Bravo Enrico!

Stamattina il mazzo dei giornali mi ha riservato una lieta sorpresa. Vedere le foto dei miei colleghi conterranei in prima pagina del Fatto Quotidiano, infatti, mi ha riempito di gioia, anche se si parla di colleghi minacciati e intimiditi. Ma far conoscere al resto d’Italia quella che per noi è una triste normalità è essenziale. Facciamo un lavoro bellissimo. Uno dei più “fighi” al mondo. E se lo vogliamo fare bene dobbiamo esporci a qualche rischio, farci tanti nemici (o comunque stare sulle scatole a tanta gente) e non cadere mai nella trappola dei provinciali che si strusciano addosso ai potentucci di turno. E così, onore ai colleghi ritratti e le cui storie sono state riportate nel paginone centrale. E’ la filosofia che ha ispirato “Avamposto” , il libro degli amici Roberta Mani e Roberta Rossi. Credo che portarli all’attenzione della ribalta mediatica nazionale li abbia fatti sentire più orgogliosi del loro mestiere. Anche io, nel mio piccolo, ho maturato in quattro anni e mezzo un modesto curriculum d’inconvenienti, annoverando:
– N° 3 querele farlocche e tutte archiviate (la prima me la fece uno che scrisse in un’altra testata che «La querela è l’arma degli stupidi» ed è il più bel sillogismo che abbia mai pensato)
– una querela ritirata da uno che dopo aver perso la poltrona ha capito che rischiava di perdere la faccia
– qualche telefonata di “strana” cortesia
– le chiacchiere inopportune degli accademici della granita al caffè con panna e i conferenzieri da bar in genere
– Una cacciata dalla sala in cui si stava tenendo una convention dell’allora “casa della libertà” in quanto “giornalista sgradito”: fui messo alla porta da un collaboratore che all’epoca aveva un contratto di lavoro parasubordinato col Comune

Poco, pochissimo. Certo, da allora le cose sono cambiate. Ho tenuto duro, e ora nessuno si permette più di fare osservazioni su quanto da me scritto. Chi ci prova sa che risponderei picche. Semplicemente perché non devo ringraziare nessuno e non mi va di strusciarmi con alcuno: se ho una notizia, la verifico e, una volta ottenuto l’ok, la pubblico. Tutto qua. Anche se mi chiedono per cortesia di soprassedere. Anche se altri ricorrono (per non “guastarsela”) a incredibili circonlocuzioni per salvare capra e cavoli, cercando di evitare i buchi ma senza tradire la fiducia dei compagni di tante passeggiate sul corso. Tornando ai colleghi, le piccole seccature che ho avuto io, non sono nulla al confronto dell’impressione che avrà provato Pietro, minacciato sul cellulare aziendale dopo che stava per salutare moglie e figlio che aveva accompagnato al mare; o Angela, cronista alle prime armi che scrive di una cosa scomoda e si vede sparare la macchina sotto casa; o Agostino, che anche lui è stato “cacciato” (stavolta dalla casa comunale di Gioia tauro) o al quale hanno tagliato le gomme dell’auto. E’ giusto che si sappiano certe cose. Perchè, per fortuna, la nostra categoria non è fatta solo dai Minzolini, Vespa e Mimun. Enrico Fierro e il Fatto Quotidiano, hanno fatto la cosa giusta; molto più giusta di tanti messaggini ciclostilati di solidarietà, magari su facebook, che lasciano il tempo che trovano. Lo dico a quell’anonimo che mi chiedeva come mai non avessi scritto niente dopo il licenziamento di un collega.

P.S.: se volete leggere un altro punto di vista, molto interessante, leggete il blog del collega Agostino Riitano, in cima ai siti amici.

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2 Responses to Bravo Enrico!

  1. Annalisa ha detto:

    Gianlù..limito il mio commento solo dicendoti: hai visto l’articolo uscito sul quotidiano lunedi.. quello della partita svolta domenica pom a Locri???

    beh sapendo, come tu sicuramente sai, come si sono svolti realmente i fatti, ed avendo letto quell’articolo… e qua mi fermo 😛 Faccio la brava questa volta.

    Belle foto su il fatto, peccato che uno non centra nulla con gli altri…ma va bhe. fra brodi e di sti tempi di magra va bene tutto… anche se al posto suo, avrei messo qualche altro GIORNALISTA VERO minacciato ma che non ha avuto nessuna solidarietà e niente da nessuno.
    ah a tal riguardo, di colui che non centra nulla….domenica ho scoperto che c’è la protezione da ogni dove…ah bella giustizia italiana!! ti racconterò meglio di persona ma, non è detto k se mi gira non inizio a scrivere ank io la mia bella esperienza… eh no, non capire male, la mia bella esperienza non riguarda minacce dalla ndrangheta (manco mi considerano a me ^_^), no no manco minacce dalla politica.. ma si, da un terzo potere che… mi fa paura quanto il primo!

  2. Antonio ha detto:

    Gianluca,la cosa che fa girare di piu’ le palle e che un somaro e falso come belpietro(MINUSCOLO)che x nascondere non avendo altre cazzate da scrivere nel giornale del suo PADRONE,e sempre in tutti i programmi a sparare cazzate, INVENTANDO la storia del killer,e non parlare dei veri problemi quotidiani,e dell’ITALIA,e i giornalisti che subiscono e rischiano come voi non si sa nulla,secondo te,una persona che voleva attentare a lui,sarebbe andato dentro un palazzo e sapendo che era scortato?e proprio un pirla!!!!!!

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