Ci resta solo lui

Non oso immaginare come sia rimasta Virginia dopo l’intervista a Marchionne da parte del tremebondo Fazio a “Che tempo che fa”. Sergio Chiamparino, sindaco di Torino ed autoproclamatosi concorrente alle primarie del Pd, ha detto che le parole del manager italocanadese sono inappuntabili. Giusto per far capire da che parte sta. E allora, ma non è una scoperta dell’ultima ora, a noi popolo di sinistra resta soltanto Nichi Vendola, reduce dal primo congresso di Sinistra, Ecologia e Libertà. Ha tenuto il meglio della sinistra, senza frange c.d. “identitarie” e sempre più minoritarie. E, udite udite, leggendo l’articolo di Luca Telese sul Fatto Quotidiano di ieri, ho scoperto che il gruppo dirigente del partito è fatto quasi completamente da “dilettanti”, ovvero gente che fa politica senza l’assillo della poltrona o indennità di militanza. Vi pare poco? Il carrierismo dei “professionisti della politica”, infatti, ha da tempo contagiato anche la sinistra, trasformando i partiti in una sorta di multilevel marketing in cui più “produci”, più voti trovi e più incarichi ricevi in strutture speciali, enti di sottogoverno e posti vari. Ebbene, la sfida che attende Sinistra, Ecologia e Libertà è proprio questa: rimanere un partito “low cost”, senza carrierismi e compromessi, continuando a tenere quel rapporto in virtù del quale la base s’identifica con la classe dirigente. Quello che non avviene nel Pd, in cui la rispettabilissima base guarda con simpatia a Vendola; e quello che, ahinoi, non è avvenuto nemmeno con gli altri partiti di sinistra. Io, nella mia breve militanza nel Pdci, ho visto una base di grande livello, ma dirigenti che puntavano su “nomi” da candidare di volta in volta (dalemiani, ex democristiani e comunque non comunisti) per racimolare voti, invece di far crescere la base. E’ stato, evidentemente, un gioco che è durato poco. Perchè gli stessi che cedettero alle lusinghe del partito, annusando candidature e ipotesi d’incarichi, furono altrettanto lesti a scendere quando il cavallo non tirava più. L’errore che Sel non deve fare è proprio questo. E Vendola mi sembra abbastanza lungimirante. Crediamo in lui.

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5 Responses to Ci resta solo lui

  1. Giuseppe ha detto:

    E’ assolutamente UNICO. Quando lo dicevo a Mimmo, lui mi parlava del Bersanino e della classe dirigente del PD. Mimmo, ma mi facci il piacere!!

  2. Virginia ha detto:

    Ho fatto proprio ieri un post in merito sia a Marchionne sia all’approvazione che ha avuto da parte del PD. Io avevo sentito Merlo, a dire il vero, mò so che pure Chiamparino plaude. Che dire… forse quello che ho detto sul mio blog e cioè che una sola parola può definire Marchionne, unitamente ai suoi sodali: ar…dito (il medio).

  3. Virginia ha detto:

    Ah, dimenticavo: la rispettabilissima base, se dopo la non posizione del PD su Pomigliano e la non partecipazione del PD allo sciopero della FIOM e il non vaffanculo del PD a Marchionne voterà ancora codesti soggetti, ha diritto ar…dito pure lei.

  4. domenico ha detto:

    beh… che dire… secondo me non siamo pronti per una candidatura a premier di Vendola, l’Italia è un paese troppo provinciale e “vaticanizzato” per convergere su un premier omosessuale. pertanto credo che la scelta debba ricadere su tre nomi: Bersani, Chiamparino, Renzi.

    l’importante è che ci leviamo dai piedi sto maiale mafioso!

    d.

  5. Virginia ha detto:

    Domenico, io non riesco a capacitarmi però! Possibile che faccia scandalo il gay e non il bunga bunga?

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