Le carte false e la carta “liscia”

“Non è mai troppo tardi” era il titolo di una fortunata trasmissione televisiva di qualche decennio fa. Si proponeva il nobile fine di insegnare alfabeto e grammatica a persone non più giovanissime e che, visti i tempi, non avevano avuto modo di frequentare la scuola dell’obbligo. Proporrò al mio editore televisivo una riedizione del programma, ma per insegnare l’educazione, la correttezza e il rispetto dell’altrui professionalità ad un curioso personaggio paesano, vicino alla cinquantina, che evidentemente non ha ancora imparato nulla di tutto ciò. Marco Travaglio, qualche anno fa, scrisse un libro intitolato “La scomparsa dei fatti”; parla di come certe notizie non vengano date da certi organi d’informazione perchè non funzionali ad una tesi, infischiandosene del dovere di informare i propri lettori. Un ragionamento complesso, troppo complesso per il soggetto in questione che di sicuro non ha letto il libro di Travaglio – del resto, è troppo impegnato nell’attività di “P.R.” della testata per la quale collabora, presidiando costantemente l’ingresso dell’edicola e catechizzando i lettori-acquirenti degli altri giornali – , visto che oggi, per l’ennesima volta, ha omesso di dare una notizia. Un fatto che è scritto e documentato in una nota da lui ricevuta e che conferma un’indiscrezione che io ho dato sette giorni fa. Non solo: il soggetto in questione ha pubblicato stralci di un carteggio che, se fosse stato corretto come lo sono io, non avrebbe mai dovuto pubblicare, perchè non riguardava cose uscite nel giornale per il quale collabora. Per rinfrescare la memoria all’attempato “P.R.”, basta citare una nota diffusa sabato (anche alla mia testata) da un ex consigliere comunale, che nell’attacco e nelle prime cinque righe criticava un’iniziativa presa dal quasi cinquantenne; io, ovviamente, ho tagliato quella parte, visto che riguardava un altro giornale, riportando il resto del comunicato, che consisteva in valutazioni politiche dell’ex consigliere. Ma questo, il curioso soggetto dall’occupazione indefinita, non l’ha ricordato. Era troppo accecato dalla rabbia tipica di chi ha preso un “buco”, e invece di apprezzare l’intuito del collega (come io ho sempre fatto) ha tenuto il muso lungo nei confronti di chi considerava (a torto) fonti dell’indiscrezione, omettendo di invitarle ad un’iniziativa da lui curata. Già, perchè quando un collega arriva prima su una notizia, secondo il “P.R.” non è perchè ha avuto maggiore intuito; no, sono stati “stronzi” quelli che secondo lui avrebbero informato solo il collega e non lui. Si renda conto, il curioso soggetto, che così facendo, non ha mancato di rispetto a me, ma ai suoi lettori, che oggi trovano una notizia trattata in maniera parziale e distorta. Perchè lui non ha voluto ammettere il “buco” preso. Ma comprendiamo il suo disagio professionale. Del resto, dopo i fasti degli anni ’80, in cui intratteneva il pubblico delle radio locali nelle vesti di cabarettista, è iniziata per lui una lunga parabola discendente, che lo ha portato a frequentare con assiduità i sottoscala delle subsegreterie politiche, e a predicare bene (la correttezza) e razzolare male (nei comportamenti quotidiani) coi colleghi, una volta entrato nel mondo dell’informazione. Ma è fatto così. E oggi lo conoscono più per le sue piazzate che per quello che scrive. Capisco, quindi, perchè stamattina non ha avuto il coraggio di guardarmi in faccia, salutandomi a stento senza guardarmi. Continui pure così.

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One Response to Le carte false e la carta “liscia”

  1. domenico ha detto:

    caro gianluca come sai sono un lettore di Calabria Ora ma in questi giorni a proposito della ” scomparsa dei fatti” ho notato un triste silenzio della vostra testata riguardo alla manifestazione ” NO ndrangheta” di sabato a Reggio. forse perchè è stata un idea della concorrenza? no dai… non ci credo!! o dovei crederci… mmmah…. comunque alla manifestazione stanno aderendo da tutta Italia. mi sa che almeno un trafiletto…..
    d.

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