Diritto di controreplica

Come vedete, da queste parti il pluralismo non manca. Ho ospitato la doppia replica del Sorgiovanni, che tra l’altro ricopre l’incarico di addetto stampa del Comune di Stilo (come apprendiamo dal sito ufficiale dell’ente http://stilo.asmenet.it/index.php?action=index&p=242) e che, oltre a visitare abitualmente il sito da lui citato nella replica, scrive, “facciamo i cronisti, e cerchiamo di farli seriamente, pubblicando nel rispetto di quanti ci leggono. E siamo stimati per questo”. Ora, è chiaro a tutti che il ruolo dell’addetto stampa è ben diverso da quello del cronista: il primo, infatti, deve promuovere l’immagine dell’ente/associazione/partito/azienda/istituzione ecc. committente; il secondo, invece, racconta i fatti così come sono, dalla sua posizione d’indipendenza e terzietà. E allora, si scopre che l’addetto stampa del Comune di Stilo è venuto a conoscenza del programma ufficiale della manifestazione del 16 ottobre prima che lo stesso venisse diffuso attraverso i soliti canali (agenzie di stampa nazionali): come mai? Avrà ricevuto qualche invito in anteprima? O gli avranno chiesto la cortesia di diffonderli gli inviti? E come mai un giornalista di Stilo, che di solito segue le cose dello Stilaro (pur essendo addetto stampa del Comune) ha scritto di un evento in programma a Locri, che dista tre quarti d’ora di macchina da Stilo e non rientra nel suo territorio di competenza? Come mai, l’addetto stampa del Comune di Stilo è sempre presente alle manifestazioni pubbliche dell’onorevole Laganà, anche quando dell’evento scrivono i suoi colleghi del posto, e non lui? Fu così anche nella primavera del 2008, quando all’hotel President di Siderno, in piena campagna elettorale per le elezioni politiche, l’addetto stampa del Comune di Stilo si avvicinò a me (allora cronista stimato) per suggerirmi le seguenti parole: “Mi raccomando: scrivilo che la sala è piena di gente e la manifestazione è riuscita perfettamente”. Un suggerimento, che oggi come allora, rispedisco al mittente. Così come i tentativi di dare lezioni di giornalismo ad altri. Soprattutto a chi, come me, dall’alto della sua libertà e indipendenza, osserva i fatti e li riporta così come sono, senza il rischio di riservare eccessive premure a questo o a quel politico. Se ne facciano una ragione.

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9 Responses to Diritto di controreplica

  1. Virginia ha detto:

    Al signor Sorgiovanni forse sfugge che suggerirti di scrivere che la sala era gremita e la manifestazione ben riuscita, così come usare riferimenti puerili e personali all’immagine dei profilattici, immagine messa lì evidentemente solo come elemento per sdrammatizzare l’argomento, è una questione di stile, e non di Stilo.
    Non ti crucciare, Gianluca, certe sottigliezze linguistiche non sono per tutti! 😀

  2. francesco sorgiovanni ha detto:

    CAVOLATE A GOGO’.

    Io riesco a rendermi conto che non è assolutamente elegante parlare male di questo o di quello. Ma se uno te li tira proprio con la pinza, che fare? Eccoti la botta finale, perchè non sei degno di continuare ad essere preso in considerazione, perchè hai detto solo stupidaggini e la tua malafede è palese. Che c’entrano certe cose che non hanno niente a che vedere con la replica al tuo post? Che significa tirare in ballo la mia professione? Che senso ha la distanza tra Locri e Stilo? Chi te lo dice che faccio parte di questo o quel partito? Dov’è l’hai letto che io scrivo solo dallo Stilaro e non posso scrivere di qualsiasi altra cosa? Tu questo dovresti saperlo bene, invece, dato che non vi fate sfuggire nemmeno un rigo del mio giornale, pronti a riprendere questa o quella notizia. E poi dove è l’anomalia che io abbia dato prima di tutti gli altri il programma della ricorrenza del 16 ottobre a Locri per Fortugno? Per caso qualcuno ti aveva ripreso per quanto avevi scritto tu prima circa il probabile arrivo di Fini a Locri? E allora, perchè te la sei presa in modo assolutamente sgarbato per quanto pubblicato dal Quotidiano della Calabria? Certo che disconosci la deontologia professionale. E mi dispiace dirtelo. E data la tua insistenza, peraltro su cose che non toccano nè cielo nè terra, scusami se ti dico papale papale che la tua ignoranza e la tua cattiveria che non riesci a contenere tanto velata, mi fa accapponare la pelle.
    Ora che ti trovi fattene una ragione pure di questo altro mio scritto e non so se riderci su.

  3. gianlucalbanese ha detto:

    Questione di stile, appunto. 🙂

  4. gianlucalbanese ha detto:

    Da buon incassatore, sono uscito indenne dalla “botta finale” che mi avrebbe mollato il Sorgiovanni, che ad una mia osservazione sull’enfasi data dal suo giornale nel porgere una notizia (appunto legittimo, da lettore e addetto ai lavori), ha tratto ispirazione per definirmi «Eiaculatore precoce, cattivo, ignorante, in malafede e autore di stupidaggini». Questione di stile, come dice la mia cara amica Virginia, che dal suo osservatorio irpino, si sarà fatta un’idea sul come certi soggetti affrontano le discussioni. Ma tant’è. Io non ho mai offeso alcuno, nè tantomeno ho mai ripreso notizie altrui, rivolgendomi direttamente a fonti autorevoli e attendibili. Ma tant’è. Ai miei interrogativi il Sorgiovanni non ha risposto. Mi pare che consideri, implicitamente, conciliabile il ruolo di addetto stampa con quello di giornalista (sempre a proposito di deontologia professionale…) e non ha mai smentito quella circostanza in cui, due anni fa ritenne commendevole darmi delle “indicazioni” sul contenuto del mio articolo. Mi scrive altresì «Chi te lo dice che faccio parte di questo o quel partito?», quando io avevo manifestato dubbi sulla vicinanza a certi ambienti politici e non sulla presunta appartenenza. Ma tant’è. Chiudo qui la polemica, certo che il prossimo 16 ottobre a Locri col Sorgiovanni ci saluteremo cordialmente, visto che sono una persona educata. Di sicuro nessuno mi darà indicazioni su cosa scrivere. Né ora e né mai. Sulla correttezza professionale e sull’osservanza delle regole (anche di quelle non scritte), invece, continuerò a non fare sconti ad alcuno. Come ho sempre fatto su questo mio spazio virtuale, del quale sono l’unico responsabile. Quando l’ho fatto altre volte (manifestando anche delle mie personalissime valutazioni sull’opportunità di dare le notizie con una certa enfasi) i diretti interessati hanno pensato, intelligentemente, di non replicare. Continuando a fare il loro mestiere come meglio credono, così come io faccio il mio. Sulla querelle col collega di Stilo, lascio giudicare ai lettori i suoi contenuti e i toni usati. Sono sempre loro gli unici e insindacabili giudici del nostro lavoro e di qualunque cosa scriviamo, anche su un semplice blog personale. Il tempo, come sempre, sarà galantuomo. E come ama dire un grande giornalista…«I fatti sono ostinati».

  5. Elisabetta ha detto:

    Mah, a me pare una baruffa ridicola. Qui nessuno di voi è Barzini, né senior né junior. E nemmeno Rocco Siffredi.

    • francesco sorgiovanni ha detto:

      gentilissima elisabetta,
      nessuna baruffa. me se permette, eviti pure gli accostamenti superflui. Barzini o non barzini, siffredi o non siffredi, come fa a dubitare di certe cose se nemmeno ci conosciamo? come immagino non abbia avuto modo di conoscere barzini (nè padre nè figlio), oppure il pornorocco.
      affettuosi saluti

  6. gianlucalbanese ha detto:

    Elisabetta ha perfettamente ragione. Concordo in pieno 🙂

  7. Elisabetta ha detto:

    gentilissimo francesco sorgiovanni (uso anch’io il minuscolo),
    veda un po’ lei: che bisogno c’è di conoscerci? Lei fa il giornalista, dunque lei è quel che scrive (per parodiare il motto di D’Annunzio: sono quel che ho donato). Non posso giudicare sulle sue performances fisiche, e nemmeno su quelle del suo antagonista Gianluca Albanese. Lei e lui, per me pari son. Poi, se nel privato volete confrontarvi con o senza condom, affari vostri. Per conoscere i Barzini, basta essere cultori del buon giornalismo (ci sono un paio di libri che parlano di loro e che ho letto, ultimo quello della nipote di Barzini sr e figlia di Barzini jr Ludina) e di più i loro articoli. Non ho fatto in tempo a conoscere Rocco Siffredi in attività professionale (smessa da pochi anni, come lei sa) e rimpiango questa carenza. L’accostamento, mi creda, non sarebbe stato superfluo. Dico: con Siffredi, non con lei o con Gianluca. Ricambio affettuosi saluti (alla distanza…). Elis

  8. gianlucalbanese ha detto:

    Gentilissima signora Elisabetta. Innanzitutto la ringrazio dei suoi graditissimi interventi, che arricchiscono di contenuti quello che io mi ostino a definire come “l’inutile blog”: un po’ di sana ironia, infatti, non guasta mai! 🙂 Per il resto, converrà con me che non ho mai millantato particolari virtù erotiche: non essendo un abituale frequentatore di bar dello sport, infatti, non amo raccontare certe cose, lasciandole nella dimensione a loro più consona, ovvero quella privata. Per il resto, mi considero ancora un apprendista giornalista, anche se faccio questo mestiere da quando avevo 24 anni e dopodomani ne compirò 40. Nel giornalismo, infatti, come nella vita, non si finisce mai d’imparare, e quindi, lungi da me paragonarmi, anche lontanamente, a grandi giornalisti. Al massimo, li posso leggere tutti i giorni, acquistando il Fatto Quotidiano o altre prestigiose testate nazionali e regionali, proprio per cercare di imparare meglio un mestiere che faccio comunque con grande passione ed impegno, che da sempre concilio con una cospicua dose di umiltà, che mi permette di non montarmi la testa dopo qualche soddisfazione e di non abbattermi dopo qualche delusione o qualche sacrosanta “strigliata” che ho ricevuto,specie nel corso dell’ultimo lustro, che mi vede impegnato dal primo giorno a Calabria Ora. Oggi ringrazio chi mi ha fatto quelle strigliate. E quando le prendo me le tengo e ne faccio tesoro. Per il resto, dico la mia. Sempre e comunque. Anche a costo di risultare antipatico e inopportuno. Ma ritengo sia sempre utile abbattere quel muro d’ipocrisia che impedisce di esprimere il proprio pensiero, quando si parla di gente che fa il tuo stesso mestiere. Appartengo a una cultura antitetica a quella di chi diceva che «Molti nemici, molto onore”, e quindi non considero Sorgiovanni un antagonista. Né lui, né nessun altro. Concorrente sì, ma nel rispetto di quelle regole (anche di quelle non scritte) che regolano i rapporti tra mestieranti di uno stesso settore. Rispetto che io porto e che esigo dagli altri. Ecco perché quando rilevo comportamenti che non tollero (e, le giuro, non è il caso di Sorgiovanni, al quale forse posso solo rimproverare di avere alzato inutilmente i toni, offendendomi gratuitamente nel corso di un normalissimo scambio di vedute, i cui contenuti sono sotto gli occhi di tutti) li evidenzio con grande trasparenza, rispondendo sempre in prima persona e per iscritto. Giusto per non dare adito a dubbi di sorta. Pane al pane, vino al vino. E a chi non piace, pazienza. Di sicuro non commetto le bassezze tipiche di chi per strada getta fango sul lavoro degli altri, tirando le classiche coltellate dietro le spalle. Scrivo. Certo che chi ha orecchie per intendere, intenderà. Con stima e gratitudine
    Gianluca Albanese

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