Il bagno (collettivo) di umiltà

Prima o poi lo organizzerò. Poco importa se sarà al lago, al mare, al fiume o sotto le cascate del Marmarico. Ma lo farò. Convocherò tutti gli arroganti, i presuntuosi, i saccenti e i superbi conosciuti in quasi quarant’anni di vita e li costingerò a lavare via la “merda” che si danno (espressione padana tramandatami da mia madre, che si usa per definire chi si dà arie…), dopodichè li sottoporrò a una tortura che per loro sarà peggio di quelle subite ad Abu Ghraib dai prigionieri di guerra: li costringerò, infatti, ad ascoltare il prossimo prima di parlare, a capire cosa vuole dire senza interromperlo credendo di anticiparne le conclusioni dei suoi discorsi. Insomma, rispettandolo. Svuoterò le loro tasche da tutte quelle verità accumulate in tanti anni, ed ormai inacidite. Se solo si imparasse ad ascoltare di più il prossimo, infatti, il mondo andrebbe sicuramente meglio. Se si badasse alla sostanza delle cose e delle persone, senza lasciarsi affascinare dall’apparenza, dalla confezione, dall’alone artificialmente creato, si starebbe tutti meglio. Invece no, è da una vita che mi vogliono convincere che l’umiltà è un disvalore, definendomi ancora “ingenuo”. Fiero di esserlo e di sventolare ancora la mia bandiera dell’umiltà. Io, prima di giudicare, o più semplicemente, valutare cose, persone, situazioni, fatti, preferisco vederli e sentirli di persona. Le verità preconfezionate non mi si addicono.

“Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco”.

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One Response to Il bagno (collettivo) di umiltà

  1. Virginia ha detto:

    Non so bene con chi ce l’hai, ma rimanendo nel generico, il problema di ‘noi poveri cadetti di Guascogna’ è che:
    ‘non voglio rassegnarmi ad essere cattivo…’
    E finisce sempre che siamo noi ad umiliarci, mentre gli altri continuano a ‘darsi la merda’.
    Che ci vuoi fare, Gianluca, il fatto è che ognuno è come è: quelli che si danno le merde non cambieranno e chi è come noi:
    ‘… tiro avanti e non mi svesto
    dei panni che son solito portare:
    ho tante cose ancor da raccontare
    per chi vuole ascoltare
    e a culo tutto il resto!’

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