza Portosalvo gremita in ogni ordine di posti; dopo ventiquattr’ore (viaggio compreso) eccoli esibirsi nel palco del Roma Tarantella festival.


Io che a ballare non sono bravo, mi sono “limitato” a cantare le loro canzoni a squarciagola. L’avevo fatto anche la sera prima nella metro, divertendo alcune giovani turiste del Nord Europa. Chi invece ha dato prova di grande bravura, sono stati i due “mastroni di ballo” ritratti nella foto 🙂
EVVIVA CU ABBALLA!
E siccome i Taranproject sono già capaci di muovere estimatori da tutta Italia, eccomi col grande Filippo Ferreri, arrivato da Schio, in provincia di Vicenza, dopo un’estate trascorsa nella Locride a seguire i loro concerti, curando il sito ufficiale del fans club. La serata, ovviamente, non poteva non concludersi alla libreria cafè Bohemien della nostra amica Margherita, per un sorso di buon vino, chiacchiere (anche con gente fuori dall’ordinario) e un caloroso arrivederci alla prossima. Si trova nel quartiere Monti, un posto che ho già imparato ad amare. E’ andato tutto bene, insomma.

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6 Responses to GRAZIE ROMA!

  1. Virginia ha detto:

    Accidenti! Ti avevo raccomandato di farmi venire magra nella foto… 😉
    Sono veramente felice che tutto sia andato bene, un saluto anche a Domenico e al prossimo catojo… ehm… cioè, al prossimo libro! 😀

  2. domenico ha detto:

    ciao Virginia,
    è stato davvero un piacere conoscerti, peccato che non sei potuta rimanere per la presentazione del libro e per il concerto. è stao una bellissima serata per noi amici e per tutto il sud e per tutta la locride finalmente capace di esportare gioa, musica, allegria, cultura. e noi involontari testimoni di tanta ricchezza….
    a presto
    d.

  3. Angelo ha detto:

    Anche se assente, mi unisco anch’io virtualmente alle stupende serate romane da voi vissute.
    Cmq la sera del 7 settembre ero in P.zza Portosalvo a ballare con mia figlia Sara l’esaltante musica dei Taranproject.

  4. Pietro ha detto:

    Ah, siete arrivati…bene, cominciavo ad essere in pensiero…
    E’ stata una bella serata. La curiosità per il libro di Gianluca e il fascino della capitale erano troppo forti per poter resistere. Il richiamo della tarantella a 2,15 di treno, poi, completava il cocktail esplosivo che mi ha schiodato dalla mia tana.
    E le premesse sono state mantenute. anzi, è andata meglio di quanto immaginavo. Ho avuto il piacere di conoscere a “cumpari” Domenico, grande ballerino di taranta, con il quale abbiamo inscenato qualche “rota” in mezzo a un pubblico dvertito che intonrno a noi ascoltava il “karaoke” di Gianluca, che ormai, se io fossi Mimmo Cavallaro lo prenderei per affiancare e accompagnare il maestro Papandrea, e i ritmi impossibili che io e cumpari Domenico abbiamo mantenuto per tutto il tempo che i magnifici Taranta Projet hanno cantato, alliEtandoci con le loro magiche note di tarantella moderna. Erano dagli anni di Polsi, più di 15 anni fa, che non ballavo la tarantella. Non appena le prime note sono partite, sono balzate dalla sedia, perché non riuscivo più a stare fermo. Ho conosciuto Mimmo Cavallaro e Valerio Filippo, vero e proprio Deus Ex Machine di questo sbarco nella città Eterna.
    Nel frattempo, osservavo il travaglio di Gianluca e le sua doglie incontrollabili prima di salire sul palco per la presentazione del
    libro…doglianze che si sono sciolte una volta che la relatrice gli ha passato la parola.
    Per me, eterno nostalgico della mia terra e che adoro Roma, è stata davvero un’emozione unica poterle vedere accumunate per una sera, attraverso la nostra musica e il libro du maisciu. Per cui, bravo Valerio, complimenti e grazie di cuore a voi tutti.
    E’ bello e confortante scoprire l’energia e la voglia di far emergere ciò di cui siamo capaci, anche se siamo costretti a dire sempre che siamo il prodotto buono che sta sull’altro piatto della bilancia, che però continua a pendere, nostro malgrado, dalla parte sbagliata. Il mio sogno è quello di veder confluire tutte queste energie positive in una grande Associazione Culturale che le promuova senza soluzione di continuità. Se facessi una lista delle persone che potrebbero impegnarsi in questo mio progetto… che però, per adesso, rimane soltanto un sogno. EVVIVA LA REVOLUTION!

  5. Pietro ha detto:

    eeem…Valerio Filippi, non Filippo…:-))

  6. domenico ha detto:

    ‘mpari Petruuu!!!! … sono contento di averti fatto scatenare, dopo 15 anni ci voleva no?! ridiamo ancora come matti facendo il verso al tuo tormentone “..cucuzzi e acqua…”

    un abbraccione
    d.

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